21/05/15

Il risveglio della fede


Tutti gli esseri viventi, per quanto più forti o intelligenti possano essere, sono incapaci di prendere qualunque decisione mentre stanno dormendo. Allo stesso modo, qualunque macchina, per quanto più possa essere potente, non può realizzare nessuna operazione se è spenta. Quando gli esseri viventi e le macchine, sono in stato di riposo, significa che le loro funzioni non possono essere esercitate in quel momento, per quanto più naturali o semplici possano essere. Lo stato assopito o la mancanza di energia li lascia fragili, vulnerabili, impotenti e inutili.

Così è anche la fede, quando è addormentata. Non serve a nulla, e non fa alcuna differenza esistere o non esistere.
Che vantaggio ha una forza se non è usata?
O qualcosa che non adempie la funzione che dovrebbe?
A che cosa serve avere, se nulla è fatto con ciò che si ha?

Per esortarci ad esercitare la fede – sapendo che, nell’esercitarla, raggiungeremo tutto quello che vogliamo e necessitiamo – Dio ha lasciato la Sua Parola ciò che necessita per svegliarla. Egli ha lasciato la Sua direzione, in forma di comandamenti, consigli, esortazioni e promesse; gli strumenti, come le preghiere, digiuni, decime, offerte e voti; e gli esempi, i fatti degli eroi della fede e i suoi rispettivi frutti. Tutto questo è in grado di scuotere la nostra fede, poiché richiede da noi una pratica e ci istiga a fare qualcosa rispetto a ciò che è stato proposto e insegnato.

La fede deve essere svegliata perché possa realizzare quello per la quale è stata creata, così come gli esseri viventi hanno bisogno di restare svegli per esercitare il loro potenziale, e come le macchine che necessitano di essere accese per realizzare le operazioni. Non è con parole o con la consapevolezza di ciò che deve essere fatto per mettere la fede in funzione, ma è con le azioni. Se tu non prendi una decisione, la tua fede è addormentata, e non serve a nulla, poiché non ti trarrà nulla. La caratteristica più grande dello stato assopito è la passività, e il segno più evidente che qualcosa è sveglio è l’azione.

Probabilmente ti sei lamentato con Dio perché Lui non ti ha dato questo o quello, mentre, in verità, Egli ti ha già dato tutte le condizioni per conquistare ciò che vuoi – e queste condizioni sono nella tua fede. La questione non è ciò che Dio non ti ha dato, la questione è che tu hai smesso di agire con ciò che Egli ti ha già dato.
Che cos’hai fatto con la tua fede?
 La fede è un dono di Dio per ognuno di noi, ma siamo noi che scegliamo se ne faremo buon uso di questo dono o se lo lasceremo appoggiato accumulando polvere.

Fin quando la tua fede sarà addormentata, anche la tua vittoria resterà in un sonno profondo.
Ma il risveglio della fede è il risveglio della vita che tu desideri vivere.

Vescovo Macedo.
http://blogs.universal.org/bispomacedo/it

19/05/15

E adesso, che cosa fare? (Paret 1 e 2)

E adesso, che cosa fare? (parte 1)


 Qual è stato uno degli errori più comuni tra quelli che dicono di essere di Dio e conoscere la Verità? È triste e vergognoso dire, ma è pura verità: È l’incredulità!!!

Ad esempio i discepoli del Signor Gesù, dopo della Sua Resurrezione e Apparizione, invece di loro continuare ciò che Gesù gli aveva ordinato di fare e che Egli Stesso Faceva, come: Evangelizzare le persone, Curare, Liberare, Salvare, Battezzare nelle Acque, fare l’Opera … no, loro regredivano, tornavano indietro e inoltre influenzavano gli altri lo seguirono.”

    “Disse Pietro: Vado a pescare. E gli altri lo seguirono.”
    Giovanni 21:3

È come il Membro che è in Chiesa e non partecipa alle Riunioni, Eventi, non prega, non medita nella Parola, non evangelizza come dovrebbe, non segue le persone evangelizzate da lui, non fa parte di uno dei tanti Gruppi della Chiesa, come dovrebbe fare …

Io domando: “Cosa accadrà con questo Membro?

R: Lui sentirà “fame”, e finirà per tornare al quadro zero, alla pratica delle vecchie cose quando ancora non conosceva la Verità.

