14/06/15

E gli occhi benevoli?

E gli occhi benevoli?

“La lampada del tuo corpo è l’occhio; se l’occhio tuo è limpido, anche tutto il tuo corpo è illuminato; ma se è malvagio, anche il tuo corpo è nelle tenebre.”
Luca 11.34

Nel Regno del diavolo, la prima impressione è quella che resta. Nel Regno di Dio, ho imparato che l’ultima impressione è quella che rimane.

Esistono persone che commettono pochi errori e vengono giudicate come mostri. Come esistono anche persone che hanno poche virtù e vengono considerate sante e perfette.
Pertanto, non ci precipitiamo, né con gli errori, né con le virtù e tanto meno con le informazioni!

Lasciamo che sia il tempo a mostrare chi sono, veramente, le persone che stanno intorno a noi.
Dobbiamo avere occhi benevoli verso tutti e lasciare che Dio lavori,poiché,chi ingannerà Colui che non può essere ingannato?

Alcune cose non hanno un avversario all’altezza, e sono: il tempo, la morte del corpo e il ritorno di Gesù.

Dio vi benedica
Vescovo Guaracy Santos.

http://blogs.universal.org/bispomacedo/it

12/06/15

Azione della Fede e Reazione di Dio


Salve, vescovo!

Mi chiamo Michel Pataro, sono pastore nella chiesa della città di Centenario nella Provincia di Neuquén, Argentina.
Vorrei condividere con lei la liberazione che ho ricevuto.

Domenica mattina, così come tutti i giorni, mi sono svegliato e fatto la preghiera del Padre Nostro, chiedendo a Dio la Sua protezione. All’entrare in auto per andare in Chiesa, chiesi nuovamente ad Egli di custodirmi.

Posteggiai l’auto, aprii la porta della Chiesa e tornai per prendere la scatola del giornale dal bagagliaio. Quando un conducente ubriaco perse il controllo del suo veicolo e sbatté contro la mia auto, a pochi centimetri da dove mi trovavo. In quel momento non ebbi una reazione.

L’auto, che era posteggiata, fu spinta a più di due metri. Poteva essere una tragedia.

Il video mostra che sarei potuto morire. Ero di spalle e l’unica cosa che posso dire è che si è compiuto ciò che è scritto nel Salmo 139: Tu mi circondi, mi stai di fronte e alle spalle, e poni la Tua Mano su di me.

La preghiera non può essere considerata un obbligo, ma una liberazione.
Che serva da esempio per tutti che vivono per la fede.

http://blogs.universal.org/bispomacedo/it

Il dolore e il sogno di Dio


Il settimo giorno, Dio compì l’opera che aveva fatta, e si riposò il settimo giorno da tutta l’opera che aveva fatta. - Genesi 2:2

Il riposo del Creatore dopo il termine della Sua Opera fu interrotto immediatamente con la caduta della creatura umana. Proprio prima che l’uomo potesse cogliere i frutti della ribellione, il Signor Dio iniziò a soffrire. Tutta la sofferenza umana sulla Terra è stata analoga alla sofferenza infinitamente maggiore di Dio in Cielo.

Che cosa accade a partire dal momento in cui la madre genera un figlio?
Sin dalle sue prime cure fino alla fine dei suoi giorni saranno registrati nel cuore della madre – e non avrà mai più una vita tranquilla. E ciò che è accaduto con Dio. Dal momento che commisero il primo peccato, Egli non ebbe mai più “tranquillità” con la razza umana.

Chi pensa che Dio sia immune alla sofferenza si sta solo ingannando. Chi difende questa idea non LO conosce per niente.

Quando Gesù disse: Il Padre mio opera fino ad ora, e anch’Io opero. Giovanni 5:17
Significa che Lui lavora continuamente, non per pagare i conti, ma per salvare anime generate alla ribellione che sono sulla rotta dell’inferno.

