18/11/14

L'impossibile


"Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio"
(Luca 18:27)

L’Altare è per tutti


Quasi tutti conosciamo la storia di Giacobbe, la grande angoscia che lui visse uscendo da casa sua minacciato e, perseguitato da suo fratello il quale, nel sentirsi oltraggiato, lo voleva uccidere. Lui andò via con solo gli abiti che indossava, con una mano avanti e l’altra dietro, portando con se solo un po’ di olio. Per la strada, in Bethel, prese una pietra e la usò come guanciale. Ebbe un sogno e, al risveglio, innalzò un Altare per Dio e versò l’olio sulla pietra facendo una promessa: se Dio lo avesse benedetto, facendolo tornare in pace a casa sua e non gli facesse mancare nulla, egli Gli avrebbe dato la decima di tutto.

La cosa interessante è che dopo che Giacobbe fu benedetto e prospero, Dio che compì le promesse fatte sull’Altare nella sua vita e di essersi riconciliato con suo fratello senza essergli mancato nulla, Dio gli appare nuovamente e gli fa ricordare a proposito dell’Altare.

Dio lo fa ritornare a Bethel e innalzare di nuovo un Altare perché possa ricordare che fu sull’Altare che Dio lo liberò nel giorno dell’angoscia.

In quel momento, Giacobbe non era più disperato e bisognoso come prima. Lui era ricco e aveva già superato quella fase difficile, ma Dio gli ricorda da dov’era uscito, dall’angoscia, e che fu sull’Altare che un giorno il suo problema fu risolto.

A volte la persona non innalza più un Altare per Dio perché pensa di non averne più bisogno, che non necessita più tanto, che è già benedetta. Ma Dio face questione con Giacobbe perché tornasse a Bethel e innalzare un Altare, che un giorno lui fece quando si trovava in angoscia.

E Giacobbe disse: poi leviamoci e andiamo a Bethel, e io farò là un altare al Dio che mi esaudì nel giorno della mia avversità e che è stato con me nel viaggio che ho fatto. Genesi 35:3

Non ci possiamo dimenticare mai dell’Altare, anche se stiamo bene. Fu lì che Dio ci liberò dall’angoscia.

Dio vuole la persona sull’Altare indipendentemente dalla situazione che lei sta vivendo.

L’Altare è per tutti.

L’angosciato troverà liberazione e chi sta bene si ricorderà di ciò che Dio ha fatto.

L’Altare libera dall’angoscia e fa la persona mantenersi nella fede.

Ha collaborato: Pastore Marcelo da Silva

Blog: Vescovo Macedo
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17/11/14

Credi nella forza dei tuoi sogni...


Gli approvati e i non approvati

Gli approvati e i non approvati  (Parte 1)

Perché Lui è Padre, Lui corregge i Suoi figli … e chi accetta, è disciplinato e, successivamente, approvato! Ma, e chi non accetta?

Voi non avete ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato, e avete dimenticato l'esortazione che si rivolge a voi come a figli: Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d'animo quando sei da lui ripreso, perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce (Ebrei 12:4-6)

Questo passaggio significa che esistono figli che sono corretti, disciplinati, però, non accettano. Perché se avessero accettato, sarebbero stati approvati. Questo è visibile nel ministero di molti che, fisicamente, è approvato, ma, spiritualmente, no, e molti hanno smesso di desiderare, ma soltanto Dio sa il motivo.

Secondo lo Spirito di Dio in questo Passaggio, ci sono persone che sono riprovate in piccole prove e si sentono nel diritto di restare demotivate, quando in realtà, dobbiamo essere approvati nelle piccole, per essere approvati nelle grandi. Perché, è ovvio che, essendo riprovati nelle piccole, immagina in rapporto alle grandi prove?

E se non sei stato provato, se lo Spirito Santo non ha confermato che sei pronto per essere consacrato, è perché tu, purtroppo, sei com’è scritto: “avete dimenticato l'esortazione che si rivolge a voi come a figli”. Questo è il discorso di Dio per te!

Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? (Ebrei 12:7)

Questo significa che non come bastardi ma si come figli, Dio ha corretto tanti di voi come a me, come a tutti noi, perché Lui è Padre.

Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. (Ebrei 12:8)

Non è il nostro caso! Ma, io ti domando: Tu sei stato corretto, disciplinato? Se si, grazie a Dio, allora, sei approvato. Però, valuta, se in qualche modo, in alcuni momenti, qualche disciplina, qualche correzione è rimasta senza essere applicata o è rimasta senza essere accettata, poiché, a volte la persona può perfino accettare verbalmente, ma non applica! A volte, lei non accetta e, anche per questo non l’ha applicato!

Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? (Ebrei 12:9)

Il nostro vivere, il nostro respirare è l’Opera di Dio. La nostra allegria è l’Allegria di Dio, del popolo, molto di più.

Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. (Ebrei 12:10)

Il “loro”, si riferisce ai nostri genitori terreni, biologici. Ma, Dio ci disciplina non solo perché siamo partecipi della Sua Opera che è Santa e Gloriosa, ma della Sua Santità, che è Eterna.
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Gli approvati e i non approvati (Parte 2)

Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo. (Ebrei 12:11)

Dopo che la disciplina viene applicata e accettata, produce frutti pacifici, ossia, la persona resta in pace. Ma, affermo nuovamente, vi sono coloro che neanche accettano, e vi sono quelli che accettano, ma non praticano. Non può essere solo una cosa o solo l’altra, deve essere entrambe!

Devo accettare e praticare! Non posso solo accettare e non praticare, e non posso rifiutare, perché comunque non praticherò!

Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti. (Eb 12:12)

Voglio dire, le opere sono deboli, perché ciò che la persona sta facendo, presentando a dio, non è con tutta la sua forza. Molti hanno presentato, per questo, si trovano nella posizione in cui sono - di Collaboratore, Pastore, Moglie di Pastore - nonostante tutto, non hanno messo tutta la loro forza, ed è questo che Dio sta esigendo, ossia, che tu ristabilisca le mani cadute e le ginocchia barcollanti, deboli. Le mani parlano rispetto all’Opera di Dio, l’evangelizzazione, al lavoro con il popolo, l’uso dell’autorità spirituale.

Con le mani benediciamo, curiamo, liberiamo, sfidiamo, facciamo il lavoro di Salvatori, l’Opera. Puoi osservare che Egli Ordina che si Ristabilisca, questo vuol dire che, un giorno, l’opera delle mani di questa persona è stata forte, ma, con il passare del tempo si è indebolita e oggi è decaduta. Caduta, si è fermata di crescere, sviluppare, liberare e salvare.

Le ginocchia sono rapportate al nostro lavoro, la nostra Comunione con Dio. La tua Comunione con Dio non è come dovrebbe, e le tue mani, il lavoro che si sta facendo, non è svolto come è stato orientato, o come Dio si aspetta.

e fate dei sentieri diritti per i vostri piedi, affinché l'arto zoppo non divenga slogato, ma sia piuttosto risanato. (Ebrei 12:13)

Voglio dire, matura, disciplinati, cresci, sviluppa, non camminare in strade che non ti conducono a nulla, ma cammina sulla retta via. Sei tu che devi correggere i tuoi cammini, perché gli zoppi, voglio dire i deboli non vengano a cadere con i cattivi esempi, egoismo e peccati.

Sei tu che devi fortificare le opere delle tue mani, le tue ginocchia, che è la tua Comunione con Dio e anche aggiustare i cammini che non sono giusti perché gli altri che sono zoppi nella Fede siano curati per mezzo della tua testimonianza, esempio di devozione, perseveranza e santità al Signore.