    “Appena scesero a terra, videro là della brace e del pesce messovi su, e del pane.”
    Giovanni 21:9

Nonostante i nostri errori, Dio non rinuncia a noi e ci da sempre una Parola, per la quale siamo liberati, orientati, fortificati e Benedetti. Dopo che loro usarono la fede, furono sorpresi per la cura di Dio e la Sua Provvidenza.

    “Gesù disse loro: Portate qua dei pesci che avete preso ora.”
    Giovanni 21:10

Dio ci pone alla prova dopo che ci da la Sua Parola di Orientamento, Forza, Ordine, Speranza … Lui vuole che portiamo, alla vista di tutti, il risultato della nostra obbedienza alla Sua Parola, che sono le Benedizioni che raggiungiamo. Ciò che Egli ci da, non è per essere soltanto nostro, ma perché condividiamo con Lui, che ci ha dato, e con gli altri, che fanno parte della Sua Opera e della nostra vita.

    “Simon Pietro allora salì sulla barca e tirò a terra la rete piena di centocinquantatre grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si strappò.”
    Giovanni 21:11

Noi, della Chiesa Cristiana dello Spirito Santo – IURD, NON siamo stati chiamati per usare la Fede naturale, ma si la Fede SOPRAnaturale, è dobbiamo usarla continuamente. Chi non vuole restare senza pesci, che usi la sua rete (Fede – Intelligente) nei Comandamenti e Promesse Divine. Perché, se tu non sei per la Fede – Intelligente, il tuo mare ti darà poco pesce da pescare.

Dio vuole fare cose grandi nella tua vita, Lui vuole che tu dia grandi testimonianze, e la grande testimonianza non è soltanto la persona che si è Liberata … che si è Convertita, che si è Battezzata e Salva, grande testimonianza è essere Battezzato con lo Spirito Santo ed essere un Cristiano attivo.

    “piena di centocinquantatré grossi pesci.”

Questo numero 153 ha un significato molto importante. Nella lingua Ebraica, il numero 153 Simbolizza, significa: “Ombra dell’Altissimo”. Domando a te lettore, esisterà un altro luogo migliore nel mondo in cui siamo? Io rispondo per te e me: ne nel mondo e neanche nell’universo.

Concordi?
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E adesso, che cosa fare? (parte 2)

 “Gesù disse loro: Venite a fare colazione. E nessuno dei discepoli osava chiedergli: Chi sei? Sapendo che era il Signore. Gesù venne, prese il pane e lo diede loro; e così anche il pesce.”
    Giovanni 21:12-13

Il Signor Gesù diede a loro il pesce, che rappresenta le necessità Fisiche in attesa, e dopo gli diede il Pane, che rappresenta la necessità Spirituale.

Chi aveva preparato quel falò, il pane e i pesci?
Il Proprio Signor Gesù!
Provo a immaginare il calore e la bella luce trasmessa da quelle Fiamme e Brace.
Provo immaginare come sarebbe buono quel pesce preparato, per far mangiare i Discepoli.

Provo immaginare quanto sarà stato saporito quel pane, preparato dal Proprio Signor Gesù.
Che pranzo Meraviglioso e Indimenticabile fu quello per i Suoi Discepoli … ma, continuiamo, la cosa migliore di tutto era la Sua Presenza lì, era il segno che Lui non era assente.

Dopo aver mangiato, Gesù domandò a Pietro: Simone di Giovanni, mi ami più di questi? Egli rispose: Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene. Gesù gli disse: Pasci i miei agnelli.

    “Questa era già la terza volta che Gesù si manifestava ai suoi discepoli, dopo esser risuscitato dai morti.”
    Giovanni 21:14

Non è stato per mancanza di Opportunità per vivere la Fede-Intelligente. Ma, purtroppo, o felicemente per noi, loro commisero questo errore, perché noi non commettiamo errori simili. Quante sono le esperienze che non abbiamo già avuto con il Signor Gesù per mezzo dell’uso della nostra Fede? Molte! Per questo, non accomodarti nella tua Fede, continua usandola, poiché, la tua vita, il benessere spirituale e fisico, dipendono da lei.

“Simone di Giovanni, mi ami? Egli rispose: Sì, Signore; tu sai che ti voglio bene. Gesù gli disse: Pastura le Mie pecore.”

Visto che Pietro condusse i suoi compagni di guerra a sbagliare, il Signore Gesù gli diresse la parola.

