26/11/14

Come Dio si occupa del peccato

Come Dio si occupa del peccato

Nel deserto di Sin, il popolo era assetato e non vi era acqua da poter consumare. Le persone iniziarono a lamentarsi con Mosè, che pregò Dio per una soluzione, e il Signore gli ordinò di parlare alla roccia perché uscisse da lei l’acqua che avrebbe saziato la sete di tutti. Numeri 20.

Immagina un leader che, per 39 anni, guidava circa tre milioni di persone nel deserto, i quali, successivamente, lo incolpavano per qualunque difficoltà e frustrazione! Oltre a questa grande responsabilità, Mosè soffriva anche in silenzio per la morte della sorella, Miriam.

Per un istante d’ira, egli batté due volte sulla roccia invece di parlarle. Quest’attitudine rattristò notevolmente Dio, che gli impedì di entrare nella Terra Promessa.

Probabilmente, starai pensando che l’atto di Mosè non fosse stato così grave e che sicuramente Dio avrebbe compreso la sua debolezza, Non è vero? No, non è vero. Le cose furono molto brutte per Mosè e suo fratello, Aaronne. Perché Dio giudica la radice del peccato e penetra dove gli occhi umani non riescono a valutare. Per l’Altissimo non importano i giustificativi dati da una persona per difendere il suo errore, poiché Lui non si convince con nessuna scusa usata per praticare il peccato. Egli guarda il peccato in se.

Avventatamente, Mosè disobbedì ciò che gli era stato ordinato di fare. L’acqua sgorgò per saziare la sete del popolo, però, Dio riprese severamente lui e Aaronne: Poi il SIGNORE disse a Mosè e ad Aaronne: Siccome non avete avuto fiducia in Me per dare gloria al Mio Santo Nome agli occhi dei figli d'Israele, voi non condurrete questa assemblea nel paese che Io le do. Numeri 20:12

Bada che il peccato di Mosè non fu carnale, commesso per una debolezza o una tentazione, ma spirituale. Lui disobbedì perché fu incredulo. E provenendo questo da Mosè, Dio lo considerò un duro colpo, come il tradimento di un amico, visto che Egli l’onorava davanti a tutti e adesso stava essendo disonorato di fronte al Suo popolo. Il Suo Nome non sarebbe stato santificato e non avrebbe neanche ricevuto la gloria dovuta. Mosè e Aaronne si ribellarono contro Dio e usarono la loro posizione di leader con una motivazione errata. Deuteronomio 32:51

L’incredulità produce un comportamento tanto insolente e dilagato che pone nello sceicco l’affidabilità nella Parola Divina, come se l’Onnipotente non fosse in grado di compiere ciò che promette.

Il peccato rese a Mosè ciò che lui desiderava di più: terminare la sua missione. Lui ebbe il piacere, o il pesare, di vedere da lontano la Terra Promessa, ma non vi poté entrare, pur avendo insistito molto, con l’Altissimo. Per un leader come lui, non poteva esistere nulla di più doloroso.

Di fronte a ciò che avvenne con Mosè, possiamo considerare una lezione preziosa: quanto più conosciamo Dio e la Sua Parola, più timore e tremore dobbiamo avere, poiché Egli tratterà i nostri sbagli con criteri giusti e individuali, e nessuno resterà immune dalle conseguenze degli sbagli commessi.

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25/11/14

La vita dipende dall'Altare


L’Altare è l’unico Luogo del mondo dove si celebrano i matrimoni.

Per più semplice che sia l’Altare, anche così, è richiesto da tutti come prassi per formalizzare definitivamente l’unione degli sposi.

Questo perché l’Altare è ciò che sigilla l’unione;
Che garantisce la benedizione della santificazione, dell’accettazione e, finalmente, dell’alleanza eterna.

Il Signor Gesù insegna che l’Altare è quello che santifica l’offerta.
Il fallimento del matrimonio accade solo perché la consegna degli sposi sull’Altare, questa è “l’offerta” non è valida, non è accettata da Dio, l’esempio dell’offerta di Caino.

Ma quando l’impegno della parola degli sposi è seguita dalla pratica, allora l’Altare li accetta e li santifica.

Quindi, il matrimonio è fin che morte non li separi.

Di fatto, il destino del matrimonio è sigillato sull’Altare.

Dipende dalla disposizione congiunta dei due nell’obbedire al giuramento fatto sull’Altare.

Lo Spirito di Dio valuta se le offerte (i coniugi) compiranno o no la parola impegnata.

Essendo così, Egli accetta le offerte e santifica quell’unione oppure no.

Lo stesso vale per quanto concerne la Salvezza dell’anima.

Molti si sono offerti sull’Altare con lacrime di rimorso.
Il rimorso non è accetto dall’Altare.

