16/01/15

Chi non crede, pazienza!…


Chi non crede, pazienza!…

Sacro,consacrato, santo e separato ha lo stesso senso spirituale: significano dedicati al Dio Altissimo.
L’offerta riflette l’anima dell’offerente consegnato sull’Altare;
Sostituisce l’offerente sull’Altare;

Il signor Gesù fu l’Offerta di Dio per sostituire il peccatore e espiare la sua colpa;
Il Dio Figlio non aveva alcuna colpa o peccato davanti al Dio Padre.
L’Offerta della Sua vita era perfetta e santissima, per questo fu accetta per sostituire i peccatori che in Lui credessero veramente.
Lui, soltanto Lui, può sostituire il peccatore e caricare i suoi peccati per seppellirli.

Ma non sempre fu così. Fino alla manifestazione del Figlio di Dio vi erano regole per offrirle per il peccato. La gravità del peccato di ognuno esigeva una determinata offerta di sacrificio per la mancanza commessa. Il sacrificio doveva essere un animale maschio e senza difetto, simboli di Gesù – Uomo senza peccato.

La colpa dell’offerente era trasferita all’animale, che nel frattempo era morto sull’altare del sacrificio. Il peccatore restava libero dalla colpa perché il suo peccato era morto insieme all’offerta.

Il sacrificio di animali fu abolito con la morte di Gesù.
Ma il peccato dei non convertiti al Signor Gesù resta vivo fino al momento in cui loro si convertono.

Se loro moriranno senza conversione, i loro peccati li accompagneranno per tutta l’eternità. Nel Giudizio Finale saranno condannati al Lago di fuoco e zolfo e, faranno compagnia a Satana, ai demoni, all’inferno, all’Anticristo, alla Bestia, alla morte e a tutti gli esseri umani i cui nomi non sono scritti nel Libro della Vita – Questa è la seconda e definitiva morte.

Ma per i codardi, gli increduli, gli immondi, gli omicidi, i fornicatori, i maghi, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda. Apocalisse 21:8

CHI CREDE, AMEN!
CHI NON CREDE, PAZIENZA…

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La Pietra Fondamentale


La Pietra Fondamentale

Mia nuora, cambiando canale della TV, si fermò a guardare il programma “L’Ultima Pietra” e dopo mi parlò del libro, con il titolo “L’Ultima Pietra”. Dato che io ho un figlio dipendente dalla cocaina, che è in una clinica mettendo fine all’impulso, mi sono interessata nel sapere del contenuto di questo libro.

Entrai nel sito del Saraiva e comprai il libro, che ricevetti dopo un giorno. Ero in ansia per l’arrivo del libro, che quando lo presi, iniziai a leggerlo.

Dalla pagina 74 in avanti, la mia attenzione era sempre più sollecitata, dovuto al modo di come l’autore, Rogério Formigoni, fu gradualmente, mosso dalla fede dello Spirito Santo, abbandonando il vizio. Anche quando, tutti gli amici viziati gli offrivano gratuitamente la droga, lui, in quell’impegno preso con Gesù, la rifiutava.

Ma ciò che realmente mi toccò di più fu quello che era lì nella pagina 100, dove l’autore dice: “Questa plenitudine si realizza veramente solo quando noi ci consegniamo a Gesù, la Pietra Angolare della nostra fede, momento in cui, alla fine, siamo liberi da tutte le catene con le quali i vizzi ci imprigionavano. Essere finalmente presentato a Gesù, l’Ultima Pietra, la Pietra Angolare, nel giorno in cui mi liberai, produsse in me un effetto molto più intenso e forte di tutti i piaceri sommati che avevo provato con le droghe durante tutta la mia vita fino ad allora miserabile. Il rapporto sicuro e intimo che ebbi con il Signor Gesù Cristo mi fece comprendere che è Lui la Pietra Fondamentale della mia vita, parte integrante dell’Opera di Dio. Al contrario di coloro che scelgono la strada sbagliata per costruire la loro vita, io scelsi di fondare la nuova vita sulla Pietra Viva, la Prima e Ultima Pietra, perché lei è la vera base sul quale l’uomo può costruire la sua vita eterna”.

