06/11/15

I tre tipi di servi


I servi di Dio, sono tutti quelli che sono stati chiamati, scelti e contemplati con lo Spirito Santo. L’altissimo conta con il loro lavoro per compiere il Suo Piano di Salvezza. Ma, purtroppo, molti di questi servi, invece di agire come cooperatori di Dio (2 Corinzi 6:1), hanno impedito che più persone potessero conoscere il Signor Gesù, comportandosi in modo opposto alla Sua volontà nel fare e nell’essere.

Nella Parola di Dio, per mezzo di una parabola, Lui ci mostra il profilo del servo che LO compiace (Matteo 25:14-30). Questo profilo si riassume in due qualità: buono e fedele. Che cosa significano queste due caratteristiche? 
Come possono interferire nella crescita del Regno di Dio? 
Che cosa accade se una di queste non è riscontrata in un servo dell’Altissimo?
Il servo buono è colui che produce frutti, è competente, pone tutta la sua forza in ciò che sviluppa la capacità che possiede. Le sue conquiste sono notevoli. Abile, è qualcosa in più nel Regno di Dio e moltiplica il talento che ha ricevuto dal suo Signore. Passività e comodità non fanno parte del suo vocabolario.

Il servo fedele è colui che porta dentro di se l’intenzione sincera di glorificare il Signor Gesù. Lui è consapevole di essere stato scelto per un proposito maggiore della sua stessa vita. Con un cuore puro, considera la Sovranità di Dio e sa che non può fare nulla senza di Lui. È vero e ha carattere.

Per questo motivo che, in mezzo a noi, vediamo molti servi che sono buoni, ma non sono fedeli, ed anche molti servi che sono fedeli, ma non sono buoni. Vi sono anche i buoni e fedeli, però, sono pochissimi.

I primi, raggiungono risultati impressionanti nel loro lavoro, ma hanno l’intenzione di glorificarsi attraverso questi. Lo fanno per se stessi, non per Dio. Desiderano, in qualche modo, raggiungere benefici personali attraverso il loro ministero. In questo modo, possono pregiudicare la salvezza degli altri, giacché esiste il rischio che possa emergere uno scandalo a causa loro.

Al contrario, vi sono quelli che, pur gradendo il Signore con le loro intenzioni, sono tutt’altro che ottimali per non impegnarsi al massimo in ciò che fanno. Recidivi, non cercano di fare la differenza. Non si mettono in discussione, non migliorano e si accontentano di poco. Smettono di salvare di più per mancanza di sforzo.

Finalmente, i buoni e fedeli sono coloro che compiacciono Dio in ciò che fanno e in ciò che sono. Visionari, cercano cose più grandi con l’intento di presentare al Signore i risultati eccellenti, poiché hanno piacere nel soddisfarLO e compiacerLO in questo mondo. Loro si danno più puramente per salvare di più.

La domanda che non può esser taciuta è: quale di questi tre tipi di servo sei?

Stai attento, servo di Dio! Non permettere che la tua ambizione personale o la tua comodità impedisca che la salvezza giunga alle altre persone! Rimedia ai tuoi difetti, poiché l’altissimo sta contando con te nella Sua Grandiosa Opera! Presentati sempre a Lui come un servo completo, che ha le mani callose, ma un cuore pulito.

Vescovo Edir Macedo.

05/11/15

3 cose necessarie per superare l’impossibile (Parte 2)


Tu devi porre rimedio al tuo modo di pregare, al tuo modo di venire in chiesa, a come partecipi ad una riunione!
Tu stai provando la tua stessa fede! Questo è importante per te!
Perché ti fa una persona definita, una persona indipendente, una persona coraggiosa, una persona che sa ciò che è!
Quando fai i tuoi propositi, quando digiuni, quando acclami, tu stai esercitando la tua fede! E questo ti fa bene, non ti fa male! Soltanto che, non puoi esercitare la tua fede solo quando sei in chiesa!, Tu devi esercitare la tua fede anche fuori dalla chiesa!

Arriva un pensiero negativo, tu lo devi sostituire immediatamente con un pensiero positivo! … Qualcuno ti ha minacciato, qualcuno ti ha giurato, qualcuno ti ha maledetto, qualcuno là fuori ti ha dato una brutta notizia, una parola negativa! … Tu devi riprendere: sei legato in Nome di Gesù!

Tu non puoi accettare che quella parola entri nel tuo cuore! Nella tua mente! Perché se no produrrà frutti marci, che inquineranno o andranno ad aggravare ancora di più la tua situazione! Riesci a capire ciò che sto dicendo?

