15/03/13

Per riflettere...


¿Cuál ha sido su voluntad?



O se vive en la justicia de Dios o en la injusticia de la propia voluntad.
“El culto racional, que es la fe inteligente, exige el sacrificio de nuestro yo, de nuestro cuerpo, para que nuestra fe y comunión con Dios sean verdaderas”.

“Así que, hermanos, os ruego por las misericordias de Dios, que presentéis vuestros cuerpos en sacrificio vivo, santo, agradable a Dios, que es vuestro culto racional.” Romanos 12:1

“Para orientar a los nuevos convertidos, el apóstol Pablo destaca en el versículo de Romanos, que es necesario sacrificar la carne, pues muchos, engañados, terminan entregándose a las pasiones, a los instintos que ella ofrece. La voluntad de la carne siempre fue y siempre será contra la voluntad de Dios, por lo tanto, si nosotros queremos agradar a Dios tenemos que renunciar a nuestros deseos”.

“Todos tienen pasiones carnales, pero solamente algunos sacrifican esa voluntad. Dios no salvó a los ángeles cuando se rebelaron, mucho menos perdonará a los humanos que son rebeldes a Su Palabra. Si no hubiere sacrificio de la carne, con seguridad las personas vivirán en la injusticia. Y, ¿cómo vivir en comunión con la injusticia y querer tener comunión con la justicia, que es Dios? No se puede. Si no presentamos nuestro cuerpo como sacrificio vivo, santo y agradable a Dios, de ninguna manera sabremos cuál es Su voluntad”.

Obispo Edir Macedo.

Jesus notices the motives of our heart


‎"So He (Jesus) told a parable to those who were invited, WHEN HE NOTED how they chose the best places, saying to them: ... For whoever exalts himself will be humbled, and he who humbles himself will be exalted.” Luke 14:7-11

The Lord Jesus notices the motives of our heart... No one can deceive Him. It is much easier to exalt ourselves than to humble ourselves but there is much greater honor in humbling ourselves. Well, what can I say... "narrow is the gate and few are able to enter."

14/03/13

Uno di quelli vivi!




Una piccola storia che spiega perché i cristiani specialmente quelli attivi sembrano avere a volte più problemi di quanto si meritino.

Giovanni e Samuele erano amici. Un giorno, Giovanni chiese:
“- Samuele, perché tu pur essendo credente, hai così tanti problemi, prove e tribolazioni? Guarda me, non credo nemmeno in Dio, eppure non ho tutti i problemi che hai tu!”
“- A dire il vero non lo so. Ci devo pensare un po' prima di rispondere”, disse Samuele.

Qualche giorno dopo, Samuele accompagnò Giovanni a caccia d'anatre. Giovanni sparò ad uno stormo d'anatre, alcune ricaddero nell'acqua del laghetto da cui avevano appena spiccato il volo. Alcune erano morte, altre erano solo ferite. Giovanni sapeva per esperienza che a volte le anatre ferite si rialzano di nuovo in volo se non sono catturate in tempo. 

Così, mentre Samuele correva verso il punto dove le anatre erano cadute, si mise a gridare:
“-Prendi quelle vive, mettile nel sacco... Lascia perdere quelle morte, le puoi raccogliere dopo”.
Quando Samuele tornò con le anatre aveva un sorriso sul volto. “-Penso di avere una risposta alla tua domanda!”, disse. “- Vedi, io sono uno di quelli vivi! Il diavolo ha paura che io scappi, quindi cerca di prendermi per primo. E tu... beh, tu sei già morto. Lui ti ha già preso, così non è minimamente preoccupato di quello che fai!”


Ed è proprio così che funziona anche con noi. Se siamo salvi il diavolo non può riprenderci perché apparteniamo al Signore per sempre. Lui, però, fa di tutto per evitare che diventiamo dei cristiani attivi. Non permettere ai suoi attacchi di rallentarti o di ostacolarti, perché se perseveri vincerai la battaglia e riceverai la ricompensa che il Signore ha in serbo per te!

“Beato l'uomo che persevera nella prova, perché, uscendone approvato, riceverà la corona della vita che il Signore ha promesso a coloro che l'amano”. (Giacomo 1:12)

Fatti, non parole!