Quando feci una riflessione su queste parole e sul significato della Pietra Angolare, il mio corpo fremette tutto e iniziai a piangere. Perché capii il significato “dell’Ultima Pietra”. Quando non abbiamo più dove poter andare, dove chiedere aiuto, quando tutto sembra perso, abbiamo l’Ultima Pietra e la Prima Pietra, o viceversa, la Prima e l’Ultima Pietra, che è GESÙ CRISTO, IL SIGNORE. GESÙ è la Pietra Angolare che diventa il nostro Edificio Spirituale solido, senza pericolo di caduta, senza pericolo di frantumarsi.

Complimenti, Rogério, per il lavoro, per la tua fede! Ho già inviato il libro a mio figlio perché possa leggerlo, e quando uscirà dalla clinica, già con l’impulso chiuso, daremo continuità, guardando i tuoi lavori e andando ai culti, anche se non fosse qui, nella mia città. Non sono evangelico, sono cattolico, ma voglio abbracciare la tua causa e mostrarla anche agli altri, poiché in questi quattro anni che mio figlio è dipendente, tra il restare pulito per alcuni giorni o perfino alcuni mesi, e all’improvviso avere una ricaduta, la nostra famiglia ha imparato molto su cos’è essere un tossicodipendente (individuo compulsivo). Non abbiamo mai smesso di dare amore a nostro figlio, non lo abbandoniamo mai, ma il tuo esempio di fede ci ha dato un respiro, un incoraggiamento non comune.

Vogliamo anche avere il SIGNOR GESÙ come Prima e Ultima Pietra.

Che Dio ti benedica sempre per tentare di salvare milioni di vite perse, sprofondate nelle droghe.

Ha collaborato: Maz

Acquista il libro “L’Ultima Pietra” sul sito dell’Arca Center o nelle Televendite 0055 (21) 3296-9393. Disponibile anche in tutte le chiese Universali e nelle principali librerie del Brasile.

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14/01/15

Qual è la tua scelta?


Qual è la tua scelta?

Non solo lo Spirito di Dio, ma anche lo spirito di Satana si è giocato ogni cuore umano.

Le battaglie sono state bloccate sulla Terra.
Le armi usate sono le tue rispettive parole.
Come Dio, gli spiriti immondi hanno fatto uso della parola.

La Parola di Dio produce fede, sicurezza e vita eterna;
La parola del diavolo produce dubbi, divisione, insicurezza, paura, ansia, preoccupazione, instabilità e morte eterna.

Tra il Regno di Dio e il regno di Satana ci sono tutti gli esseri umani del pianeta.
A motivo della Sua Giustizia, il Signore ha dato a ciascun essere umano il diritto di fare la sua propria scelta.

Ogni persona è responsabile per la sua stessa vita ed è obbligato a fare la sua scelta quando supera l’età dell’innocenza.

Lo Spirito di Dio non impone, non obbliga e non sforza nessuno ad ascoltare e a obbedire alla Sua Legge, ai Suoi Comandamenti e alla Sua Parola.

I Suoi servi sono sparsi in tutte le nazioni annunciando la Sua Parola …
Quelli che in lei credono e praticano mostrando a Dio, al diavolo, al mondo e a se stessi che hanno scelto il Regno di Dio.
Saranno salvi.

Per questo il Signor Gesù disse:
Chi ha i Miei Comandamenti e li osserva, è uno che Mi ama; e chi Mi ama sarà amato dal Padre Mio; e Io lo amerò e Mi manifesterò a lui …
Se uno mi ama, osserverà la Mia Parola; e il Padre Mio l’amerà, e Noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. Giovanni 14:21-23

Per quelli che non credono, fin quando continueranno in questo stato d’incredulità, SONO GIÀ CONDANNATI!

È ciò che è scritto:
… chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel Nome dell’Unigenito Figlio di Dio. Giovanni 3:18

E tu, lettore, qual è stata la tua scelta fino a d’ora?

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13/01/15

Farsi avanti


Farsi avanti

Tutti quelli che sono nati da Dio sono della fede, pertanto, hanno le stesse attitudini e pensieri di Dio.