Arriva una tentazione, sei perseguitato, stai subendo un’ingiustizia! … Tu devi resistere! Devi resistere, perché sai che il male vuole che tu cada in tentazione cosicché tu venga a distruggere, tutto quello che hai fatto correttamente qui!

Perciò, tu sarai tentato a mentire, sarai tentato a guardare con malocchi, sarai tentato a dire parole indecenti, a lamentarti, a maledire, la tua stessa vita. Fai attenzione alla tua lingua, ai tuoi occhi, fai attenzione alle tue orecchie, sarai tentato a fare qualcosa svogliatamente, in modo negligente, in un qualsiasi modo. Devi fare le cose come se fossero per Dio! Ma il tuo datore, il cliente non lo riconoscono! Problema loro!!!

È tua responsabilità fare come se lo stessi facendo per Dio!

Dio non ha bisogno di nulla, sono io che necessito di tutto! Significa che tu fai le cose per Dio con sfida. Tu usi la tua fede in modo intelligente!
Dice così il Sacro Testo:

Egli era con Davide a Pas-Dammim, dove i Filistei si erano radunati per combattere e dove c’era un campo pieno d’orzo. Il popolo fuggì davanti ai Filistei

1 Cronache 11:13
Ascoltate. Il popolo di Dio era nella sua terra.
Tu se a casa tua, al tuo lavoro, nella tua chiesa, tu sei nella tua vita e il male sudicio, tenta di rubare, distruggere quello che è tuo! E che cos’ha fatto il popolo? Fuggì! Fuggirono! Guarda la loro codardia!
Guarda quel problema, non era grave, ma diventò grave, perché loro fuggirono!
Loro non fecero questi tre passi che ho terminato di insegnare! Ma questi guerrieri di Davide, questi servi di Dio

… si piantarono in mezzo al campo, lo difesero e sconfissero i Filistei; così l’Eterno operò una grande vittoria.

1 Cronache 11:14
Vedi, tu ti devi mettere al centro del tuo terreno. È il tuo matrimonio, è la tua salute, è la tua famiglia, la tua azienda, il tuo lavoro, è la tua fede!
Devi metterti dove? Al centro!
Io sono responsabile della faccia, io devo esercitare la mia fede, io devo confidare in Dio! …. si piantarono in mezzo al campo, lo difesero e sconfissero i Filistei che erano in numero maggiore a loro e l’Eterno operò una grande vittoria.

Quando Dio li ha liberati? Quando loro fecero ciò che dovevano fare, che era piantarsi in mezzo al campo e difenderlo, e così Dio gli diede la vittoria!

Vedi, se non difendi, Dio non libera, Lui non fa la Sua parte fino a quando noi non facciamo la nostra!

Dio è con te e anch’io!

Vescovo Julio Freitas

http://iurditalia.org/messaggi/vescovo-julio-freitas/

3 cose necessarie per superare l’impossibile



Voglio che voi intendiate 3 cose che sono necessarie per superare l’impossibile!

La prima cosa è individuare il problema, riconoscere che quel problema sfugge dalle tue mani.
Il primo passo per superare un problema impossibile è che tu riconosca che per quanto tu sia capace, per quanto tu ti sforzi, per quanto possano essere buone le tue intenzioni, questo problema ti sfugge di mano! (risolverlo)

Quando riconosci questo e consegni a Dio, perché è questo il primo passo, consegnare a Dio, tu parli con Dio, “Mio Dio sto affrontando questo problema, so che il Signore sa che lo sto affrontando, ma voglio affidarlo nelle tue mani! Voglio lasciarlo nelle Tue mani!”

Perché? 
Tu devi capire perché è importante!

Perciò questo è il primo passo.
Qual è il primo passo? 
Riconoscere che per risolvere questo problema che ti sfugge di mano, e solo per mezzo dell’intervento Divino sarà risolto!

È chiaro?
E in che modo farai questo? 
Aspettando che le cose avvengano? 
Soltanto con pensieri positivi? Soltanto dicendo io credo in Dio?
No! Tu devi parlare con Dio! 
Devi aprire la tua bocca e dire: “Dio, io sto affrontando questo problema, lo so che Tu sai che lo sto affrontando, ma io lo voglio mettere nelle Tue mani. Voglio affidarlo nelle Tue mani, perché so che per Te nulla è impossibile! 
Perché io so che per Te nulla è assolutamente impossibile!
 Perché il Signore ha un Potere che fa accadere l’impossibile!”
Questo è il primo passo.