Continua …

15/11/14

✎Se tu hai problemi di autostima, cioè se pensi di valere poco, leggi la storiella:


Uno studente andò dal suo professore con un problema:
- Mi sento una nullità, non ho la forza di reagire.
Dicono che sono un buono a nulla, che non faccio niente bene, che sono un idiota.
Come posso migliorare?
Che posso fare perché mi stimino di più?

Il professore senza guardarlo rispose:
- Mi spiace, ragazzo, ma ora non posso aiutarti. Devo prima risolvere un problema mio. Poi, forse.
E facendo una pausa aggiunse:
- Se mi aiuti, posso risolvere il mio problema più rapidamente e poi forse posso aiutarti a risolvere il tuo...

- Certo, professore! - balbettò il giovane, ma ancora una volta si sentì mortificato.

Il professore si tolse un anello dal mignolo e lo diede al ragazzo:
- Monta a cavallo e va’ al mercato. Devi vendere questo anello perché devo pagare un debito. Occorre ricavarne il più possibile. Ma non accettare meno di una moneta d’oro. Va e torna con la moneta al più presto!

Il giovane prese l’anello e partì. Appena giunto al mercato cominciò ad offrire l’anello ai mercanti. Essi guardavano con qualche interesse, finché il giovane non diceva quanto chiedeva per l’anello.

Quando il giovane menzionava la moneta d’oro, alcuni ridevano, altri se ne andavano senza nemmeno guardarlo, solo un vecchietto fu abbastanza gentile da spiegare che una moneta d’oro era troppo per quell’anello.

Tentando di venire incontro al giovane, arrivarono ad offrirgli una moneta d’argento e una coppa di rame, ma il giovane seguiva le istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro e rifiutava ogni offerta.

Dopo aver offerto il gioiello a tutti quelli che passavano per il mercato, abbattuto dal fallimento salì a cavallo e tornò.
Rimpiangeva di non avere una moneta d’oro per poter comprare egli stesso l’anello, liberando così dalle preoccupazioni il suo professore e poter così ricevere i suoi consigli.

Entrò in casa e disse:
- Professore, mi spiace tanto, ma è impossibile ottenere quello che mi ha chiesto. Forse potrei ottenere due o tre monete d ’argento, ma non si dovrebbe ingannare nessuno sul valore dell’anello.
- E’ importante quello che dici, giovanotto - rispose sorridendo.
Dobbiamo prima saper il valore esatto dell’anello.
Riprendi il cavallo e vai dal gioielliere.
Chiedigli a quanto si può vendere l’anello.
Ma non importa quanto lo valuterà, non venderlo.

Riportalo qui.
Il giovane andò dal gioielliere e gli chiese di valutare l’anello.
Il gioielliere esaminò l’anello con una lente, lo pesò e disse:
- Di’ al tuo professore che se vuole venderlo subito non posso dargli più di 58 monete d ’oro.
- 58 MONETE D ’ORO!? - esclamò il giovane.
- Sì, rispose il gioielliere, in un altro momento potrei arrivare ad offrire anche settanta monete, ma se ha urgenza di vendere...

Il giovane corse emozionato a casa del professore per raccontare quel che era successo.
- Siediti, disse il professore.
E dopo aver ascoltato tutto il racconto, parlò con calma:
- Tu sei come questo anello, un gioiello prezioso e unico.
Può essere valutato solo da un esperto.
Pensavi forse che qualunque persona fosse in grado di scoprire il suo vero valore?
Così dicendo, si rimise l’anello al dito.

Tutti noi siamo come quel gioiello.
Preziosi e unici, andiamo per tutti i mercati della vita pretendendo che persone inesperte ci valutino.
Solo lo specialista, Gesù, il Grande Gioielliere, conosce il tuo vero valore.
Perciò, non accettare mai che la vita smentisca questo...

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✑ Qualcun altro ha già pagato un prezzo alto, ha dato la sua vita per te, per me, per tutti noi... Sì... Ha pagato il prezzo più alto che chiunque possa pagare. Perché?
-Perché ci ama e vuole il meglio per noi!
Di chi parlo?
Sto parlando di GESÙ CRISTO!

