30/04/14

La Profezia si è compiuta…



Una cosa è leggere fatti profetici che sono avvenuti ai tempi biblici. Altra cosa è prendere conoscenza di ciò che il Dio di Abraamo, di Isacco e di Israele sta facendo OGGIGIORNO NELL'UNIVERSALE.

Leggi questa dichiarazione recente:

Vescovo, le scrivo per mezzo di questa e-mail per raccontarle cos'è accaduto il 28/04/2013.

In torno alle h 11.00, mia nonna mi telefonò dicendomi che la figlia acquisita di mio zio, di soli 3 anni, si trovava in ospedale e che stava molto male. Quando terminai di parlare con mia nonna, feci una preghiera per la bambina. Dopo aver terminato, ricevetti una chiamata con la notizia che la bambina era morta.

Rimasi molto rivoltata, perché avevo da poco terminato di chiedere a Dio che la potesse visitare in ospedale e guarirla. Subito dopo la madre della bimba mi telefonò disperata cercando conforto, però, non avevo parole di conforto da darle. Quello che mi venne di dirle e che prendesse un bicchiere d’acqua e che stesse ferma, che io avrei fatto una preghiera, e che quando avessi terminato di pregare, lei bagnasse le labbra, la testa e il petto della bambina, e così lei fece.

Chiusi il telefono, e andai a fare ciò che lei sempre ci insegna: pretendere da Dio. Presi la mia Bibbia, andai in solaio, mi misi in ginocchio è iniziai a pretendere da Dio.

Dato che stiamo nella campagna del Giorno della Profezia, io profetizzai.
Avevo una rivolta immensa dentro di me. Non accettavo perdere questa battaglia, anche se, agli occhi umani, fosse qualcosa d’impossibile.

Alle h 15.00, più o meno, la madre mi telefona per avvisarmi che stavano già mettendo la bambina nella bara. Nonostante lei mi stesse dicendo questo, io non accettavo, perché avevo profetizzato che la bambina avrebbe vissuto.

Mentre stavamo parlando al telefono, la persona che stava sistemando la bambina nella bara chiamò la madre dicendole: “ Non continuerò a sistemare sua figlia, ho avuto l’impressione che stesse respirando”.

In quel momento i medici constatarono che la bambina era viva.
Lei rimase senza parole e andò a vederla. Poco tempo dopo, la bambina stava già chiamando: “Mamma!”

La madre della bambina andò a ringraziare al Dio dell’Universale, in una chiesa vicino all'ospedale, la stessa chiesa che poco prima, quando la bambina era stata data per morta, lei era andata a chiedere al pastore perché le facesse una preghiera per avere forza per sopportare la perdita. Ma questa volta lei ritornò per ringraziare al Signore Gesù.

Questa è stata una profezia in più delle tante che si compiranno! 
IO CREDO NELLA PROFEZIA!

Rubiana


Blog: Vescovo Macedo.

La Parola e la mano


Osservando il libro di Ezechiele, notiamo che in vari capitoli iniziano con: 
Venne a me la Parola del Signore… 
Però, nel capitolo 37, è scritto che la Mano del Signore venne per portare a Ezechiele a profetizzare nella valle delle ossa secche.

Molte persone stanno in chiesa e la Parola di Dio viene, ma loro non si compromettono.
Tuttavia, in questa direzione che lo Spirito Santo ci ha dato è la Mano di Dio che è venuto per tirarli dalla situazione comune di uditori della Parola.

La Parola venne diverse volte per Ezechiele, ma adesso era qualcosa di differente: 
La mano di Dio venne per rimuovere il male.
La profezia di Ezechiele formò un grande esercito del Dio Vivo, ed è giustamente questo che accadrà nel giorno 11 di maggio.


Blog: Vescovo Macedo.

29/04/14

Jesus morreu pelos nossos pecados.

Não foram os judeus ou os romanos quem mataram Jesus, Ele morreu pelos nossos pecados.


Con tutto il cuore, NO!


L’esilio di Adamo e Eva dal paradiso non fu definitivo. Il ritorno alla presenza del Signore Dio però, era condizionata dalle loro attitudini che avrebbero dimostrato la loro disposizione sincera del suo volere. Fu l’uomo a uscire dalla presenza di Dio per sua libera e spontanea volontà.
Per tornare allo stato d’origine e usufruire della presenza dell’Altissimo doveva essere provato con le attitudini.
Attitudini che mostrino questo volere, non soltanto con tutto il cuore.

Ma

… Con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua. (Marco 12:30)

Con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza non lascia alcun spazio per nessuno e niente.

Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me. Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Matteo 10:37-39

In altre parole:

Chi si dedica a suo padre o a sua madre più che al Signore Gesù non è degno di Lui;
Chi si lega più a suo figlio o a sua figlia più che al Signore Gesù, non è degno di Lui;
Chi non assume la sua fede e le sue conseguenti tribolazioni non è degno del Signore Gesù;
Chi tenta di salvare la propria vita con la forza del suo braccio la perderà;
Chi, tuttavia, perde la vita a causa della sua fedeltà e perseveranza nel Signore Gesù, la guadagnerà.