Il secondo passo è, che tu ti confronti con il problema. Sei tu che ti devi confrontare con questa situazione impossibile, sei tu che devi sbatterci letteralmente la faccia. Che il problema sia in casa, che sia al lavoro ovunque sia, ci devi mettere la faccia! 
In altre parole ti devi confrontare! Tu non puoi ometterlo, non puoi fuggire. “Ah, il problema è in casa, allora voglio evitare mia moglie e mio figlio! 
– Il problema è in azienda, allora eviterò il cliente, voglio evitare questo impiegato, voglio evitare il datore, il dirigente!”
Questo non ti risolverà il problema, il problema impossibile a che vedere con la giustizia, allora eviterò il tribunale, eviterò l’avvocato, eviterò di andare in tribunale. Questo non ti risolverà il problema!

“Ah, ma il problema è impossibile, il problema riguarda la salute! Devi andare dal medico! Ma il medico può dire che è peggiorato, che non c’è nulla da fare; il medico ha detto che il mio problema è impossibile!”
Non importa, quel che il medico dirà, quel che l’avvocato dirà!
“Ah, il mio problema a che vedere con una situazione economica. Mi sento svergognato con la banca!”
Vai in banca! Tu devi metterci la faccia! Ti devi confrontare! Metterci la faccia, raccontare il tuo problema, non è umiliarti!
“Ah, ma il problema è impossibile!”
Si, ma per il Dio al quale hai affidato il problema, no!
Comprendi la differenza?
Metterci la faccia, confrontarti con il problema, dimostra dentro di te, non contro tua moglie, contro tuo marito, contro tuo figlio, contro il tuo datore, cliente, giudice, avvocato, direttore della banca, no! Ma tu sai dentro di te sai che, dietro al problema c’è il male, non Dio!

Non c’è Dio dietro a questo problema, che ti opprime, che ti intristisce, che ti angoscia, che vuole toglierti la pace! Devi confrontarti, con la consapevolezza che lo devi riprendere dentro di te! Per questo non devi maltrattare nessuno, non essere scortese con nessuno, essere acido con nessuno! Tu devi essere fervente!

Cosa significa essere fervente?

Non essere fanatico! Essere fervente, non è essere religioso! Fervente, non è essere negativo, timido, codardo. Fervente è essere una persona stabile! La tua fede stabile! Stabile nelle tue convinzioni, confrontati con il problema!

E il terzo passo ed ultimo prova la tua stessa fede!
Tu devi provare la tua fede, devi esercitare la tua fede, tu non puoi fare le cose così come le stai facendo. Devi fare qualcosa di differente!
La fede, è come un muscolo, quando più eserciti il muscolo, più flaccido, più debole, lui resta così! 
Si o no?
Chiaro che no! Quanto più lo eserciti, più diventa forte!
Perché abbiamo bisogno dei muscoli?
Per mostrare la bellezza? 
Un corpo definito?
No! Per proteggere le ossa, ed anche perché tu possa trarre profitto da quella membra del tuo corpo, che siano le spalle, le braccia, che siano le mani!… 
Comprendi?

Noi dobbiamo esercitare la nostra fede!

Dio è con te e anch'io!

Vescovo Julio Freitas.

04/11/15

1° - VOLERE - (12 Consigli per il Successo )

2° CREDERE 12 Consigli per il successo

3° - AFFERMARE (12 Consigli per il Successo)

3° - AFFERMARE (12 Consigli per il Successo)

Un suo semplice esempio ha risvegliato la mia fede.

Un suo semplice esempio ha risvegliato la mia fede.

Cara Cris,

Un grande cambiamento è iniziato in me dal momento in cui ho osservato il suo fare premuroso verso la sig.ra Ester. L’ho sempre notato, ma c’è stato un giorno in cui il suo modo di fare verso lei mi ha toccata in modo particolare. È stata una scena banale, ma è stata sufficiente per farmi riflettere sul mio rapporto con mia madre. Un semplice esempio ha svegliato la mia fede e mi ha fatto strappare un trauma che neanche sapevo di avere …
Ho fatto una profonda riflessione e ho visto ciò che era stato risolto inadeguatamente tra noi due. Sono sempre stata una brava figlia, nonostante la mia adolescenza nell'essere un po’ rivoltata con lei. Non le mancavo di rispetto, ma la ignoravo, come se lei non fosse importante per me. Lei lo percepiva e ci restava male, anche perché mio padre, che era sempre pronto, aveva tutta la mia attenzione e lei no.