L’Altare accetta soltanto l’offerta (persona) pentita veramente.

Perciò l’altare è restaurato e i sacrifici accettabili, TUTTO NELLA VITA DIPENDE DA QUELLO CHE SI OFFRE SULL’ALTARE.

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24/11/14

Le Braccia di Dio


Non vi è un’altra parola più appropriata per esprimere la grandezza del Luogo d’Incontro con l’Onnipotente Dio di Abraamo quanto la parola ALTARE.

Dio non creò l’altare per fungere da palcoscenico di musica gospel o corale;

Non creò l’Altare per servire da palco politico improvvisato;

Non creò l’Altare perché il popolo esaltasse gli uomini che fanno il suo uso durante la predicazione;

Non ha neanche creato l’Altare per trasmettere sentimenti o fede emotiva;

No, mille volte, no!

L’Altare fu creato per il sacrificio.

Si, fu creato esclusivamente perché l’offerente venisse a risolvere il suo più grande problema con Dio: ritornare a Lui.

Tutte le volte che l’Altissimo Si rivelava ai patriarchi, profeti e servi, loro immediatamente erano sospinti nell’ergere un Altare e sacrificavano.

Dopo il sogno meraviglioso, Giacobbe prese la pietra che serviva come cuscino, eresse un Altare e vi sacrificò sopra l’olio che gli rimase nel deserto. In seguito, fece il suo voto di fede. Genesi 28

Pertanto, l’Altare è il Luogo d’Incontro con Dio, di consegna incondizionata, di sacrificio …

Lui fu creato per ricevere offerte che rappresentavano coloro che sono disposti a obbedire.

Offerte sante e pure, simboli del Primogenito di Dio, Gesù.

L’Altare è l’abitazione di Dio sulla Terra.

La persona che si è consegnata in sacrificio sull’Altare diventa l’Altare mobile dello Spirito Santo.

Come l’Altare rappresenta Dio sulla Terra, l’offerta rappresenta la vita dell’offerente sull’Altare.

Essendo così, l’altare diventa le Braccia di Dio per l’offerente fedele;

Soltanto l’altare ha l’autorità per santificare l’offerta e validare la presenza dell’offerente davanti all’Altissimo.

D’altra parte, se l’offerta è immonda,l’offerente non è accetto davanti a Dio.

Il Signor Gesù considera ciechi coloro che hanno valorizzato maggiormente l’offerta dell’Altare, più l’oro dell’altare che santifica l’oro.

Perché loro sono così? Perché sono carnali. I loro occhi sono maliziosi e riescono soltanto a vedere l’offerta come valore economico. Non riescono a discernere i valori spirituali perché il dio di questo mondo li mantiene ciechi.

E se non riescono a vedere le offerte come simboli della vita sull’Altare, come vedranno l’Altare come simbolo di Dio?

Per questo il Signor Gesù li chiama ipocriti ciechi.

Ciechi! Che cosa è più grande: l'offerta o l'altare che santifica l'offerta? Matteo 23:19

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23/11/14

Non cercare fuori, lui potrebbe essere dentro!


Stava chiuso in casa sua, per questo perse la visione… la sua natura era traditrice, per questo invitò Neemia per andare al Tempio, ma non era per
sacrificare …

Per nascondersi, si, per nascondersi… Semaia era un uomo, un supposto sacerdote che tuttavia, non doveva essere, necessariamente, una persona.
Chi sarebbe allora, questo Semaia spirituale?
 È il nostro e il tuo “Io”. Che cosa fa il nostro “Io”?
Lui tenta continuamente di nascondersi, perché lui rappresenta la nostra debolezza, il nostro punto debole, le nostre paure, la paura di sbagliare, di essere chiamato all’attenzione, di fallire, di non avere la forza sufficiente, di essere paragonato agli altri… è per questo motivo che la tendenza del nostro “Io” è di nascondersi, fuggire, e non affrontare il pericolo, come disse Neemia:

“Può un uomo come me darsi alla fuga?
Potrebbe un uomo simile a me entrare nel tempio per salvare la vita?
No, io non entrerò.” Neemia 6:11

Che cosa disse il Signor Gesù?

“Andate; ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi.” Luca 10:3.

Ossia, la nostra vita è, messa in rischio, ogni giorno. Siamo letteralmente, messi a morte tutti i giorni, realtà che il nostro “Io”, ovviamente, non desidera affrontare. “Non andare a Gerusalemme, perché Ti uccideranno…”, disse Pietro al Signor Gesù Cristo, ispirato da satana ...

Molto bene, questo è il nostro “Io”, il Semaia che esiste dentro di noi, la cui tendenza è nascondersi, fuggire, allontanarsi da dove è presente il pericolo. Per questo, il Signor Gesù riprese non a Pietro, ma a satana, che stava usando il suo “Io” di Pietro.