Dio lavora con ogni servo buono e fedele per raggiungere le persone disprezzate, sofferenti, demotivate dalla vita, soprattutto quelle che sono sull’orlo del suicidio. Lavorare in modo esauriente per convincere quelli che vivono nella zona di conforto della salvezza e non si importano con i persi. Si, lo Spirito di Dio lavora suonando la trombetta, dicendo:
Chi manderò? E chi andrà per noi? Isaia 6:8
Anche Gesù ordinò ai Suoi discepoli: Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Marco 16.15

E quando una sola anima è salva, Egli completa: Vi dico che, allo stesso modo, ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento… Così, Vi dico, v’è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si ravvede. Luca 15:4-10

Immagina: se vi è gioia in cielo quando un peccatore si ravvede, cosa accade quando un peccatore non si ravvede?
Profonda tristezza, sofferenza e dolore in cielo da parte degli angeli e, soprattutto, dell’Altissimo Dio. Purtroppo, non tutti i cristiani o persone che si dicono di Dio pensano allo stesso modo.

In un bellissimo giorno andando al lavoro, stavo pensando nei miei progetti personali. Sognavo di guadagnare denaro e vivere una vita indulgente e tranquilla. D’improvviso, dal nulla, sentii una voce forte e soave dicendo:
A cosa ti serve guadagnare tutto il mondo e perdere la tua anima?
Immediatamente, convinto da quell’avvertimento, iniziai a preoccuparmi con la salvezza della mia anima. Mi resi conto che per quanto significativo sia stato il mio successo famigliare, professionale e nella salute, anche così, un giorno finirei per morire e tutto questo finirebbe. E la mia anima, dove andrà?
L’idea dell’inferno iniziò ad inquietarmi giorno e notte incessantemente.

Dio soffre, si. Il Suo dolore è infinitamente più grande di tutti i nostri. La Lui sa bene dov’è andata l’anima della maggior parte delle persone, ha visto e sentito le grida di tormento all’inferno. Dio sa che la maggior parte dei sette bilioni di anime, prima o poi, andrà là.

Pensa: Qual è il Suo sentimento davanti a questi fatti?
Che cos’hai fatto tu per salvare, almeno un’anima dall’inferno?

Il Sogno di Dio

Dalla caduta della creatura umana il più grande sogno del Creatore è stato di riscattarla.

Da Genesi a apocalisse, abbiamo visto l’enorme sforzo di Dio nell’esecuzione del Piano della Salvezza. Con certezza, fino a quando tutte le parole profetiche dell’Apocalisse si compiano, la priorità Divina è il riscatto delle anime.

Fu per questo che Dio creò la nazione di Israele e fece arrivare Suo Figlio fino a noi. Lui consumò l’Opera della Salvezza, istituì il Regno di Dio – la Sua Chiesa – e ha inviato il Suo Santo Spirito perché, per mezzo dei Suoi servi, siano salvi quelli che credono nel Suo Messaggio.

Questo dimostra che la Mente Divina è stata occupata con le anime perse.

http://blogs.universal.org/bispomacedo/it

La sua vita dipende...

Le Mie pecore ascoltano la Mia voce e Io le conosco ed esse Mi seguono. (Giovanni 10:27)

La pecora di Gesù ascolta la voce di Gesù,
riconosce la voce di Gesù e
ubbidisce alla voce di Gesù
perché ha fiducia nella Parola di Gesù.

La sua vita dipende dall’obbedienza incondizionata al Suo assoluto comando.

10/06/15

Libera in prigione

Libera in prigione

Il fondo del pozzo per me iniziò quando venni arrestata, soltanto dopo quindici giorni ricevetti la visita dei miei figli, e che, per coincidenza, fu nel giorno delle mamme. In quel periodo, uno aveva sei anni e l’altra dodici. Mia figlia arrivò, mi diede un abbraccio e disse: “Felice giorno della mamma”. Mi diede un libro e terminò dicendomi: “Mamma, leggi. Chi me lo ha dato è stato un gruppo di collaboratrici che sono là fuori, e tu sai che è l’unica cosa che può entrare qui, non posso portarti regali”.

In quel momento i miei occhi si sono riempiti di lacrime, e pensai: “Non riuscirò a sopportare queste visite, in questa prigione, lontano dai miei figli”. E subito iniziai a pensare a come avrei potuto uccidermi, in modo che terminassero le visite.

Continuai normalmente con la visita e con la sofferenza di vedere i miei figli costretti a passare da quel luogo di gemito e dolore. Questo mi dava più coraggio perché, così una volta che loro se ne sarebbero andate, io mi sarei potuta uccidere. Il termine dell’orario di visita giunse molto più veloce di quanto potessimo immaginare, fu una vera disperazione. I bambini andarono via piangendo molto ed io venni condotta in cella.