Una volta mi prese per il braccio e scuotendomi mi domandò perché la stavo trattando in quel modo, io non seppi risponderle. Gli anni sono passati ma non aver avuto la risposta ha lasciato la sua scia dentro di me. Mi sono sempre domandata per quale motivo la ignoravo, ma non l’ho mai capito. Col tempo mi sono sposata, ho cambiato stato, e mi sono resa conto che anche se stessi nella presenza di Dio e LO servissi, tra me e lei c’era ancora una lacuna. Così, in una riunione, ho visto la sua attenzione verso sua madre, e lo Spirito Santo parlò con me. È curioso che non sia stata la Parola data a parlare con me, ma è stato un gesto visto che ha svegliato la mia fede. In quell'esatto momento ho compreso che non ho mai trattato mia madre in quel modo e questo iniziò a infastidirmi parecchio. Sono uscita dalla riunione, e a partire da quel giorno ho iniziato a cercare in Dio la risposta a quella domanda che lei mi face tanti anni prima: “Perché mi tratti così?”

Le mie incessanti ricerche hanno avuto buon esito, poiché Dio mi ha rivelato la risposta. Lui mi ha fatta tornare indietro nel tempo, alla mia infanzia, un periodo in cui ho sofferto molto. Mi ha fatto scoprire che ignoravo mia madre perché la consideravo colpevole. Una volta compresa la situazione, ho chiesto a Dio in che modo avrei potuto cambiare quella situazione e, la Sua risposta è stata di confessare tutto a lei e alla mia famiglia. Questo mi ha fatto molto male perché, avevo un segreto in me di cui non avevo alcun problema nel parlarne, lo sapeva perfino mio marito, ma non l’ho mai voluto rivelare ai miei genitori. Lo consideravo un argomento proibito per loro. Decisi di sacrificarmi e parlare con loro.

Riunii i miei genitori e mia sorella raccontandogli tutto. Gli raccontai che per tutta la mia infanzia ero stata vittima di pedofilia proprio sotto i loro occhi e loro non si erano mai accorti di nulla. Essendo preoccupati con i loro problemi, non si erano accorti che io ero quella che più necessitava il loro aiuto. Per questo motivo ero cresciuta rivoltata, soprattutto nei confronti di mia madre, perché uno degli aggressori faceva parte della sua famiglia. Avevo proiettato su di lei la rabbia che nutrivo verso l’aggressore, per questo la ignoravo, come se la colpevole fosse lei.

I miei genitori rimasero sbigottiti, non si aspettavano di sentire tutto ciò. Piansero, mi chiesero scusa, ma non necessitava, perché soltanto il fatto di essere riuscita a parlare con loro era stato un mio modo di chiedere perdono a loro e perdonare liberandomi di quel segreto. Poi, con mia sorpresa, mia madre mi disse che anche lei era stata vittima di pedofilia durante l’infanzia. Mi soffermai pensando a quanto sia così ricorrente questa piaga nelle famiglie e a quanto i bambini, soffrono in silenzio per evitare una maggiore sofferenza ai genitori, come è stato ad esempio nel mio caso. Non gli raccontai mai nulla per non recare ulteriori sofferenze e problemi, visto che ne avevano già molti.

La cosa interessante è che questa scoperta mi ha liberata (la definisco proprio una liberazione) ha “coinciso” con l’offerta di agosto, dello spirito virtuoso, in cui dovevamo chiedere aiuto e rivelare ciò che volevano tanto nascondere …

Sa, tutto questo mi ha aiutata molto, e non so neanche se avrei dovuto esprimermi in questo modo, ma ringrazio Dio perfino per questo male subito. Gli sono molto grata, perché quella sofferenza mi ha permesso di incontraLo pochi anni dopo e, a partire da quel giorno, Lui non ha MAI più permesso che qualcuno mi toccasse.

Questa radice è rimasta per molto tempo fino a quando non l’ho scoperta. Ho visto i rami del trauma nel mio matrimonio, perché mi atteggiavo con mio marito allo stesso modo di come facevo ai tempi con mia madre, ovvero, con disprezzo. Tutto è cambiato dal momento che ho strappato questa radice, ma credo che molte donne, pur essendo in chiesa, soffrono con questo genere di problema e probabilmente neanche se ne rendono conto.

Per questo, questa e-mail è un modo per ringraziarla per essere questo esempio per noi ( guardi che ciò che ha svegliato la mia fede per questa scoperta è stato il suo esempio di figlia premurosa) ed è anche un modo per chiederle questo genere di aiuto per le donne e bambini che soffrono a causa del trauma inferto dalla pedofilia.

Potrei dirle tante altre cose che ho imparato da tutto questo, ma so che non ha molto tempo, per questo motivo non voglio dilungarmi. Però, voglio che sappia che può contare su di me per qualsiasi cosa, poiché il mio sogno più grande, adesso più che mai, dopo aver visto ciò che Dio ha fatto per me, è quello di aiutare ancora di più coloro che ne hanno bisogno.
Dio la benedica molto di più!

Baci,
Jaqueline

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