È QUESTO SEMAIA, IL NOSTRO “IO” che cerca di nascondersi dietro ad un titolo, ad un’apparenza di supposta religiosità, santità, parole, e perfino dentro all’Opera di Dio (Semaia invitò Neemia a nascondersi nel Tempio). Quindi, il nostro “Io”, molte volte, cerca di nascondersi dietro di ciò che appare, presumibilmente, fu, designato. Non ti dimenticare che Semaia fu un profeta, che eventualmente, si sviò da ciò che era stato designato.

Per questo presta attenzione, perché a qualunque altezza, il tuo Semaia tenterà di agire con quello che tu nascondi davanti alle sfide, alle difficoltà, alle scelte … in verità, lui cercherà di fare modo che davanti a tutto, tu tema per la tua vita e che cominci a pensare nel futuro. Era, esattamente questo che Semaia stava cercando di fare quando invitò Neemia a nascondersi nel Tempio, ossia, voleva portare Neemia a pensare in se stesso, nel suo futuro, nel mantenersi vivo il più tempo possibile. Ed è questo che tenta di fare il nostro “Io”: sviare la nostra visione dall’Opera e dalla Parola di Dio, che è: morire(figurativamente) tutti i giorni per noi e per il mondo, per vivere per il Signor Gesù!

Per questo, non cercare Semaia fuori da te, guarda al tuo “Io”, poiché è là che si trova … e si nasconde!

Non fu a caso che il Signor Gesù disse:

“Se qualcuno Mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e Mi segua.” Matteo 16:24

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22/11/14

Il vangelo secondo la propria persona


Poi là eresse un altare e lo chiamò El-Elohey-Israel. Genesi 33:20

Com’era questo Altare eretto da Giacobbe? Immagina …

Nel modo come tu lo immagini così deve essere l’ALTARE dentro di te. Esistono molte persone che dicono: “Dio è con me”, ma con l’altare che hanno dentro loro, è logico che Dio non lo è!

Avere un altare dentro se no dice nulla, poiché, sul Monte Carmelo, anche i profeti di Baal avevano un altare. Tutti hanno un altare (Ebrei 13:10), ma quest’altare può essere per altri dei,o, se la persona è orgogliosa, è per se stessa, come nel caso di Saul, che eresse un monumento per se sul Monte Carmelo (1 Samuele 15:12).

Vi sono molte persone che sono autrici del 67° libro della Bibbia, che è l’evangelo secondo ciò che lei pensa, interpreta, piace ecc.

Loro seguono rigorosamente questo evangelo, e anche così, di tanto in tanto aggiungono e tolgono virgole, accenti e perfino intere parole, sempre adattandosi a ciò che pensano, interpretano e che gli garba. Dicono che “non” capiscono ciò di cui Dio parla nella Bibbia o attraverso i Suoi servi, ma, in verità, capiscono si.

Il fatto è che, come ha detto il vescovo Macedo, è questione di obbedienza o disobbedienza. Obbedire è sacrificio posto sull’Altare di Dio; disobbedire è “sacrificarsi” sull’altare che non è di Dio. Per questo la vita dei disobbedienti è nel modo che è, perché Dio è stato escluso e, non può fare nulla.

Giacobbe e tutti gli uomini che eressero altari per il Dio d’Israele sapevano che, per ergerli, sarebbe stato necessario molto più che porre pietre su pietre. Come puoi notare nel versetto sottostante, quando fosse cosciente Giacobbe di che cosa era ergere un Altare per il Dio d’Israele:

DIO disse a Giacobbe: Levati, sali a Bethel e dimora là; e fa' in quel luogo un altare al Dio che ti apparve, quando fuggivi davanti a tuo fratello Esaù. Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a tutti quelli che erano con lui: Rimuovete dal vostro mezzo gli dei stranieri, purificatevi e cambiate le vostre vesti; poi leviamoci e andiamo a Bethel, ed io farò là un altare al Dio …” Genesi 35:1-3

Prima di fare l’ALTARE a Dio, lui si preoccupò di “pulire l’area”, togliendo le immagini dei falsi dei dal mezzo della sua famiglia, purificando tutti e perfino cambiando le vesti contaminate con il sudiciume di questo mondo. Dopo, sarebbe “salito” (e non sarebbe “sceso” - facilità) per fare l’Altare. Dopo aver costruito l’Altare, Dio fu con Giacobbe come Lo fu con Abraamo e Isacco. Infine, Giacobbe glorificò Dio con la sua propria vita, poiché Dio (L’Altare) era in lui.

Così avverrà anche con noi. Tu credi?