Ed è lì che mi sedetti sulla pietra (letto),
abbassai la testa tra le ginocchia ed ebbi la certezza che la morte sarebbe stata la cosa migliore. Iniziai a pianificare per fare la “teresa” (un tipo di corda), così, nel momento in cui la mia compagna si sarebbe addormentata, io avrei avuto tutto pronto per la forca.

In mezzo alle lenzuola, che mia figlia mi aveva lasciato, c’era il libro. Con molto affetto lo presi e gli diedi un abbraccio come se la stessi abbracciando. Era tutto ciò che avrei voluto in quel momento, e mi ricordai che mia figlia mi chiese di leggere, poiché un giorno il vescovo Macedo era stato arrestato ingiustamente e Dio gli diede la vittoria e l’avrebbe data anche a me, visto che fui arrestato solo per essere la moglie di un criminale, non per aver commesso un crimine.

Queste parole rimasero a martellarmi la mente, inserendo dubbi se avrei dovuto o no uccidermi. Continuai a preparare la forca, ma tutte le volte che guardavo il libro mi ricordavo di mia figlia che aveva detto che valeva la pena leggerlo. Quando terminai tutto, la mia compagna non si era ancora addormentata, così, nel dubbio tra il suicidio e leggere il libro, decisi di leggere.
A quel tempo, mi sorpresi, quando mi resi conto, erano già passate cinque ore da che stavo leggendo, e non avevo più nel mio cuore il desiderio ed il coraggio di uccidermi.

Dopo sei mesi di reclusione, fui giudicata e assolta (provata la mia innocenza), ebbi un incontro con Dio. Oggi sono una delle evangeliste della prigione, ho piacere nel donare libri alle famiglie dei detenuti. Io sono l’Universale.

Silvia Ramos da Silva.

http://blogs.universal.org/bispomacedo/it

08/06/15

Agnello e pecora

Agnello e pecora

Osserva per fede la prospettiva di vita abbondante attraverso del comportamento docile delle pecore e degli agnelli.

Loro non sono animali comuni. Le loro caratteristiche indicano che la loro creazione è avvenuta dall’Altissimo, un proposito super speciale: LO rappresenta nell’opera della Salvezza Eterna.

La pecora è l’unico animale totalmente vulnerabile. Ossia, differente da tutti gli altri animali, la pecora non possiede il senso di autodifesa e neanche si difende. La sua vita e sicurezza dipendono completamente dal pastore. Se questi fosse recidivo, lei sarebbe persa.

Isaia profetizzò su Gesù, dicendo: Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio,; e, come lapecora muta davanti a chi latosa,, Egli non aprì la bocca. Isaia 53:7

Il testo profetico mostra chiaramente la postura indifesa dell’agnello e della pecora (l’agnello è il cucciolo della pecora fino a un anno di vita).

Le Mie pecore ascoltano la Mia voce e Io le conosco ed esse Mi seguono. Giovanni 10:27

La pecora di Gesù ascolta la voce di Gesù, riconosce la voce di Gesù e ubbidisce alla voce di Gesù perché ha fiducia nella Parola di Gesù.

Nn sarebbe questo il grande mistero che coinvolge la fede cosciente? Si, perché ascoltare, riconoscere, ubbidire e fidarsi non ha nulla a che vedere con la fede emotiva; la fede che sente questo o quello.
Come un tipo di Gesù, la pecora insegna come mantenersi in armonia con il Pastore amato e godere della Sua provvigione e sicurezza. Lei conosce la voce del Suo Pastore e obbedisce perché ha fiducia in Lui. La sua vita dipende dall’obbedienza incondizionata al Suo assoluto comando.

Lo Spirito e le anime

Lo Spirito e le anime

Così come Gesù venne al mondo per dare la Sua vita in riscatto per molte anime, anche lo Spirito Santo è venuto per sostituirLO, al fine di continuare la Sua Opera attraverso i Suoi servi.

I sigillati con lo Spirito, obbligatoriamente, hanno la coscienza delle loro responsabilità quanto alla Salvezza delle anime. Pensano nei persi tutto il tempo perché il Proprio Spirito non li lascia stabilirsi. È impossibile che qualcuno abbia lo Spirito di Dio e non pensare nelle anime perse come Lui ha pensato.

