16/01/10

Riflessione



-Le cose non cambiano, siamo noi che cambiamo
e se continuiamo a fare ciò che abbiamo sempre fatto,

otterremo quello che abbiamo sempre ottenuto.

Non basta desiderare di mutare la propria situazione.

Ma... Bisogna cominciare a credere che volere è potere!!!!!

"-Dunque, essere felici dipende da noi, non dagli altri, o dalle circostanze"

14/01/10

Impara dal fiume ( Carrie Hart )

Impara dal fiume a fluire verso le aperte braccia del mare.
Impara a fluire come il fiume.
Osserva come serpeggia, sceglie il percorso con meno resistenza,
aggira le rocce e cerca la via che scivola giù.
Notate come il fiume persino scorra lontano dal mare per un certo tempo,
ma anche in quel momento sta dirigendosi verso il mare,
percorrendo la terra e lasciando che sia.
E anche quando il fiume è in piena, anche allora non è una linea retta.
Niente nella natura è retto.
Tutto è curvo e indulgente.
Tutto cede il passo e chiede che venga ceduto.
Tutto è un reciproco scambio, un fluire, un dare e prendere,
un riconoscimento di come le cose sono.
E ancora il fiume è implacabile, anche quando scorre sottoterra,
anche quando si prosciuga d’estate.
Il fiume ritornerà ancora e i solchi nell’inverno precedente renderanno lo sbocciare della primavera molto più facile in questa stagione.
Perchè anno dopo anno, stagione dopo stagione, inesorabile e scorrevole,
il fiume va verso il mare.

12/01/10

Perchè essere ottimisti? (Solpiccola)



Perché è importante essere ottimisti????


Il tuo futuro sta nelle tue mani...

Le persone ottimista sono i protagoniste delle sue proprie vite

l'ottimismo cambia lo stato d'animo e aiuta a vivere meglio...
Anche aiuta a migliorare la sua autostima

È un modo di confrontarsi con la realtà, consiste nella capacità di non farsi abbattere dalle difficoltà,
sono esperienza, che influi significativamente sulla direzione che la sua vita può prendere.

Le persone ottimiste non si arrendono di fronte alle difficoltà,
loro vedono i problemi come possibilità di crescita e non come ostacoli insormontabili.

L'abito mentale è stato considerato determinante,
anche per raggiungere uno stato psico fisico di benessere generale.

L'ottimismo, è la base di questo modo di guardare alla vita,
l’ottimista guarda avanti e gode di uno stato di salute migliore della media.

Essere ottimisti ci rende meno vulnerabili e più forti nel superare i momenti difficili!!!!


11/01/10

Il vecchio saggio ( di Piero Marenco)



Un uomo di 92 anni, piccolo, molto fiero, vestito e ben rasato, una mattina alle 8.00, con i suoi capelli perfettamente pettinati, trasloca in una casa per persone anziane.


Sua moglie di 70 anni è recentemente deceduta, cosa che lo obbliga a lasciare la sua casa.
Dopo parecchie ore di attesa nella hall della casa per anziani, ci sorride gentilmente quando gli diciamo che la sua camera è pronta.

Mentre si reca fino all’ascensore con il suo deambulatore, gli faccio una descrizione della sua piccola camera, includendo il drappo sospeso alla sua finestra come tenda.

“-Mi piace molto!" Dice con l’entusiasmo di un ragazzino di 8 anni che ha appena ricevuto un nuovo cucciolo.

“-Signor Vinto, lei non ha ancora visto la camera, aspetti un attimo. "

“-Questo non c’entra niente", dice.



“-La felicità è qualcosa che scelgo a priori. Che mi piaccia la mia camera o no, non dipende dai mobili o dalle decorazioni, dipende piuttosto dal modo in cui la percepisco.

“-Nella mia testa è già deciso che la mia camera mi piace. E’ una decisione che prendo ogni mattina al mio risveglio."

“-Posso scegliere, posso passare la giornata a letto contando le difficoltà che ho con le parti del mio corpo che non funzionano, oppure alzarmi e ringraziare il cielo per quelle che funzionano ancora."

“-Ogni giorno è un regalo e finché potrò aprire i miei occhi, focalizzerò sul nuovo giorno e su tutti i ricordi felici che ho raccolto durante tutta la mia vita.”