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21/11/14

Spirito Santo

I ciechi e quelli di visione


Stolti e ciechi! Poiché, cosa è più grande, l'offerta o l'altare che santifica l'offerta? Matteo 23:19

Quando una persona vede l’offerta superiore all’Altare, oltre al fatto che sta disprezzando Dio, Lo considera minore, di ciò che lei ha da offrire, ed è per questo che non arriva all’Altare.

È come pensare che la vita che ha è più grande di Dio.

In altre parole, lei dice: Dio è piccolo, io e ciò che ho siamo grandi.

Questo disprezzo per l’Altare la fa restare in rovina, e resta in rovina tutta la sua vita. Per questo Gesù la definisce cieca!

Però quando la persona considera l’Altare superiore dell’offerta, lei sta considerando Dio superiore a lei e a tutto ciò che ha, e questo fa restaurare il suo Altare. Ed è in questo Altare, lei sacrifica, e da lì provengono le risposte e inizia una nuova vita.

Quando ci fu il diluvio, tutti gli esseri umani che esistevano morirono; restarono solo otto persone. La prima cosa che Noè fece prima di piantare e iniziare la moltiplicazione degli esseri umani, così come degli animali, fu innalzare un Altare, e in lui sacrificò la vita di animali e uccelli in olocausto a Dio.

Noè comprese che non poteva dar inizio a nulla senza prima innalzare un Altare, perché lui voleva iniziare tutto con Dio. Lui sapeva che se avesse iniziato senza Dio sarebbe andato tutto storto. E non è ciò che è accaduto con molte persone? Molti hanno iniziato qualcosa e hanno perso, perché hanno iniziato senza Dio, ossia, non hanno iniziato dall’Altare.

Lo Spirito Santo ha aperto spiritualmente gli occhi dei ciechi, perché possano vedere che l’Altare, che simbolizza Dio, santifica l’offerta.

Quel che è interessante è che dopo che Noè restaurò l’Altare e manifestò la sua fede attraverso il sacrificio, Dio consegnò tutto nelle sue mani:

Dio benedisse Noè e i suoi figli, e disse loro: Crescete, moltiplicatevi e riempite la terra. Avranno timore e spavento di voi tutti gli animali della terra e tutti gli uccelli del cielo. Essi sono dati in vostro potere con tutto ciò che striscia sulla terra e con tutti i pesci del mare. Genesi 9:1-2

Dio vi benedica molto di più!

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20/11/14

Affrontò uomini e fuggì dalla donna


Affrontò uomini e fuggì dalla donna

Il profeta Elia fece scendere fuoco dal cielo.

Lui sfidò centinaia di profeti che servivano il diavolo mettendo la sua stessa vita in rischio.

Lui sapeva che se il fuoco non fosse sceso lo avrebbero annientato, ma cosa gli ha dato tanta sicurezza che Dio avrebbe risposto inviando fuoco dal cielo?

Semplice. Elia non stava pensando in se.

Il motivo per il quale egli decise di fare quella sfida è che lui vide che il POPOLO era diviso.

Il popolo si stava perdendo. Quelle anime stavano essendo ingannate e qualcuno aveva bisogno di fare qualcosa per aiutarle.

Come avrebbe mai potuto Dio non rispondere a un uomo che stava mettendo la sua vita in pericolo in favore del popolo?

Impossibile!

Ma subito dopo, vediamo che lo stesso Elia, l’uomo che fece scendere fuoco dal cielo, fuggire da Jezabel.

Perché?

Perché il profeta aveva messo la sua vita in rischio davanti a centinaia di uomini e non era disposto a fare lo stesso davanti a quella donna?

Lui aveva già provato a quelle persone che Dio d’Israele era il Vero Dio.

Le persone sanno già che decisione prendere a chi servire - Elia aveva fatto la sua parte.

Adesso lui stava pensando a se stesso. Per questo motivo fuggì.

Quando sentì questo, Elia si levò e se ne andò per mettersi in salvo. Giunse a Beer-Sceba, che appartiene a Giuda, e vi lasciò il suo servo. 1 Re 19:3

Nel frattempo che il pastore vive la sua vita preoccupato con il benessere delle sue pecore, il fuoco scenderà sempre dal cielo.

La risposta di Dio verrà sempre a consumare il sacrificio presentato da lui.

Però, quando il “pastore” smette di preoccuparsi delle pecore e inizia a pensare a se stesso, nel suo futuro, nel suo benessere … Questo è, quando l’intenzione del suo cuore passa ad essere sbagliata, il fuoco di Dio si spegne anche nella sua vita. E colui che una volta uccise centinaia di uomini a lama di spada finirà fuggendo anche dalle donne.

Custodisci il tuo cuore con ogni cura, perché da esso sgorgano le sorgenti della vita. Proverbi 4:23

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