Si racconta di tre giovani studenti di una scuola biblica, dopo aver conseguito il diploma, intrapresero strade diverse con il desiderio di fare la volontà di Dio.  Il direttore della scuola stimava molto questi tre giovani ed era certo che si sarebbero impegnati nel campo del Signore.

Passarono molti anni e l'ormai vecchio direttore si trovava in punto di morte. I tre giovani, appresa la notizia, corsero al suo capezzale. L'anziano direttore, incapace di alzarsi, li fece accomodare attorno al suo letto e chiese loro di raccontare la propria esperienza. "- Io" cominciò il primo, con una punta di orgoglio, "- ho scritto tanti libri di cui ho venduto milioni di copie".
"-Tu hai riempito il mondo di carta" dichiarò il direttore della scuola biblica.

 "- Io" prese a dire il secondo, con fierezza "- ho predicato in migliaia di posti".
"-Tu hai riempito il mondo di parole" sospirò amareggiato il vecchio.

Si fece avanti il terzo: "- Io ti ho portato questo cuscino, perché tu possa trovare sollievo alle tue gambe malate". "-Tu" sorrise il direttore "- tu hai trovato Dio". Tanti oggi parlano di Dio, di religione e di cristianesimo. Tuttavia chi è veramente interessato desidera vedere i fatti, piuttosto che sentire soltanto belle parole.

"Risplenda la vostra luce davanti gli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli". (Matteo 5:16)

Due cure per l’orgoglio-



L’orgoglio è la fonte di tutti i peccati. Egli appare nei luoghi più insospettabili.
Qualcuno può essere orgoglioso di essere orgoglioso, qualcun altro, orgoglioso di non essere orgoglioso. Mentre uno può inorgoglirsi di essere ateo, un altro può inorgoglirsi della sua devozione a Dio. Tanta conoscenza può rendere una persona orgogliosa,e anche l’ignoranza può essere fonte di orgoglio per un’altra persona. Non vi è alcun peccato o errore umano che può essere peggiore o più dannoso.

Ci sono due cure per l'orgoglio: l'umiltà e l'umiliazione. La seconda, normalmente viene dopo che tu ti rifiuti di adottare la prima.

L’umiltà è una scelta. Tu puoi apprenderla e praticarla.

L’umiliazione non è una scelta, ma una conseguenza. Accade all’orgoglioso come risultato delle sue proprie attitudini.

“Lo sguardo altero dell'uomo sarà umiliato,e l'orgoglio di ognuno sarà abbassato.” Isaia 2.11


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El orgullo es la fuente de todos los pecados. Aparece en los lugares más insospechados. Alguien puede estar orgulloso de ser orgulloso, y otros, estar orgullosos de no ser orgullosos. Mientras uno puede enorgullecerse de ser ateo, otro puede enorgullecerse de su devoción a Dios. Tener muchos conocimientos puede volver a una persona orgullosa, y aún la ignorancia también puede ser la fuente de orgullo para otra. No hay pecado o error humano que pueda ser peor o más nocivo.

Hay dos curas para el orgullo: la humildad y la humillación. La segunda normalmente viene después de que usted se rehúsa a adoptar la primera.

La humildad es una elección. Usted puede aprenderla y practicarla.

La humillación no es una elección, sino una consecuencia. Eventualmente sucede con el orgulloso como resultado de sus propias actitudes.

“La altivez de los ojos del hombre será abatida, y la soberbia de los hombres será humillada.” Isaías 2:11


13/03/13

Stavo pensando in questo…


“Disse anche questa parabola: Un tale aveva un fico piantato nella sua vigna; andò a cercarvi del frutto e non ne trovò. Disse dunque al vignaiuolo: Ecco, sono ormai tre anni che vengo a cercar frutto da questo fico, e non ne trovo; taglialo; perché sta lì a sfruttare il terreno? Ma l'altro gli rispose: "Signore, lascialo ancora quest'anno; gli zapperò intorno e gli metterò del concime. Forse darà frutto in avvenire; se no, lo taglierai". Luca 13.6-9

Chi sa definire lo spirito del padrone della vigna: soddisfatto o indignato?