“-La vecchiaia è come un conto in banca. Prelevi da ciò che hai accumulato.”

Perciò, il mio consiglio per voi, sarebbe di depositare molta felicità nel vostro conto in banca dei ricordi.
Grazie di aver partecipato a riempire il mio conto in banca, dove continuo a depositare.
Ricordate queste semplici regole per essere felici:

1. Liberate il vostro cuore dall’odio

2. Liberate la vostra testa dalle preoccupazioni

3. Vivete con semplicità

4. Date di più

5. Aspettatevi di meno

06/01/10

Un violinista chiamato Paganini (dal Web)

C’era una volta un grande violinista chiamato Paganini.
Alcuni dicevano che era molto strano.
Altri, che era “soprannaturale”.
Le note magiche che venivano fuori dal suo violino avevano un suono diverso, per questo nessuno voleva perdere l’opportunità di vedere un suo spettacolo.
Una certa sera, il palco di un auditorium pieno di ammiratori era pronto a riceverlo. L’orchestra entrò e fu applaudita. Il direttore fu accolto con un’ovazione.
Ma quando la figura di Paganini apparve, trionfante, il pubblico andò in delirio.
Paganini sistemò il suo violino sulla spalla e quello che si sentì dopo fu indescrivibile.
Le note sembravano avere ali e volare al tocco delle sue dita affascinanti.
All’improvviso uno strano suono interruppe l’estasi della platea.
Una delle corde del violino di Paganini si rompe.
Il direttore si fermò, ma Paganini non si fermò. L’orchestra si fermò. Il pubblico si fermò.
Guardando lo spartito, continuò ad estrarre suoni incantevoli da un violino con dei problemi.
Il direttore e l’orchestra esaltati, ripresero a suonare.Ma prima che il pubblico si rasserenasse, un altro suono preoccupante fece crollare l’attenzione degli astanti.
Un’altra corda del violino di Paganini si rompe. Il direttore si fermò nuovamente. L’orchestra si fermò nuovamente.
Paganini non si fermò. Come se nulla fosse successo, lui dimenticò le difficoltà e continuò a tirar fuori suoni dall’impossibile.
Il direttore e l’orchestra, impressionati, ripresero a suonare. Ma il pubblico non poteva immaginare quello che stava per accadere.
Tutte le persone, attonite, esclamarono: “OHHH!”
Una terza corda del violino di Paganini si rompe, Il direttore si paralizzò. L’orchestra si fermò. Il pubblico trattenne il respiro.
Ma Paganini continuò. Come se fosse un contorsionista musicale, strappò tutti i suoni dall’unica corda che rimaneva del suo violino distrutto.
Nessuna nota fu tralasciata. Il direttore si animò. L’orchestra fu motivata.
Il pubblico passò dal silenzio all’euforia, dall’inerzia al delirio.
Paganini raggiunge la gloria. Il suo nome corre nel tempo. Non è semplicemente un violinista geniale.
È il simbolo del professionista che continua ad andare avanti di fronte all’impossibile.
***************
MORALE DELLA STORIA
Io non so che tipo di problemi stai affrontando.
Potrebbe essere un problema personale, coniugale, familiare,
non so se è una cosa che colpisce la tua stima o un problema di lavoro.
Però una cosa sì, la so. Non si è perso tutto.
C'è ancora una corda, ed è suonando con quella che eserciterai il tuo talento.
È suonando con quella che vibrerai.
Impara ad accettare il fatto che la vita ti lascerà sempre un'ultima corda.
Quando sei scoraggiato, non arrenderti mai.
Ci sarà ancora la corda della perseveranza intelligente, del “provare un'altra volta",
del fare un altro passo con uno zelo rinnovato.
Sveglia il Paganini che è in te e avanza per vincere.
La vittoria è l'arte di continuare dove gli altri preferiscono fermarsi.
Quando tutto sembra crollare, offriti un'opportunità e continua ad andare avanti.
Suona la corda della motivazione e produci i suoni dei risultati positivi.
Però prima chiediti: Chi motiva il motivatore?
Cioè: chi è che motiva il tuo cervello, che motiva la tua mano, che suona il tuo violino?
Non frustrarti, non disperare, ricorda: - esiste ancora l'ultima corda La corda dell'imparare di nuovo per scoprire e produrre nuove soluzioni
La vita non ti romperà mai tutte le corde.
Se i risultati sono brutti, avrai la tua opportunità di suonare l'ultima corda,
quella dell'immaginazione che reinventa il futuro con innovazioni continue.
È sempre la corda dimenticata che ti darà il maggior risultato.

