07/02/15
Il Risultato dell’abbandono della fede
Anch’io ho vissuto un’esperienza come quella di abbandonare la fede. Io ero di un’altra denominazione, ma ero fedele a DIO e guadagnavo anime per Lui. Mi sposai con una di queste anime, divenendo mio marito. Ma con il tempo, ci siamo raffreddati nella fede ed abbiamo abbandonato GESÙ. Prima lui, dopo io, perché all’epoca il mio dio era lui e non GESÙ.
Subito dopo lui mi abbandonò ed io soffrii molto. Tentai con altre relazioni per riempire il vuoto che era rimasto, ma non servì a nulla. Entrai in una profonda depressione, che generò perfino una menopausa precoce, a soli 38 anni. Pensai molte volte di morire, passai sette anni gemendo … Fino a quando non gridai a DIO di aiutarmi, perché non sopportavo più tanto dolore nell’anima, e attraverso di un programma radiofonico, DIO mi portò all’Universale, che era la chiesa nel quale io dicevo che non ci avrei mai messo piede.
Oggi sono tre anni che sto in Chiesa, sono stata guarita dalla depressione, dal problema alla colonna … DIO ha restaurato mio marito nella fede e lui è tornato da me. Oggi amo mio marito, ma non è più il mio sole. DIO è il Primo in tutto nella mia vita e l’unica cosa che mi manca è il battesimo con lo SPIRITO SANTO, ma credo che accadrà in questo Digiuno, perché mi sono impegnata e decisa a cercare con tutto il mio cuore questo DIO straordinario che ha cambiato la mia vita.
Eliane
Blog Vescovo Macedo
http://blogs.universal.org/bispomacedo/it
06/02/15
Vasi vuoti
Vasi vuoti
Oggi vogliamo parlare con le persone che hanno lo Spirito Santo e che quando arriva il Digiuno di Daniele si domandano: “Essendo una persona già sigillata, perché ho bisogno di fare questo digiuno?”
La risposta è semplice e diretta: per lo stesso motivo che dopo una grande conquista, colui che l’ha raggiunta non può fermarsi nel manifestare la fede, poiché il nostro Dio è Fonte inesauribile di vita e lavora il Suo Potere nella stessa misura in cui io lavoro la mia fiducia!
E chi ha detto che l’Opera dello Spirito Santo si limita al Battesimo?
Perché non possiamo andare oltre nella nostra comunione con Dio al punto di attingere a esperienze nuove e più grandi, ispirazioni, rivelazioni, grandi idee, e tutte loro, sono anche Opera Sue e beneficio esclusivo di chi LO cerca con sete?
Vediamo di capire questo in questa conversazione tra il Profeta e una vedova povera?
“Eliseo le disse: Che cosa devo fare per te?
Dimmi, che cosa hai in casa?
Ella rispose: La tua serva in casa non ha altro che un vasetto d’olio. Allora egli disse: Và e chiedi in prestito a tutti i tuoi vicini dei vasi vuoti; e non chiederne pochi. Quando sei rientrata, chiudi la porta dietro di te e dei tuoi figli, poi versa l’olio in tutti quei vasi mettendoli da parte man mano che saranno pieni. Ella dunque si allontanò da lui e chiuse la porta dietro di sé e dei suoi figli; questi le portavano i vasi ed ella vi versava l’olio. Quando i vasi furono pieni, ella disse a suo figlio: Portami ancora un vaso. Ma egli le rispose: Non ci sono più vasi. E l’olio si FERMÒ.” II Re 4:2-6
Perché è scritto FERMÒ invece di FINÌ?
Perché è impossibile che una cosa data da Dio abbia limite e finisca, quanto più il Suo Proprio Spirito!
L’olio si fermò perché lei non portò più vasi vuoti, perché se così fosse, EGLI le riempirebbe tutti.
È chiaro che lei risolse il suo problema pagando il debito e vivendo del resto, ma sarebbe potuta andare oltre.