Per 3 anni e 6 mesi il Signor Gesù diede testimonianza a Pietro, ma lui insisteva nello sbaglio e tornava sempre al riquadro zero, ed è qui la prova! Il Signor Gesù, in questa occasione, lo chiama di nuovo Simone, figlio di Giovanni (colui che ascolta). Nel primo incontro del Signor Gesù con Pietro, fu esattamente così, che Lui lo Chiamò.

Quante persone in mezzo a noi, vivono tornando al riquadro zero? Molte, e, con questo, l’Opera di Dio soffre, e per i loro comportamenti finiscono per condizionare negativamente i principianti.
In questa domanda, il Signor Gesù da un Ordine: “Pasci i miei agnelli”.
Gli agnelli simbolizzano i Vescovi, Pastori e Missionari della IURD. Adesso, pensa insieme a me. Se la persona non riesce a pasciare, che significa condurre al luogo dove si alimenteranno a chi già conosce la Verità, immagina a quelli che ancora non la conoscono.

Questi, che non pasciano gli agnelli (servi di Dio), sono coloro che si escludono da tutto e tutti, arrivando al punto estremo di uscire dalla Chiesa Cristiana, pensando che l’errore sia negli altri e non in loro stessi …
Puoi osservare che il Signor Gesù non si conformò con le parole, risposta di Pietro e …

    “Gli disse di nuovo, una seconda volta: Simone di Giovanni, mi ami? Egli rispose: Sì, Signore; tu sai che ti voglio bene. Gesù gli disse: Pastura le mie pecore.”
    Giovanni 21:16

Adesso il Signore Gesù Chiede che ‘Pascoli’ le Sue pecore. Pascolare, è restare a vigilare le Pecore mentre queste si alimentano. Questo vuol significare che: le pecore (che sono le persone in generale) che sono in Chiesa, hanno bisogno che li aiutiamo, orientiamo, motiviamo, durante il loro processo di alimentazione della Verità e, di conseguenza, abbiamo risposte alle loro necessità liberandosi e convertendosi al Buon Pastore.

    “Gli disse la terza volta: Simone di Giovanni, mi vuoi bene? Pietro fu rattristato che egli avesse detto la terza volta: Mi vuoi bene? E gli rispose: Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene. Gesù gli disse: Pasci le mie pecore.”
    Giovanni 21:17

Questo secondo gruppo di pecore, sono quelle che ancora sono la fuori, perse perché non sono state ancora raggiunte per mezzo della testimonianza, vita e lavoro di quelli che dicono di amare Dio, ma che non pasciano le Sue pecore perché sono preoccupati soltanto con il loro benessere.

Se il Membro, Collaboratore, Moglie di Pastore, Pastore, Vescovo, non benedice coloro che sono al suo stesso livello, come potrà Pascolare e Pasturare gli agnelli e le Pecore?

Non dimenticarti:
Pascolare è condurre al pasto;
Pasturare è vigilare le Pecore mentre queste si alimentano.

    “In verità, in verità ti dico che quand’eri più giovane, ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non vorresti.”
    Giovanni 21:18

Qui il Signor Gesù, sveglia Pietro per una realtà, che lui non aveva già più il diritto di fare le sue volontà, desideri o rispondere ai sentimenti. Qui lui non era già più quel giovane che viveva e faceva la sua stessa volontà, ma, adesso, lui doveva Servire Dio, usando e vivendo la Fede Vera, la Fede Soprannaturale. Non poteva mettere più in pericolo la sua Salvezza, Ministero e vita degli altri.
La morte che Glorifica Dio, è la morte del nostro “io”, perché se “non siamo morti” per mezzo del Battesimo nelle Acque, non possiamo seguirLO, ne ascoltare la Sua Volontà. La prova è qui: Dopo aver detto questo, gli disse: “Seguimi.” (Giovanni 21:19)

Vescovo Júlio Freitas

    “Gesù disse loro: Venite a fare colazione. E nessuno dei discepoli osava chiedergli: Chi sei? Sapendo che era il Signore. Gesù venne, prese il pane e lo diede loro; e così anche il pesce.”
    Giovanni 21:12-13

Il Signor Gesù diede a loro il pesce, che rappresenta le necessità Fisiche in attesa, e dopo gli diede il Pane, che rappresenta la necessità Spirituale.

Chi aveva preparato quel falò, il pane e i pesci?
Il Proprio Signor Gesù!