Questa parola è complementare alla precedente, non permette il ben che minimo dubbio.
È tutto o niente!
È si, si; No, no!
È ovvio, che tale sforzo soprannaturale implica molto di più che un semplice desiderio: esige il sacrificio della propria vita.
Per chi si vuole mantenere nella Sua presenza, il sacrificio deve essere quotidiano.
È la vita sull’Altare…

Blog: Vescovo Macedo.

Credette nella profezia, visse. Non credette, morì…


Il popolo di Samaria si era allontanato da Dio e, come conseguenza, l’esercito sirio lo mise con le spalle contro alò muro. L’assedio, fu così crudele, che la fame giunse al punto di far sorgere il cannibalismo dentro Samaria.

Non si potevano aprire le porte della città, perché se i siri sarebbero entrati, avrebbero ucciso tutti. La morte in Samaria era o per la fame o per la spada se avessero tentato di uscire per trovare qualcosa da mangiare.

In mezzo a questa crisi, l’uomo di Dio profetizzò al re di Samaria: Domani a quest’ora, si venderà del buon cibo ad un prezzo modico alla porta della città. Sarà la fine di questa disperazione e tutto sarà differente (2 Re 7:1).

Il re prese questa profezia, la custodì dentro di se e crebbe. Alla fin dei conti, vi è qualcosa di difficile per Dio? I mezzi del Signore sono infiniti ed Egli è capace di trasformare la crisi in abbondanza, per quanto più possa sembrare difficile.

Però, un capitano, nel quale il re si appoggiava per camminare, nell’ascoltare la profezia dell’uomo di Dio, non crebbe. Egli perse la possibilità di restare in silenzio e fece una domanda che non solo mostrò la sua incredulità, ma lo condannò anche a morte:
Ecco, anche se il SIGNORE facesse delle finestre in cielo, potrebbe mai avvenire una cosa simile?
E l’uomo di Dio disse: Ebbene, lo vedrai con i tuoi occhi, ma non ne mangerai. (2 Re 7:2)

In quel momento, Dio vide che quattro lebbrosi, che vivevano alle porte di Samaria, ebbero fede per sacrificare le loro vite e andare all'accampamento dei Siri in cerca di cibo. Questi quattro lebbrosi furono per il tutto o niente, vita o morte, e così chiamarono l’attenzione di Dio.

Dinanzi a questo, Dio amplificò il rumore dei passi di quei quattro lebbrosi, facendo in modo che i siri sentissero come se il re di Samaria avesse ricevuto appoggio da qualche altro esercito e, disperati, fuggirono, lasciando abbondanti provviste, grande quantità di cibo, acqua, ecc.

Il re di Samaria, venne informato che i nemici fuggirono e diede la buona notizia al popolo. La popolazione uscì dalla città per andare a prendere tutto quello che era a disposizione. Loro saccheggiarono l’accampamento dei siri e ebbero buon cibo che fu subito venduto a “prezzo di banana”, conforme alla Parola del Signore.
Quanto al capitano che dubitò della profezia, egli morì calpestato dal popolo, come profetizzò l’uomo di Dio.

Domani, a quest'ora, alla porta di Samaria, due misure d'orzo si avranno per un siclo e una misura di fior di farina per un siclo. Ma quel capitano aveva risposto all'uomo di Dio, e gli aveva detto: Ecco, anche se il SIGNORE facesse delle finestre in cielo, potrebbe mai avvenire una cosa simile? Ed Eliseo gli aveva detto: Ebbene, lo vedrai con i tuoi occhi, ma non ne mangerai. E così avvenne: fu calpestato dalla folla presso la porta della città, e morì. (2 Re 7:18-20)

Morale della storia:
Chi crede nella profezia vedrà e mangerà.
Chi non crede nella profezia vedrà coloro che avranno creduto mangiando, e, miseramente, periranno di pancia vuota.

Blog: Vescovo Macedo.

28/04/14

Di chi erano quelle ossa?


Senza dubbio, il passaggio biblico in cui Ezechiele fu trasportato in una valle di ossa secche per profetizzare a loro è una delle più conosciute (Ezechiele 37:1-14).
In lei c’è qualcosa che chiama la nostra attenzione: Di chi erano quelle ossa?

Probabilmente, di giudei che morirono in una battaglia e ebbero diritto ad un funerale secondo le tradizioni giudaiche. Loro, furono sconfitti!

D’altra parte, sappiamo che il popolo d’Israele era invincibile quando era unito all’Altissimo. Fino a quando erano nella fede, era impossibile sconfiggerli, per quanto potessero essere più grandi i nemici.

Dinanzi a questa evidenza, siamo giunti alla conclusione, che loro diventarono ossa secche, perché smisero di ascoltare la profezia. Rifiutarono la voce della fede sacrificale, la voce di Dio. Ma dato che Dio è il Dio dell’impossibile, il passaggio ci fa comprendere che, per quanto la vita di qualcuno possa essere distrutta, al ricevere la profezia, lei può rinascere dalle ceneri.