Così siamo noi per quanto riguarda lo Spirito Santo, poiché, se sei battezzato, anche tu hai risolto il tuo problema interiore, ma anche tu puoi andare oltre. Fino a quando vivremo in questo mondo, se ci presentiamo ogni giorno davanti a Dio svuotati di noi stessi, di progetti personali e terreni, di sentimenti e affetti, e cercarLO con appetito, di sicuro la Sua Opera nella nostra vita si estenderà ben oltre del battesimo. Verrà qualcosa di molto più grande!
Dio vi benedica abbondantemente!
Vescovo Guaracy Santos
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Oggi vogliamo parlare con le persone che hanno lo Spirito Santo e che quando arriva il Digiuno di Daniele si domandano: “Essendo una persona già sigillata, perché ho bisogno di fare questo digiuno?”
La risposta è semplice e diretta: per lo stesso motivo che dopo una grande conquista, colui che l’ha raggiunta non può fermarsi nel manifestare la fede, poiché il nostro Dio è Fonte inesauribile di vita e lavora il Suo Potere nella stessa misura in cui io lavoro la mia fiducia!
E chi ha detto che l’Opera dello Spirito Santo si limita al Battesimo?
Perché non possiamo andare oltre nella nostra comunione con Dio al punto di attingere a esperienze nuove e più grandi, ispirazioni, rivelazioni, grandi idee, e tutte loro, sono anche Opera Sue e beneficio esclusivo di chi LO cerca con sete?
Vediamo di capire questo in questa conversazione tra il Profeta e una vedova povera?
“Eliseo le disse: Che cosa devo fare per te?
Dimmi, che cosa hai in casa?
Ella rispose: La tua serva in casa non ha altro che un vasetto d’olio. Allora egli disse: Và e chiedi in prestito a tutti i tuoi vicini dei vasi vuoti; e non chiederne pochi. Quando sei rientrata, chiudi la porta dietro di te e dei tuoi figli, poi versa l’olio in tutti quei vasi mettendoli da parte man mano che saranno pieni. Ella dunque si allontanò da lui e chiuse la porta dietro di sé e dei suoi figli; questi le portavano i vasi ed ella vi versava l’olio. Quando i vasi furono pieni, ella disse a suo figlio: Portami ancora un vaso. Ma egli le rispose: Non ci sono più vasi. E l’olio si FERMÒ.” II Re 4:2-6
Perché è scritto FERMÒ invece di FINÌ?
Perché è impossibile che una cosa data da Dio abbia limite e finisca, quanto più il Suo Proprio Spirito!
L’olio si fermò perché lei non portò più vasi vuoti, perché se così fosse, EGLI le riempirebbe tutti.
È chiaro che lei risolse il suo problema pagando il debito e vivendo del resto, ma sarebbe potuta andare oltre.
Così siamo noi per quanto riguarda lo Spirito Santo, poiché, se sei battezzato, anche tu hai risolto il tuo problema interiore, ma anche tu puoi andare oltre. Fino a quando vivremo in questo mondo, se ci presentiamo ogni giorno davanti a Dio svuotati di noi stessi, di progetti personali e terreni, di sentimenti e affetti, e cercarLO con appetito, di sicuro la Sua Opera nella nostra vita si estenderà ben oltre del battesimo. Verrà qualcosa di molto più grande!
Dio vi benedica abbondantemente!
Vescovo Guaracy Santos
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04/02/15
Per lo Spirito Santo non c’è regola
Per molti che erano riuniti nella presenza di Dio, pronti per ascoltare la Parola, Pietro iniziò a dire che Dio non faceva eccezioni di persone, e che chiunque fosse giusto, ossia, che vivesse per la fede, sarebbe accetto.
Disse inoltre che Gesù Cristo era il Signore e che fu unto con lo Spirito Santo e Potere per curare e liberare gli oppressi dal diavolo. Che Egli era morto e resuscitato nel terzo giorno, e che per mezzo del Suo Nome
Tutti coloro che avrebbero creduto in Lui riceverebbero la remissione dei peccati.