✎"Poiché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unico Figlio affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna." (Giovanni 3.16.)

✎“Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo."
( Isaia 43:4)

- Cosa aspetti?
- Che ti costa?
- È gratis... Prova!
- Hai solo da guadagnare e nulla da perdere!

≧◔◡◔≦

14/11/14

Tutto inizia sull’Altare!


La maggior parte delle persone che giunge fino a noi porta con se un carico e problemi che hanno fatto gemere e piangere per anni. Quando queste persone arrivano in chiesa, portano dentro loro l’idea che tutta la sofferenza è dovuta a quel problema, e questo le porta a iniziare la loro lotta per risolvere la suddetta situazione. Sono catene, preghiere, digiuni, veglie, propositi, e infine loro fanno di “tutto”, e il peggio è che nella maggior parte delle volte queste persone restano frustrate perché non vedono il risultato sperato nel tempo sperato, poiché ciò che ricevono è molto poco.

Qui sorge la domanda: Dove sto sbagliando? Perché Dio non mi risponde?

La risposta è semplice: Il loro problema più grande non è quello che hanno portato, sennonché il problema riguardo a Dio! Il loro Altare è in rovina! E se loro non risolvono il loro problema con dio, non risolveranno il loro problema nel matrimonio, con il figlio, il denaro ecc.

La separazione da Dio fu ed è la causa maggiore della disgrazia umana. Ma, purtroppo, le persone restano così cieche dalle loro tribolazioni che non riescono a vedere che sono perse.

Israele fu avvertito per più di 23 anni dal profeta Geremia che i suoi peccati lo avrebbero condotto alla distruzione, ma per la sua ribellione insisteva ad non prestare ascolto, ciò lo portò a perdere tutto: la sua libertà, la sua dignità, la sua pace e, quel che è peggio, il Tempio fu distrutto, Gerusalemme massacrata e il popolo ridotto in schiavitù, dove gemette per settant’anni. Leggi Geremia 25:3-11.

Passati settant’anni, Dio nella Sua infinita misericordia innalzò un re, Ciro, il quale liberò Israele dalla sua prigionia e lo fece ritornare a Gerusalemme per ricostruire il Tempio e la città. Dio gli diede un’opportunità!

Nel suo ritorno, il popolo comprese qual era l’origine del problema più grande: La sua separazione dall’Altissimo! Sapeva che non sarebbe servito a nulla ricostruire la città, le mura, le sue case, se prima non restaurasse il suo rapporto con Dio, che era in rovina.

Fu così che il popolo d’Israele non perse tempo. La prima cosa da fare era restaurare l’Altare, perché, come poter avere un rapporto con Dio senza l’Altare? È impossibile!

Come giunse il settimo mese e i figli d'Israele erano nelle loro città, il popolo si radunò come un sol uomo a Gerusalemme. Allora Jeshua, figlio di Jotsadak, assieme ai suoi fratelli sacerdoti e a Zorobabel, figlio di Scealtiel con i suoi fratelli, si levarono e costruirono l'altare del DIO d'Israele, per offrirvi olocausti, come sta scritto nella legge di Mosè, uomo di DIO. Ristabilirono l'altare sulle sue basi, benché avessero paura a motivo dei popoli delle terre vicine, e su di esso offrirono olocausti all'ETERNO, gli olocausti del mattino e della sera. Celebrarono pure la festa delle Capanne, come sta scritto, e offersero giorno per giorno olocausti, in base al numero richiesto per ogni giorno. In seguito offersero l'olocausto perpetuo, gli olocausti dei noviluni e di tutte le feste stabilite dall'ETERNO, e quelli di chiunque faceva un'offerta volontaria all'ETERNO. Dal primo giorno del settimo mese cominciarono a offrire olocausti all'ETERNO, ma le fondamenta del tempio dell'ETERNO non erano ancora state gettate. Esdra 3:1-6

Non vi era ancora il Tempio, ma l’Altare fu restaurato. Questo mostra che l’inizio del cambiamento non è per il fatto di andare i chiesa, tutto inizia sull’Altare!