Sarà che questo fico non ha avuto il trattamento che hanno avuto gli altri?

Sarà che questo non ha ricevuto l’acqua che hanno ricevuto gli altri?

Il problema sarebbe nella terra, che fu buona per gli altri e non per lui?

Se tutti sono stati trattati allo stesso modo, perché gli altri hanno dato frutto e lui no?

Con certezza, il problema stava in lui!

Tutto quello che hanno ricevuto gli altri, ha ricevuto lui. E, per questo, il fico doveva dare frutti. Lì stava l’indignazione del padrone della vigna.

Quando il suo servo disse: “Gli zapperò intorno e gli metterò del concime. Forse darà frutto in avvenire; se no, lo taglierai" non ebbe risposta dal suo signore, poiché, sicuramente, non sarebbe servito a niente. Anche perchè, durante tutto quel tempo, gli zapparono intorno e misero il concime - gli fu fatto tutto.

Ciò che Dio dà, non è per tutti?

Per esempio: il messaggio che il vescovo Macedo dà, parla ad alcuni o a tutti?

Ciò che il vescovo ha ricevuto da Dio lo ha tenuto per sé o lo ha condiviso con tutti?

Abbiamo visto che è per tutti!

Allora, se è per tutti, perché alcuni hanno dato frutti e altri no?

Qui c’è la risposta:

“Anche noi, dunque, poiché siamo circondati da una così grande schiera di testimoni, deponiamo ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, e corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta, fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta…” Ebrei 12.1

Come vincere, se non c’è una rivolta?

Con certezza, Dio ha ancora tante cose da fare, ma sarà che questa grande schiera di testimoni non sia sufficiente?

Rivoltati e vinci!

http://www.bispomacedo.com.br/it/2013/03/12/stavo-pensando-in-questo/#more-2393

12/03/13

La coscienza pura



“Conservando la fede e una buona coscienza; alla quale alcuni hanno rinunciato, e così, hanno fatto naufragio quanto alla fede.” 1 Timoteo 1.19

Per avere successo nello sviluppo della nostra Salvezza, con l’obiettivo di arrivare fino alla fine, in piena attività di fede, è estremamente necessario che tutti i giorni mettiamo la mano sulla coscienza - espressione che significa esaminare attentamente i propri atti o sentimenti.

La coscienza è una voce che parla nel più profondo dell’essere umano. Grida quando viene intaccata dal peccato commesso. Con la cattiva coscienza la fede è inibita, facendo in modo che il dubbio si manifesti con l’insicurezza e la paura.

Molti di quelli che un giorno sono stati con noi e oggi sono senza Dio, caduti in questo mondo, rifiutano questa voce, poiché “… lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni, sviati dall'ipocrisia di uomini bugiardi, segnati da un marchio nella propria coscienza…” 1 Timoteo 4.1-2

Con la buona coscienza abbiamo l’intrepidezza per entrare nel “Santo dei santi” (Ebrei 10.19-22), come abbiamo anche l’intrepidezza per: “… proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l'apertura del carcere ai prigionieri.” Isaia 61.1

La coscienza pura è uno dei nutrienti indispensabili per la manutenzione delle funzioni vitali della fede soprannaturale, per questo facciamo come l’apostolo Paolo, che: “Avendo in Dio la speranza, condivisa anche da costoro, che ci sarà una risurrezione dei giusti e degli ingiusti. Per questo anch'io mi esercito ad avere sempre una coscienza pura davanti a Dio e davanti agli uomini.” Atti 24.15-16

Collaboratore/Collaboratrice, lotta per mantenere la coscienza pura, santificandoti ogni giorno, per: “presentare te stesso davanti a Dio come un uomo approvato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, che tagli rettamente la parola della verità. Ma evita le chiacchiere profane, perché quelli che le fanno avanzano sempre più nell'empietà.” 2 Timoteo 2.15-16

Dio vi benedica.
http://www.bispomacedo.com.br/it/2013/03/11/la-coscienza-pura/#more-2378


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