Osserviamo questo:

“Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli stava per accadere, uscì e chiese loro: Chi cercate? Gli risposero: Gesù il Nazareno. Gesù disse loro: Io sono!. Or Giuda che Lo tradiva era anch’egli con loro. Appena Egli disse loro: Io sono, essi indietreggiarono e caddero a terra. Gesù dunque domandò loro di nuovo: Chi cercate?. Essi dissero: Gesù il Nazareno. Gesù rispose: Vi ho detto che Io sono; se dunque cercate me lasciate andare via costoro …” Giovanni 18:4-8

Osserva che attitudine, che fede, che fiducia!

Gesù poteva approfittare dell’opportunità per fuggire, per nasconderSi da quel momento, ma ciò che Egli fece, fu il contrario: Egli, Si fece avanti, Si presentò per fare il sacrificio. In più disse: “Se è a Me che cercate, lasciate andare
loro …” ossia, “Sono Io che sacrificherò!”

Nessuno poteva farlo per Lui, o al Suo Posto, poiché il sacrificio è un qualcosa di personale.

Molte persone fanno in modo di fuggire, nascondersi o cercano di auto convincersi che non sia necessario sacrificare, ma questo tipo di comportamento dimostra solo che non sono della stessa fede, non sono nati dallo stesso Spirito. Perché se così fosse, avrebbero la Sua stessa attitudine: si farebbero avanti, non si nasconderebbero dietro alle scuse.

Questo è, al mio modo di vedere, il momento migliore. Gesù approfittò di Se e oggi è seduto alla destra del Dio Padre.

Chi vuole qualcosa di straordinario deve avere attitudini come questa.

V
escovo Franklin Sanches

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Mancanza di timore, tempo e orgoglio


Mancanza di timore, tempo e orgoglio

Vi sono tre cose collegate che, purtroppo, stanno togliendo molti pastori.

La Bibbia racconta la storia del Re Uzia, che iniziò molto bene e prosperava in tutto ciò che faceva. 2 Cronache 26:1-5
Come molti di noi pastori, che cresciamo conforme alla nostra comunione e purezza con Dio.

Ma con il passare del TEMPO, lui permise che il suo cuore si esaltasse cominciando a credere d’essere forte sufficiente per fare tutto ciò che voleva.
Molti pastori ricevono autorità e iniziano a fare quello che vogliono, sentendosi nel “diritto” di disobbedire a Dio e alla direzione della Chiesa.

Da quel momento lui cade in disgrazia, e per bruciare incenso nel Tempio, disubbidì alle leggi di Dio – MANCANZA DI TIMORE – 2 Cronache 26:16.
Molti pastori iniziano a disobbedire e a criticare la direzione. Inoltre passano ad avere malocchi, sono maliziosi e con mancanza di timore.

Quando Uzia fu ripreso dal sacerdote, invece di accettare, ravvedersi e tornare alla pratica delle prime opere, volle discutere con i sacerdoti. La Bibbia dice che lui si indignò, non accettò il rimprovero (nella versione in spagnolo dice che lui si riempì d’ira).

Quanti non sono i pastori che, nell’essere richiamati all’attenzione o sono ripresi per un errore, invece di accettare, umiliarsi e ravvedersi, si arrabbiano con la direzione?

Quale fu la fine di Uzia?
Morì lebbroso!!!

Qual è stata la fine di molti “ORGOGLIOSI” che erano in mezzo a noi e non accettarono il rimprovero? Oggi sono dei lebbrosi spiritualmente (le loro vite sono distrutte).

Come ha detto il vescovo e noi abbiamo visto: “Quanti non sono coloro che in passato “ESPLOSERO”, ma non sono più in mezzo a noi, e oggi sono “ESPLOSI?”

Poiché il TEMPO, LA MANCANZA DI TIMORE E L’ORGOGLIO hanno distrutto tutti loro.

Se noi, pastori, cresciamo, è perché diamo il meglio, e DIO CI DA LA CRESCITA. Non possiamo mai perdere questo timore e reverenza verso DIO.

