10/11/14

COMO SER ABENÇOADO ?































Como conquistar as bênçãos de Deus?

Será que você consegue indo para a igreja todo dia?

Será que é através da imposição de mãos de um homem de Deus?

Será que para alcançar as benção de Deus a pessoa tem que orar e jejuar todo dia?

No vídeo a seguir o Bispo Macedo explica a única maneira que existe para ser abençoado em TUDO. Em um trecho de uma reunião realizada em São Paulo, ele conta como ser abençoado. Assista e preste muita atenção, vale muito a pena:

Como você tem feito a obra de Deus?









- Perché è difficile sentirsi in pace quando non perdoniamo?

- Perché è difficile sentirsi in pace quando non perdoniamo?

Chi perdona, spezza la catena che lo tiene legato...

✎ Quando noi odiamo una persona siamo legati a lei da un legame emozionale più forte dell’acciaio. Il perdono è l’unico modo per rompere tale legame e ritornare liberi. La persona odiata diventa, pian piano, il nostro padrone; ci viene in mente di giorno e di notte; ci toglie sonno e serenità e ci priva della gioia di vivere.

✎ L'orgoglio ed il rancore, siano i peggiori nemici della nostra conoscenza... Il rancore intossichi l’anima e che l’orgoglio rende soli...

✎ Credo che portare rancore è come gettare nel nostro cuore della sabbia che lasciata lì fa male, ferisce e diventa come il cemento...
E... L’unica medicina che ci guarisce è il perdono.

✎ Il perdono è una decisione: non è un sentimento, ma un atto della nostra volontà. Decido di perdonare anche se non me la sento. È la scelta di amare gli altri così come sono.

✎ Il perdono ci porta la pace e rende capaci di amare e di crescere, riconcilia con gli altri, cura lo spirito e il corpo. Il perdono è sorgente di guarigione, guarisce infatti le ferite provocate dal risentimento, rinnova le persone, i matrimoni, le famiglie, le comunità, la vita sociale.

✎ La Bibbia ci dice che dobbiamo perdonare coloro che peccano contro di noi, incondizionatamente. Rifiutare di perdonare davvero una persona mostra risentimento, amarezza e rabbia, caratteristiche queste che non appartengono a un cristiano.

✎ Nel “Padre nostro” chiediamo a Dio di rimetterci i nostri debiti così come noi li rimettiamo a coloro che peccano contro di noi (Matteo 6:12).

✎ In Matteo 6:14-15, Gesù disse: “Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”.

✎ Il perdono è una necessità: non possiamo fare a meno di perdonare. Se non perdono non posso essere perdonato!

✎ Il perdono è la chiave dei nostri rapporti con Dio, col prossimo e con noi stessi.

08/11/14

Unzione x titolo

Unzione x titolo

l'Eterno disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né all'altezza della sua statura, poiché io l'ho rifiutato, perché l'Eterno non vede come vede l'uomo. 1 Samuele 16:7

Questa istruzione fu data al profeta Samuele, quando iniziò il processo di unzione del nuovo Re d’Israele.

Due cose qui, hanno chiamato la mia attenzione:

 Primo, il fatto che Dio, enfaticamente, classificava come errore la visione umana, quanto la percezione nel definire chi è Lui di fatto. Dio vuole dire che la natura umana non è attenta per la vera Unzione e, quindi, propensa a seguire e definire erroneamente per ciò che vede, per saziare se stesso. È il proprio Dio che afferma questo concetto! Da qui si capisce già il pericolo di questa mancanza di discernimento con tragiche conseguenze.

 Come esempio, mi ricordo di un ex-magnate della droga, un colombiano chiamato Pablo Escobar, più conosciuto come il “Re della Cocaina”. Lui godeva di grande popolarità per aver costruito scuole, ospedali e case per i poveri in Colombia. Caritatevole, no? Se non fosse per il fatto che lui, ha distrutto ripetutamente così tante vite e famiglie nel mondo a causa delle droghe da non riuscire a contarle. Come puoi vedere, l’apparenza di “fare” può ingannare.

La seconda è il fatto, che in Israele, l’Unzione per il re era più importante della corona in se stessa. Infatti, la corona visibile come ornamento, era pensata solo dopo l’Unzione. L’ordine di Dio per Samuele era “portare l’Unzione” fino a Davide e non restare preoccupato con i presupposti.

L’Unzione era, per altro, l’approvazione del suo Signore per il servo usato per la finalità esclusiva di Dio - l’autorità di Dio per realizzare la Sua volontà; una capacità Divina concessa dallo stesso Spirito di Dio. L’Unzione non era proprietà dell’unto, ma del Rimuneratore!