Provo a immaginare il calore e la bella luce trasmessa da quelle Fiamme e Brace.

Provo immaginare come sarebbe buono quel pesce preparato, per far mangiare i Discepoli.

Provo immaginare quanto sarà stato saporito quel pane, preparato dal Proprio Signor Gesù.

Che pranzo Meraviglioso e Indimenticabile fu quello per i Suoi Discepoli … ma, continuiamo, la cosa migliore di tutto era la Sua Presenza lì, era il segno che Lui non era assente.

Dopo aver mangiato, Gesù domandò a Pietro: Simone di Giovanni, mi ami più di questi? Egli rispose: Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene. Gesù gli disse: Pasci i miei agnelli.

    “Questa era già la terza volta che Gesù si manifestava ai suoi discepoli, dopo esser risuscitato dai morti.”
    Giovanni 21:14

Non è stato per mancanza di Opportunità per vivere la Fede-Intelligente. Ma, purtroppo, o felicemente per noi, loro commisero questo errore, perché noi non commettiamo errori simili. Quante sono le esperienze che non abbiamo già avuto con il Signor Gesù per mezzo dell’uso della nostra Fede? Molte! Per questo, non accomodarti nella tua Fede, continua usandola, poiché, la tua vita, il benessere spirituale e fisico, dipendono da lei.

“Simone di Giovanni, mi ami? Egli rispose: Sì, Signore; tu sai che ti voglio bene. Gesù gli disse: Pastura le Mie pecore.”

Visto che Pietro condusse i suoi compagni di guerra a sbagliare, il Signore Gesù gli diresse la parola.

Per 3 anni e 6 mesi il Signor Gesù diede testimonianza a Pietro, ma lui insisteva nello sbaglio e tornava sempre al riquadro zero, ed è qui la prova! Il Signor Gesù, in questa occasione, lo chiama di nuovo Simone, figlio di Giovanni (colui che ascolta). Nel primo incontro del Signor Gesù con Pietro, fu esattamente così, che Lui lo Chiamò.

Quante persone in mezzo a noi, vivono tornando al riquadro zero? Molte, e, con questo, l’Opera di Dio soffre, e per i loro comportamenti finiscono per condizionare negativamente i principianti.

In questa domanda, il Signor Gesù da un Ordine: “Pasci i miei agnelli”.
Gli agnelli simbolizzano i Vescovi, Pastori e Missionari della IURD. Adesso, pensa insieme a me. Se la persona non riesce a pasciare, che significa condurre al luogo dove si alimenteranno a chi già conosce la Verità, immagina a quelli che ancora non la conoscono.

Questi, che non pasciano gli agnelli (servi di Dio), sono coloro che si escludono da tutto e tutti, arrivando al punto estremo di uscire dalla Chiesa Cristiana, pensando che l’errore sia negli altri e non in loro stessi …
Puoi osservare che il Signor Gesù non si conformò con le parole, risposta di Pietro e …

    “Gli disse di nuovo, una seconda volta: Simone di Giovanni, mi ami? Egli rispose: Sì, Signore; tu sai che ti voglio bene. Gesù gli disse: Pastura le mie pecore.”
    Giovanni 21:16

Adesso il Signore Gesù Chiede che ‘Pascoli’ le Sue pecore. Pascolare, è restare a vigilare le Pecore mentre queste si alimentano. Questo vuol significare che: le pecore (che sono le persone in generale) che sono in Chiesa, hanno bisogno che li aiutiamo, orientiamo, motiviamo, durante il loro processo di alimentazione della Verità e, di conseguenza, abbiamo risposte alle loro necessità liberandosi e convertendosi al Buon Pastore.

    “Gli disse la terza volta: Simone di Giovanni, mi vuoi bene? Pietro fu rattristato che egli avesse detto la terza volta: Mi vuoi bene? E gli rispose: Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene. Gesù gli disse: Pasci le mie pecore.”
    Giovanni 21:17

Questo secondo gruppo di pecore, sono quelle che ancora sono la fuori, perse perché non sono state ancora raggiunte per mezzo della testimonianza, vita e lavoro di quelli che dicono di amare Dio, ma che non pasciano le Sue pecore perché sono preoccupati soltanto con il loro benessere.

Se il Membro, Collaboratore, Moglie di Pastore, Pastore, Vescovo, non benedice coloro che sono al suo stesso livello, come potrà Pascolare e Pasturare gli agnelli e le Pecore?