Non possiamo pensare che, solo perché è da un po’ di tempo che stiamo nell’Opera, possiamo fare quello che vogliamo.

Ha collaborato: Pastore Daniel dos Santos

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12/01/15

Le parole sono portatrici di un immenso potere

 Le parole sono portatrici di un immenso potere

Dobbiamo essere attenti a ciò che diciamo, per il nostro bene, perché noi siamo responsabili per ognuna delle nostre parole.

Gesù disse che renderemo conto di ogni parola che diciamo, perché è da queste che saremo giudicati:
“-Gli uomini renderanno conto di ogni parola oziosa che avranno detta, poiché in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato». (Matteo 12:36,37).

Quindi, penso che bisognerebbe sempre stare attenti a come si usano le parole.

Leggendo nella Bibbia, scopriamo insegnamenti significativi a proposito delle parole: Le parole portano vita o morte quando sgorgano dalle nostre labbra...

"C'è chi, parlando senza riflettere, trafigge come spada, ma la lingua dei saggi procura guarigione." Proverbi 12:18
"Morte e vita sono in potere della lingua; chi l'ama ne mangerà i frutti." Proverbi 18:21

Non abbiamo bisogno di grande esperienza per riconoscere la verità di questi versetti.

Le parole di vita aiutano, ma le parole negative mortificano le persone e le situazioni. Con le parole possiamo costruire o abbattere, incoraggiare o demoralizzare, illuminare il cammino o confondere le idee, benedire o maledire. Le parole hanno il potere di iniziare le guerre o creare la pace, ecc...

Allora, come possiamo, in qualità di discepoli di Gesù, pronunciare parole di vita?
Come possiamo essere tra coloro che non rimpiangono le parole dette?
La risposta sta nel sorvegliare ciò che è dentro il nostro cuore.

In Luca 6:45, Gesù ha detto:
"L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore tira fuori il bene;
e l'uomo malvagio, dal malvagio tesoro tira fuori il male;
perché dall'abbondanza del cuore parla la sua bocca."

Le parole feriscono come coltelli la parte più fragile di una persona, la sua anima. Perciò bisogna che lo Spirito Santo ci aiuti a considerare i nostri pensieri, allo scopo di sviluppare buone attitudini nel nostro cuore, e pronunciare così parole di vita.

"...il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì sé stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente!" Ebrei 9:14

Se ci chiedessero di ricordarci le parole che ci hanno ferito, probabilmente non avremmo difficoltà a ricordarsele. La stessa cosa vale per le buone parole, perché un complimento sincero riscalda il cuore per molto tempo.

"Morte e vita sono in potere della lingua" (Proverbi 08:21).
È sempre importante non dimenticare che le nostre parole fanno la differenza tra la vita e la morte.

Credo che ogni parola detta al momento giusto, è come un mattone che viene aggiunto all'edificio della buona relazione con tutti i nostri simili. Dobbiamo stare particolarmente attenti alle parole, perché esse sono uno strumento molto potente!
Le parole possono anche uccidere ed infatti è stato detto:
"ne uccide più la lingua che la spada"
"la tua lingua ordisce delitti, è come lama affilata". (salmo 52,4)

“Le nostre parole continuano a vivere dopo di noi, nelle azioni che sono generate nelle persone che ci hanno ascoltato, che abbiamo ispirato. Possono essere fiori o veleno, siamo noi a deciderlo. Noi stessi siamo il risultato di tante parole che abbiamo sentito e ascoltato da diverse persone. I nostri valori, le nostre credenze derivano da altre persone che ce li hanno trasferiti in modo più o meno consapevole. Dentro di noi portiamo la vita delle persone con cui siamo entrati in contatto”.

09/01/15

Il nostro corpo e tempio di Dio

Il nostro corpo e tempio di Dio

Secondo la Bibbia il corpo del credente è il tempio dello Spirito Santo:
"Non sapete che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?
Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi." (1 Corinzi 3:16-17)

Se siamo cristiani, credenti nati di nuovo, il nostro corpo è il santuario di Dio, quindi, appartiene a Dio e non a noi.