L’Unzione è concessa fino a quando il servo permane disponibile al suo Signore. Non esiste di smettere d’essere servo e “portare l’unzione” con se. Fu il caso di Saul, che “perse” l’unzione dopo esser stata data dal proprio Dio. L’Unzione non fu mai di priorità per Saul.

Nella mia adolescenza, sentii un pastore che io ammiravo molto, ma che purtroppo uscì dall’Opera. Così, come lui andò via, io rimasi un po’ insicuro. Ero molto giovane nella fede. L’ex-pastore, già fuori dalla Chiesa, ogni tanto ci s’incrociava ancora e, io non riuscivo a chiamarlo per nome, ma solo come “pastore”. Il suo modo di parlare era sempre da vittima. Le persone intorno a me alludevano che io stessi commiserando l’ex-pastore e lamentandomi della Chiesa. Opera del diavolo!
Fino a quando un “Unto di Dio”, con educazione e senza criticare l’ex-pastore che era uscito, m’insegnò sul meccanismo dell’unzione e perché io non avrei mai più dovuto chiamarlo pastore.

In 1 Samuele 15, questo è documentato dettagliatamente. In questi quasi 30 anni che conosco l’Universale, ho avuto il privilegio di apprendere questo immediatamente e mi aiutò davvero. La Parola di Dio fu la mia bussola e sostentatrice. Lo Spirito Santo mi insegnò perfino a rispettare un “caduto”, ma non essere mai più condizionato o abbindolato da lui e, quanto più seguirlo!
Oggi esistono molti “caduti” che pensarono di poter portare un titolo di pastore o vescovo anche dopo aver perso l’Unzione. Avere l’aspetto e la parola di servi esentando l’Unzione. Quello che hanno è il desiderio proprio di “provare che sono ancora servi”, ma per il proprio beneficio e per l’adulazione della vanità, poiché se volessero salvare anime, non sarebbero mai usciti da dove un giorno contemplarono la Luce.

Quel che è peggio, sono quelli che ancora non sono nati di nuovo, perché sono ingannati da questi. Prego e lavoro per chi, come me che ho avuto questa misericordia, possano anche molti altri trovare lo Spirito di Discernimento.

Ha collaborato: Vescovo Macelo Cardoso

Blog: Vescovo Macedo
http://www.bispomacedo.com.br/it/

07/11/14

L’esempio del servo


E il suo signore rispondendo, gli disse: "Malvagio e indolente servo, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso.
Matteo 25:26

Stavo meditando in questo versetto e pensavo: Perché questo servo non moltiplicò il suo talento? Perché gli altri possono e lui no? Nel momento in cui notai che Gesù disse: “Servo malvagio”. Lui non era soltanto negligente, lui era anche MALVAGIO.

Come avrebbe potuto salvare gli altri se lui stesso era perso? Molti hanno avuto un carattere MALVAGIO, hanno avuto un marito MALVAGIO, una moglie MALVAGIA, un figlio MALVAGIO, un impiegato MALVAGIO, un datore MALVAGIO, uno studente MALVAGIO, un MALEDUCATO. Come può una persona così convincere l’altro che Gesù è buono?

Credo che qui risieda uno dei più grandi fallimenti di molti cristiani, il CATTIVO esempio ha impedito le persone di voler cercare Dio, incluso i loro famigliari.

Se vogliamo salvare, dobbiamo mostrare il perché vale la pena seguire Gesù, dobbiamo mostrare quanto è buono questo, dobbiamo esalare il BUON profumo di Cristo.

È qui che entra la nostra testimonianza personale, poiché le persone che ci circondano sappiano chi eravamo prima di Cristo e chi siamo dopo di Lui, e questo ci fa moltiplicare i nostri talenti.

Dobbiamo essere un BUON esempio per tutti, poiché il nostro esempio parla più forte delle nostre parole. A chi non piace ciò che è buono? Tutte vogliono avere un BUON marito, un BUON padre, un BUON dipendente, una BUONA moglie, un BUON figlio, infine, a tutti piace e vogliono avere ciò che è BUONO.

I due primi servi furono chiamati di BUONI. Loro avevano una BUONA testimonianza, tanto per quelli di fuori come per lo stesso Gesù.

Dinanzi a questo, sorge la domanda: Come ci guardano Dio e coloro che ci circondano, servi BUONI o MALVAGI?

Blog: Vescovo Macedo
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04/11/14

Che tipo di servo sei?

Che tipo di servo sei?

Quale bene il Signore ha affidato ai servi?

La Salvezza dell’anima è il BENE MAGGIORE affidato all’essere umano.