25/12/09

la felicità ...



la felicità è un modo di essere: non c’è nessun motivo per essere felici,
 nel senso che non c’è nessun motivo per non esserlo.
Per cui bè, puoi iniziare subito ad essere felice, dai, non c’è bisogno di un perché!



Il falco pigro.

Un grande re ricevette in omaggio due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli
al Maestro di Falconeria perché li addestrasse.
Dopo qualche mese, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.
"E l'altro?" chiese il re.
"-Mi dispiace, sire, ma l'altro falco si comporta stranamente;
forse è stato colpito da una malattia rara, che non siamo in grado di curare.
Nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell'albero su cui è stato posato il primo giorno.
Un inserviente deve arrampicarsi ogni giorno per portargli cibo".
Il re convocò veterinari e guaritori ed esperti di ogni tipo, ma nessuno riuscì a far volare il falco.
Incaricò del compito i membri della corte, i generali, i consiglieri più saggi, ma nessuno potè schiodare il falco dal suo ramo.
Dalla finestra del suo appartamento, il monarca poteva vedere il falco immobile sull'albero, giorno e notte.
Un giorno fece proclamare un editto in cui chiedeva ai suoi sudditi un aiuto per il problema.
Il mattino seguente, il re spalancò la finestra e, con grande stupore, vide il falco che volava superbamente tra gli alberi del giardino.
"-Portatemi l'autore di questo miracolo" ordinò.
Poco dopo gli presentarono un giovane contadino.
"-Tu hai fatto volare il falco?
-Come hai fatto?
-Sei un mago, per caso?"
gli chiese il re.
Intimidito e felice, il giovane spiegò:
"-Non è stato difficile, maestà.
Io ho semplicemente tagliato il ramo.
Il falco si è reso conto di avere le ali ed ha incominciato a volare".
Talvolta, Dio permette a qualcuno di tagliare il ramo a cui siamo tenacemente attaccati,
affinché ci rendiamo conto di avere le ali.

16/12/09

il dolce aroma del caffè




"- Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili.


Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta.

Era stanca di lottare.

Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro.



Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro.

Lì, riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco.

Quando l'acqua nelle tre pentole iniziò a bollire, in una collocò alcune carote, in un'altra collocò delle uova e nell'ultima collocò dei grani di caffè. Lasciò bollire l'acqua senza dire parola.



La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre....

Dopo venti minuti il padre spense il fuoco.

Tirò fuori le carote e le collocò in un piatto.

Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto.

Finalmente, colò il caffè e lo mise in una scodella.

Guardando sua figlia le disse: "Cara figlia mia, carote, uova o caffè?"



La fece avvicinare e le chiese che toccasse le carote, ella lo fece e notò che erano soffici; dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l'uovo sodo.
Dopo le chiese che provasse a bere il caffè, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma.

 Umilmente la figlia domandò:
"-Cosa significa questo, padre?"

Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, "l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente.



La carota arrivò all'acqua forte, dura, superba; ma dopo essere passata per l'acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare. L'uovo era arrivato all'acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito. Invece, i grani di caffè, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l'acqua.



"Quale sei tu figlia?" le disse. "Quando l'avversità suona alla tua porta, come rispondi?"

"Sei una carota che sembra forte ma quando i problemi ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?"

"Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, un ostacolo durante il tragitto, diventa duro e rigido?

Esternamente ti vedi uguale, ma dentro sei amareggiata ed aspra con uno spirito ed un cuore indurito?"



"-O sei come un grano di caffè? Il caffè cambia l'acqua, l'elemento che gli causa dolore. Quando l'acqua arriva al punto di ebollizione il caffè raggiunge il suo migliore sapore."



"-Se sei come il grano di caffè, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che, davanti all'avversità, illumini la tua strada e quella della gente che ti circonda".



Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e la tua positività il "dolce aroma del caffè".

.

.