Tutti quelli che vogliono cambiare vita non possono perdere tempo, devono iniziare dal loro altare, ossia, dal loro rapporto con Dio, poiché, fin quando questo è distrutto, la vita sarà in rovina.

Com’è il tuo Altare? Restaurato o in rovine? La tua vita mostra questo!!!

Che Dio ci illumini per capire questo!

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Razza eletta


… e sopra Questa Roccia Io edificherò la Mia Chiesa e le porte dell'inferno non la potranno vincere. Matteo 16:18

Perché le porte dell’inferno hanno prevalso nella vita di alcuni collaboratori, come anche nella vita delle persone che hanno un incarico in chiesa o sono membri? Poiché per molti è una difficoltà vincere il diavolo, il peccato e i loro problemi.

Ti sei già soffermato a pensare al fatto che non sei ancora Chiesa del Signor Gesù? Esiste, la chiesa istituzionale e quella spirituale. L’istituzionale è composta di membri, collaboratori, pastori, vescovi, mogli, diaconi, presbiti ecc. Dentro dell’istituzione, come per esempio l’Universale del Regno di Dio, esiste un gruppo scelto e piccolo che non fa parte solo dell’istituzione, ma si della:

… stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di Colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla Sua mirabile luce. 1 Pietro 2:9

Razza eletta: razza significa un gruppo d’individui appartenenti a un ceppo comune e che presentano particolarità somiglianti tra i membri della stessa specie. Penso che queste particolarità somiglianti siano i frutti dello Spirito Santo.

Sacerdozio reale: è un gruppo di sacerdoti, ossia, sacrificanti. Persone che consegnano le loro vite sull’Altare come “sacrificio vivo e gradevole a Dio” e permangono fino la morte.

Nazione santa: il significato di nazione è un insieme d’individui, collegati dalla stessa lingua, interessi e aspirazioni comuni; questo insieme d’individui è stato “santificato”, ossia, separato dal mondo, dal peccato e dai propri interessi e progetti personali per rispondere a quelli di Dio.

Popolo di priorità esclusiva di Dio: così come per identificare il bue che ha il suo padrone ed è necessario mettere un marchio con le iniziali del proprietario, chi fa parte di questo popolo di priorità esclusiva ha il marchio dello Spirito Santo, ossia, il Suo battesimo, il quale è riconosciuto dalle porte dell’inferno. Per questo, il male mai più potrà toccare neanche nei suoi resti mortali.

Proclamare le virtù di Colui che vi chiamò dalle tenebre: questo popolo è stato chiamato per proclamare (annunciare) l’Evangelo, ossia, guadagnare anime, lottare per loro, spopolare l’inferno e popolare il cielo.

Questi sono i nati da Dio, la “CHIESA DI GESÙ” sopra il quale le porte dell’inferno non possono prevalere. Perché tu faccia parte di questa Chiesa non esiste un altro modo se non attraverso il SACRIFICIO di rinunciare tutto ciò che è e che pretende essere; tutto ciò che hai e che pretendi avere; rinunciare alla propria vita in favore della vita con Dio. E questo non ha nulla a che vedere con le posizioni che si occupa della chiesa istituzionale.

PENSA!

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13/11/14

Dove si trova il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.

✎ "Dove si trova il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore."

"Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore." (Matteo 6,19-21)

I tesori sulla terra non sono solo i soldi, ma tutto ciò a cui noi siamo attaccati in maniera particolare... Pensiamo solo a quello, ci preoccupiamo di quello, stiamo attenti a non perderne neppure una parte, la cosa che è più importante per te, questo è il tuo dio, il tesoro si trova lì dov'è il cuore...

✎ Gesù è il tesoro più prezioso del mondo!

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