Abbiamo appreso che, quanto avvenuto con le ossa secche, può accadere nella vita di una persona nel senso opposto. Se lei lascia di ascoltare la voce della fede e di vivere la fede sacrificale, può iniziare a cadere, perdendo lo spirito, la pelle, la carne, i tendini e perfino diventare ossa secche.

Molte persone un giorno, sono arrivate in chiesa distrutte e, per aver esercitato questa fede, conquistarono, diedero testimonianza, ma con il tempo si sono raffreddate, pensando di aver conquistato con il loro stesso braccio e passarono a perdere, tornando perfino nella valle delle ossa secche. Per questo, la fede deve essere costante e il sacrificio quotidiano!

In qualche modo, sappiamo che indipendentemente dalla situazione che qualcuno sta vivendo, la fede nelle profezie hanno il potere di portare all’esistenza tutto ciò che non esiste. È questa fede che staremo vivendo nel giorno 11 di maggio, in tutte le Chiese Universale.

Blog: Vescovo Macedo.

24/04/14

La Profezia protegge


La Bibbia dice che: Se il popolo non ha rivelazione, è senza freno… Proverbi 29:18

Corrompere vuol dire: viziare, rovinare, adulterare, diventare marcio, pervertire, putrefare e decomporre.

E non è così che vivono milioni di persone?

Persone che erano ricche e oggi sono povere; e altre che vivranno sempre in povertà. Persone, con famiglia decomposta, schiava del vizio, con la salute,putrefatta e conducendo una vita pervertita. Unioni che sono state distrutte a causa dell’adulterio.

Ma come risolvere questi problemi? 
C’è solo un modo:

PROFEZIA!

La Profezia libera qualunque essere umano da questo spirito che corrompe.

Nel giorno 11 di maggio, noi, profeti, rappresentanti di Dio, andremo a sistemare, restaurare, riparare, restituire, rendere, recuperare, moralizzare e ecc. E perfino a chi pensa di stare bene deve vivere questa fede, perché la Profezia preserva e mantiene ciò che è buono.

Chi crede che quando noi parliamo è il proprio Dio che sta parlando, viene.

Chi non crede, resta.

Blog: Vescovo Macedo.

23/04/14

Profetiza.

Profetiza.

Chi coglie lo Spirito di questa Profezia, sicuramente afferrerà i benefici della profezia che andremo a profetizzare nel giorno 11 maggio, in tutte le Chiese Universali del Pianeta.

La mano del SIGNORE fu sopra di me e il SIGNORE mi trasportò mediante lo Spirito e mi depose in mezzo a una valle piena d'ossa. Mi fece passare presso di esse, tutt'attorno; ecco erano numerosissime sulla superficie della valle, ed erano anche molto secche.
Mi disse: Figlio d'uomo, queste ossa potrebbero rivivere? 
E io risposi: SIGNORE, DIO, tu lo sai.
Egli mi disse: PROFETIZZA su queste ossa, e di' loro: Ossa secche, ascoltate la parola del SIGNORE! Così dice il Signore, DIO, a queste ossa: "Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e voi rivivrete; metterò su di voi dei muscoli, farò nascere su di voi della carne, vi coprirò di pelle, metterò in voi lo spirito, e rivivrete; e conoscerete che io sono il SIGNORE". Io PROFETIZZAI come mi era stato comandato; e come io profetizzavo, si fece un rumore; ed ecco un movimento: le ossa si accostarono le une alle altre. Io guardai, ed ecco venire su di esse dei muscoli, crescervi la carne, e la pelle ricoprirle; ma non c'era in esse nessuno spirito.
Allora egli mi disse: PROFETIZZA allo Spirito, PROFETIZZA figlio d'uomo, e di allo Spirito: Così parla il Signore, DIO: Vieni dai quattro venti, o Spirito, soffia su questi uccisi, e fa' che rivivano!
Io PROFETIZZAI, come Egli mi aveva comandato, e lo Spirito entrò in essi: tornarono alla vita e si alzarono in piedi; erano un esercito grande, grandissimo.
Egli mi disse: Figlio d'uomo, queste ossa sono tutta la casa d'Israele. Ecco, essi dicono: Le nostre ossa sono secche, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti! Perciò, PROFETIZZA e di loro: Così parla il SIGNORE, DIO: Ecco, io aprirò le vostre tombe, vi tirerò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi ricondurrò nel paese d'Israele. Voi conoscerete che io sono il SIGNORE, quando aprirò le vostre tombe e vi tirerò fuori dalle vostre tombe, o popolo mio! E metterò in voi il mio Spirito, e voi tornerete in vita; vi porrò sul vostro suolo, e conoscerete che io, il SIGNORE, ho parlato e ho messo la cosa in atto, dice il SIGNORE. (Ezechiele 37:1-14)

Blog: Vescovo Macedo.
http://www.bispomacedo.com.br/it

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