Non dimenticarti:
Pascolare è condurre al pasto;
Pasturare è vigilare le Pecore mentre queste si alimentano.

    “In verità, in verità ti dico che quand’eri più giovane, ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non vorresti.”
    Giovanni 21:18

Qui il Signor Gesù, sveglia Pietro per una realtà, che lui non aveva già più il diritto di fare le sue volontà, desideri o rispondere ai sentimenti. Qui lui non era già più quel giovane che viveva e faceva la sua stessa volontà, ma, adesso, lui doveva Servire Dio, usando e vivendo la Fede Vera, la Fede Soprannaturale. Non poteva mettere più in pericolo la sua Salvezza, Ministero e vita degli altri.
La morte che Glorifica Dio, è la morte del nostro “io”, perché se “non siamo morti” per mezzo del Battesimo nelle Acque, non possiamo seguirLO, ne ascoltare la Sua Volontà. La prova è qui: Dopo aver detto questo, gli disse: “Seguimi.” (Giovanni 21:19)

Vescovo Júlio Freitas - IURD / Portogallo.
http://iurditalia.org

Amico di Dio


 Amico di Dio

Sappiamo che Abraamo fu chiamato amico di Dio. Giacomo 2:23. Ma esiste un dettaglio in questo versetto che non siamo abituati a notare: la Bibbia non menziona che Dio era amico di Abraamo – nonostante Egli lo fosse -, ma Abraamo era amico di Dio. E non fu per caso.

Per iniziare un rapporto di amicizia necessita che entrambe le parti siano disposte a questo. Ma non è ciò che è avvenuto tra la maggior parte delle persone e Dio. Tutto ciò che Dio ha fatto e fa per quanto concerne l’umanità, mostra quanto Egli è disposto ad essere Amico di ognuno di noi, ma gli esseri umani non si dimostrano così tanto disposti ad essere amici di Dio.

Quando analizziamo le caratteristiche di un amico, riusciamo a comprendere perché la maggior parte delle persone non riesce a costruire un rapporto di amicizia con l’Altissimo, e il motivo per il quale Abraamo fu chiamato amico di Dio.

– Considerazione: ciò che abbiamo visto sono persone che vivono come se Dio non esistesse in osservando ciò che Egli dice. Ma Abraamo considerava le parole, orientamenti e consigli di Dio, ossia, agiva in accordo con loro;

– Rispetto: si è irrispettosi verso Dio quando la Sua Autorità e Sovranità non sono riconosciute, ed è giustamente questo che riscontriamo nel comportamento di molti. Ma Abraamo temeva Dio, per questo, ubbidiva e si sottometteva a Lui;

– Lealtà: è una questione di morale. Ma quello che ha regnato nel cuore e nella mente delle persone è l’immoralità. La mancanza di carattere è un qualcosa divenuto comune, non vi è più la preoccupazione di camminare rettamente. Ma Abraamo compiva ciò che prometteva a Dio, onorava la parola che impegnava verso Lui;

– Disposizione per aiutare: le persone si preoccupano soltanto dei loro problemi, con le loro stesse vite. L’egoismo ha prevalso, e, se loro già non si dimostrano disposte ad aiutare chi vedono, come potrebbero contribuire in qualcosa che non vedono? Ma Abraamo aveva tanta disposizione per cooperare con il Piano di Dio che sacrificò giorno dopo giorno in Suo favore;

– Comunicazione: la comunicazione con Dio diventa impossibile quando si ha una mente concentrata nelle cose terrene, ed è giustamente questo tipo di mente che la maggior parte possiede. Ma la mente di Abraamo era rivolta alle cose eterne. Per questo Dio parlava con lui, e lui ascoltava la Sua Voce;

– Cose in comune: il mondo ama e promuove idee avverse ai precetti di Dio, lo spirito stesso delle persone è cattivo. Ma lo spirito di Abraamo aveva concetti e valori in comune con lo Spirito di Dio. Dio aveva già notato il comportamento e l’indole di Abraamo, che si distinguevano dalle altre persone di quell’epoca. Per questo, lo chiamò;

– Fiducia: la maggior parte delle persone manifesta una fede debole ed emotiva, che vacilla dinnanzi alla prima situazione avversa. Per questo, iniziano subito a lamentarsi, dubitano e abbandonano Dio. Ma Abraamo aveva tanta fiducia in Dio che credette che la Sua promessa si sarebbe compiuta anche se avesse dovuto sacrificare il suo unico figlio sull’Altare.