 La nostra responsabilità consiste nel prenderci cura del nostro corpo. Come credenti, riceviamo da Dio la forza di essere padroni e non schiavi del nostro corpo, in modo che nessun peccato ci domini attraverso le concupiscenze della carne: “Carissimi, io vi esorto, come stranieri e pellegrini, ad astenervi dalle carnali concupiscenze” (I Pietro 2:11).

Poiché siamo il tempio dello Spirito Santo, dobbiamo mantenerci sani e santi. Fare uso di sostanze che danneggiano, disonorano o distruggono il nostro corpo, significa profanare il Tempio di Dio. Il Signore è molto severo con coloro che si rendono colpevoli di questo peccato: “Se uno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui; poiché il tempio di Dio è santo; e questo tempio siete voi” (I Corinzi 3:17).

Ecco perché il credente si tiene lontano da vizi come quello del fumo, dell’alcool ecc..

Una ragione che tiene lontano il credente dalle cattive abitudini è che Cristo è il suo Signore e Padrone.

Gesù ha detto chiaramente che non si possono servire due padroni: “nessuno può servire due padroni; perché o odierà l’uno e amerà l’altro, o avrà riguardo per l’uno e disprezzo per l’altro” (Matteo 6:24).

Se qualcuno vive sotto il giogo di una cattiva abitudine, è giunto il momento di disfarsene. Bisogna permettere allo Spirito Santo di governare la propria vita: ricevendo la capacità di autocrontrollarsi e poter dire come l’apostolo Paolo:
 “Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è utile. Ogni cosa mi è lecita, ma io non mi lascerò dominare da nulla.” (I Corinzi 6:12).

Dobbiamo essere consapevoli che siamo “tempio vivente” dello Spirito Santo di Dio. Ne consegue, quindi, che esso debba essere per Lui una degna dimora.
Ricordiamoci che come credenti abbiamo la responsabilità di onorare Dio anche attraverso la cura del nostro aspetto esteriore.  L'ammonizione, quindi, è molto seria.

 

08/01/15

Figli della carne

Figli della carne

Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio. Se lo Spirito di Dio abita in voi, non siete più nella carne ma nello Spirito. Ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a lui. Romani 8:8-9

Paolo sapeva che in mezzo ai nuovi cristiani romani vi erano molti che avevano accettato Gesù come Salvatore, ma non come Signore.

Questo vuol dire che avevano accettato la fede cristiana, ma non si erano arresi alla stessa fede.

Pensando di identificarsi con i nuovi veri cristiani, ma anche così, erano carnali come in passato.

È ciò che è accaduto con la maggior parte dei credenti: accettano Gesù, ma non si consegnano a Lui.

Motivo per la quale sono impediti di ricevere lo Spirito Santo.

Restano anni in chiesa, ricevono una vasta conoscenza della Parola, conoscono gli oracoli di Dio, ma non li praticano.

Sono figli della carne.

Nella sua lettera ai cristiani romani, l’apostolo lascia ben chiaro che chi non ha lo Spirito di Dio non appartiene a Lui.

Può perfino essere fedele in chiesa ed andare d’accordo con le abitudini religiose, ma se non ha lo Spirito del Signor Gesù Cristo, non Gli appartiene.

È impossibile fingere di avere lo Spirito Santo. La sua carnalità lo identifica.

Quando si è sigillati con lo Spirito di Gesù, i pensieri, i sentimenti e il cuore sono uniti con quelli del Signor Gesù. Non si può ingannare per tutto il tempo.

Paolo dubitava delle conversazioni sincere di molti romani, le considerava dicendo, in altre parole: Voi non dovete restare nella carne, ma in Spirito, se, di fatto, lo Spirito di Dio abita in voi.

Se qualcuno non ha lo Spirito di Dio, questo tale non appartiene al Signor Gesù.

Ho visto molti ipotetici convertiti servendo come servi, parlando come se fossero pieni dello Spirito e comportandosi (in chiesa) come se fossero fratelli …

Però in casa, al lavoro, a scuola, o in strada, pronunciano parole come si esprimono gli idolatri, si vestono come gli increduli, reagiscono come gli indemoniati e si differenziano poco dai figli delle tenebre.

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