La salvezza delle anime è il lavoro più difficile del mondo, Così difficile che Dio inviò il Suo Proprio Spirito per aiutarci nella loro conquista.

Credo di tutto cuore che il motivo principale della venuta dello Spirito Santo non è per lodarLO, adorarLO o cosa simile, ma per capacitare i Suoi servi nella conquista delle anime.

Preferisco guadagnare un anima per Gesù che vivere il resto dei miei giorni adorando il Suo Nome. Infine, che tipo di adorazione, cantico o lode sarebbe sufficiente se dentro di me, pesa il suono delle grida disperate di chi va all’inferno?

http://blogs.universal.org/bispomacedo/it

07/06/15

Il Veleno dello Spirito

Il Veleno dello Spirito

Così come esiste il colesterolo “buono” e quello “cattivo”, l’orgoglio può essere anch’esso buono o cattivo…
Nel caso del colesterolo, il primo è benefico, ma il secondo può uccidere. Lo stesso avviene con l’orgoglio, poiché un po’ di brio in sé stessi è positivo, ma l’arroganza può portare ad un’esistenza arida.

L’ Orgoglio

Per molti, l’orgoglio è un fatto determinante nella strada per il successo, in ambito familiare e professionale. In una certa misura, l’orgoglio è la conferma ed affermazione naturale dei nostri sentimenti, conquiste ed allegrie, ossia, un sentimento positivo e buono, per se stessi e per il prossimo.

Il “Buon Orgoglio”: Dignità o brio

Alcune persone considerano che l’orgoglio per le proprie cose sia un atto di giustizia per se stessi. Deve esistere, come forma di elogio a se stessi, dando forza per evolvere e riuscire in un progresso individuale, programmando un progetto della vita più ampio e migliore. Questo si applica tanto a se stessi quanto con il prossimo, socialmente, una persona orgogliosa verso gli altri vien generalmente vista orientata nel verso della realizzazione, venendo associata ad un’attitudine altruista, in quanto l’orgoglio per se stessi vien spesso associato a sentimento di capacità ed egoismo.
L’“Orgoglio cattivo”: Superbia ed arroganza

Per Dio, il “cattivo orgoglio” o la superbia è uno dei peggiori peccati, manifestati precocemente da Lucifero, l’angelo caduto che voleva essere uguale a Dio (Isaia 14.1-14). Questo è l’esempio chiaro di come l’orgoglio in eccesso si possa trasformare in vanità, ostinazione, superbia, venendo visto come un’emozione negativa: l’Arroganza.
Altre persone classificano l’orgoglio come qualcosa di esagerato quando diventa una sorta di soddisfazione incondizionata o quando i propri valori sono sopravvalutati, credendo d’essere migliori o più importanti degli altri. L’orgoglio soffoca, distrugge ed, eventualmente, uccide, poiché da questi nascono mali come l’invidia, le discussioni, le divisioni ed i magoni. Sentimenti che iniziano a contaminare lo spirito e che, gradualmente si diffondono nell’anima e nel corpo, manifestandosi spesso in dolori fisici, come il cancro.

Come individuare l’orgoglio come peccato? Presta attenzione:

– Quando non accettiamo l’esortazione del pastore, leader od anche dei compagni delle riunioni;?

– Quando pensiamo che abbiamo sempre ragione;?

– Quando non diamo nessuna importanza a ciò che dicono le altre persone;

– Quando pensiamo d’esser migliori degli altri;

– Quando pensiamo d’essere degni di ricevere gloria e lode;?

– Quando pensiamo che l’opera svolta avrà successo per le nostre capacità;?

– Quando pensiamo che il nostro modo di procedere sia più giusto davanti a Dio;?

– Quando umiliamo, sottostimiamo o non valorizziamo il prossimo;

– Osserva: Quando facciamo tutto questo, siamo orgogliosi! E l’unico antidoto per l’orgoglio è coltivare l’umiltà di spirito, “perché di loro è il regno dei cieli”, come Cristo disse. “La superbia dell’uomo l’abbatterà; ma l’umile di spirito avrà onore”. (Pv. 29.23)

Vescovo Julio Freitas.

http://iurditalia.org

.

.