Molte persone si aspettano l’amicizia di Dio, ma loro stesse non fanno ciò che necessita per essere amiche di Dio. Loro desiderano raccogliere i benefici dei favori di Dio, ma non sono disposte ad essere favorevoli verso Lui e verso i Suoi Piani. Dio è disposto ad essere Amico di tutti, ma pochi sono disposti ad essere amici di Dio.

Abraamo non operò alcun miracolo, ma lui era il proprio miracolo – perché lui ascoltava TUTTA la Parola dell’Altissimo. Per questo, è diventato un punto di referenza.

Vuoi essere amico di Dio? Guarda ad Abraamo. Isaia 51:2

Blog: vescovo Macedo.
http://blogs.universal.org/bispomacedo/it

18/05/15

La Bibbia è un manuale di istruzioni


È inutile avere una Bibbia, e leggerLa,  ma non mettere in pratica quello che hai imparato!

La Bibbia è un manuale di istruzioni,  è una guida per la vita.
Dobbiamo ascoltare la Parola di Dio,  leggerla, e poi metterla in pratica

Non ingannate voi stessi: non accontentatevi di ascoltare la parola di Dio; mettetela anche in pratica!
Chi ascolta la parola ma non la mette in pratica è simile a uno che si guarda allo specchio, vede la sua faccia così com’è, ma poi se ne va e subito dimentica com’era.
C’è invece chi esamina attentamente e osserva con fedeltà la legge perfetta di Dio, la quale ci porta alla libertà. Costui non si accontenta di ascoltare la parola di Dio per poi dimenticarla, ma la mette in pratica: per questo egli sarà beato in tutto quel che fa”.  (Giacomo 1:22-25)

Dio ci ha chiamati per cambiare la tua vita!

Dio ci ha chiamati per cambiare la tua vita!

Lo Spirito del SIGNORE Dio è su di me, perché il SIGNORE mi ha unto per …

– Annunciare buone notizie della liberazione. Isaia 61:1

– Togliere questo dolore dal tuo cuore. Isaia 61:1

– Liberarti da questa malattia, vizio o problema che ti trascini da anni. Isaia 61:1

– Annunciare la Salvezza per la tua vita. Isaia 61:2

– Portare fede e allegria a te che sei triste. Isaia 61:2

– Togliere le ceneri del passato, i traumi e frustrazioni che ti sono state inferte in questa vita e dare a chi crede la corona di figli del Re. Isaia 61:3

– Estirpare questa angoscia e ungerti con la stessa unzione che aveva il Signor Gesù, l’olio dell’allegria. Isaia 61:3 e Salmo 45:7

Pianto, lacrime e oppressione arriveranno alla fine.
Questa umiliazione che stai subendo oggi si trasformerà in DOPPIO ONORE, perché il nostro Dio farà accadere proprio questo. Isaia 61:7

Osserva ciò che questi uomini hanno fatto con la forza e il potere dello Spirito di Dio:

– Gedeone con la sua fede unita allo Spirito di Dio, vinse un esercito di 135 mila uomini, con soltanto 300 uomini. Giudici 6:14

– Sansone vinse mille nemici con la forza dello Spirito di Dio. Giudici 15:14-15

– Davide, unto dallo Spirito di Dio, vinse un gigante completamente armato, usando soltanto una fionda. 1 Samuele 17:46-47

– Pietro e Giovanni, pieni dello Spirito di Dio, fecero camminare i paralitici e accadere molti miracoli. Atti 3:6-9

Senza raccontare di tanti altri eroi della Fede che, unti dallo SPIRITO DI DIO, hanno fatto miracoli straordinari.

Noi pastori, collaboratori, vescovi e servi di Dio, questa domenica saremo nella stessa Fede.

Tu che sei triste, abbattuto, malato, legato a un male nella tua vita, trascinando i traumi e frustrazioni del tuo passato, vieni a porre un BASTA a questa sofferenza!

Con l’unzione del Dio Onnipotente, questa domenica in tutte le chiese Universale, staremo amministrando il miracolo nella tua vita.

Pastore Daniel Santos

Blog Vescovo Macedo.
http://blogs.universal.org/bispomacedo/it

Per me è il più grande onore

Per me è il più grande onore, servirTi mio Signor!

È un grande onore per me appartenere a Gesù... 


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