Il Signor Gesù lo paragona al Regno dei Cieli nella parabola dei talenti (Matteo 25:14)

Oltre ad una conquista, anche la Salvezza dell’anima è un talento naturale di ogni servo di Dio.

Nella parabola, il Signore avvisa che al Suo Ritorno riunirà i Suoi servi per fare i conti con loro (Matteo 25:19).

In questo giorno, Lui chiederà ciò che si aspetta da ogni servo buono e fedele (Matteo 25:21).
Ossia, la moltiplicazione dei talenti di ognuno.

Come Giusto Giudice, Dio non chiede mai ciò che non si può dare. I talenti sono dati in accordo con le capacità di generare di ognuno, nel minimo un altro talento.

È il criterio giusto dell’Altissimo.

Tutti i servi hanno le condizioni per moltiplicare i loro talenti perché sono stati rivestiti di autorità per questo.

Chi è veramente servo, obbedisce, si dedica e moltiplica i suoi talenti.

I servi cattivi, negligenti e inutili sono lanciati fuori dal Regno, ritornano nelle tenebre. E lì avrà pianto e stridor di denti. Matteo 25:14-30
N.B. Per favore, leggi il Sacro Testo con la dovuta attenzione che merita.


Blog del Vescovo Macedo
www.bispomacedo.com.br/it

La sfida per migliorare ogni giorno

La sfida per migliorare ogni giorno

Sono pastore da 8 anni. Prima del Progetto IntelliMen ero una persona orgogliosa; pensavo che, solo per il fatto d’essere pastore, fossi al disopra di tutto, che non avevo bisogno di cambiare e che l’IntelliMen fosse per “ragazzini” che stavano entrando adesso e non per me. Lo vedevo inoltre come un qualcosa in più senza futuro, che sarebbe cessato subito.

Quest’orgoglio non mi lasciava vedere i miei difetti, che erano gravi. Restavo più o meno mille minuti al mese in radio, stavo tutto il giorno in radio, parlando degli altri, lamentandosi dei problemi; passavo gran parte del tempo prendendomi cura della vita degli altri la sciando la mia rilassata. Ricordo che mia moglie mi metteva in guardia sul pericolo che io stavo correndo, però, non prestavo la minima attenzione, e inoltre ero grossolano con lei.

Quando non ero in radio, ero in internet, guardando film e serie che non davano nulla alla mia vita. Dopo la visione, andavo direttamente a fare la riunione e dopo aver terminato, erano ancora film, serie e di nuovo radio.

Senza parlare che commettevo una grande mancanza di rispetto con il popolo, iniziando le riunioni in ritardo; aspettavo che arrivassero le persone e iniziavo la riunione con 5, 10 minuti di ritardo.

Fino al Progetto IntelliMen, erano già tre anni che non leggevo un libro del vescovo Macedo, leggevo la Bibbia soltanto per passare un proposito. Nelle riunioni di pastori il giovedì, ascoltavo il vescovo allertare, insegnare e nulla cambiava.

Per pigrizia, non facevo nessuna attività fisica, la mia salute era una sciatteria.

Incolpavo mia moglie per tutto: se dimenticavo il portafogli, se il tablet non fosse carico ecc. Per me lei era la responsabile di tutto ed era motivo di litigio con lei. Andavo così a fare le riunioni, litigato con lei.

Oggi comprendo che il mio ministero era con il pilota automatico, ed ero perso.

Iniziai a fare le sfide pur non credendo completamente, ma capii che il cambiamento doveva partire da me. Diedi un voto di fiducia al Progetto e a me e compresi che la misura con la quale le sfide sorgevano, erano tutte come una spada che entrava nel mio midollo, conforme andavo realizzando ognuna di loro. Le cose andarono cambiando; uno dopo l’altro stavo vivendo.

Oggi vedo che il mio tempo e quello degli altri è qualcosa di prezioso e non lo spreco. Mi sono impegnato a migliorare ogni giorno di più.

Non faccio le sfide tanto per fare. Leggo, medito e fino a quando non assorbo lo spirito di quella sfida, non passo a quella successiva. A metà strada il mio socio si ritirò, trovai un altro socio e continuai fermo con lui. Vado avanti, fermo. Sono cambiato, come marito, come pastore e come uomo.

Ho compreso che quando non miglioriamo, peggioriamo. Mi stavo indebolendo poco alla volta e, se non avessi accettato questa sfida, oggi starei peggio, e probabilmente, avrei anche perso la mia Salvezza, o sarei fuori dall’Opera, nella strada dell’amarezza.

Pastore Welligton

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