Ed è parlando di queste cose che lo Spirito Santo fu versato su tutti che ascoltavano la Parola. Loro non erano stati ancora battezzati nelle acque. Ma furono battezzati nello Spirito Santo, questo prova che loro non solo ascoltarono, ma anche accettarono in modo sincero e veritiero la Parola di Dio.
L’obbedienza alla Parola viene dopo la sua accettazione. Io accetto e ubbidisco; se non ubbidisco, è perché non ho accettato.
Quante persone si sono già battezzate nelle acque varie volte, e anche così non sono state battezzate con lo Spirito Santo?
Il battesimo nelle acque senza l’accettazione della Parola di Dio non è valido. Lo Spirito Santo, non necessita di una regola per essere versato, si, necessita di una consegna totale e completa della vita sull’Altare, attraverso dell’obbedienza.
Noi stiamo vivendo il Digiuno di Daniele, momento propizio per restare più sensibili alla Parola di Dio, non solo per ascoltarla, ma anche per obbedirla.
Una volta che tu ti sei consegnato al 100% a Lui, nella stessa proporzione e nella stessa intensità Lui Si consegna al 100% a te attraverso del Suo Spirito.
Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola. […] Allora Pietro prese a dire: Può alcuno vietare l’acqua, perché siano battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo proprio come noi? Così egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù.
Atti 10:44;46-48
Vescovo Djalma Bezerra
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03/02/15
15 minuti
Mi piacerebbe condividere con lei l’esperienza che abbiamo avuto oggi qui in La Mana.
C’era uno degli evangelisti in una casa evangelizzando quando, all’improvviso, sentiamo un grido e vediamo le persone piangere. Andai fino là per vedere, e per nostra sorpresa, un preadolescente di 12 anni si era appena suicidato, lui si impiccò.
Vedemmo la sofferenza della famiglia. Commentai con i due evangelisti che disgraziatamente arrivammo tardi. Era questione di arrivare soltanto 15 minuti prima, e può darsi che questa tragedia non sarebbe accaduta. In quello stesso momento lo Spirito Santo parlò con me che se io avessi più discepoli questo non sarebbe accaduto.
Sicuramente, mentre io starei in una casa, gli altri starebbero nella casa di questa famiglia che oggi piange per la perdita del loro figlio ancora un bambino. Per il fatto che il padre gli disse che non lo avrebbe portato a Manabi, lui disse che si sarebbe ucciso. Ma nessuno diede importanza e lui andò ad impiccarsi.
Le foto sono di pochi istanti dopo l’accaduto. La famiglia era ancora sotto shock, e altri, gridando.
In questo Digiuno dobbiamo mettere tutta la nostra forza nel formare discepoli e portarli al battesimo con lo Spirito Santo, perché così avremo un esercito più forte e in grado di disfare le opere del diavolo.
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Ubbidisce chi ha giudizio…
Un giorno è accaduto a me. Mi raffreddai nella fede e iniziai a guardare alle cose materiali, non dando valore alle cose che solo Dio mi poteva dare, così presi mia moglie e mia figlia, che all’epoca aveva 2 anni, e abbandonai tutto, pensando che la fuori avrei avuto una vita adagiata, ma tutto ciò che ebbi furono delusioni.
Il mondo entrò in me, e in poco tempo, circa 4 mesi fuori dalla Chiesa, io sprofondai nella dipendenza dell’alcool, sigarette, e non tardò perché io iniziassi a far uso di droghe.
Con sei mesi fuori dalla Chiesa, la società mi considerava già un tossicodipendente. Non desideravo a nessuno quella vita. Per completare, mi separai da mia moglie e abbandonai mia figlia; già non avevo speranza di ritornare. Stavo subendo minacce di morte dagli spacciatori e ebbi un revolver puntato alla testa varie volte.
Andai via da Belo Horizonte (MG) e andai a San Paolo per tentare di cambiare vita, ma peggiorai ancora di più.
Fino a quando mi iniziai a ricordare del tempo in cui ero pastore, quando predicavo la Parola di Dio e il popolo mi ascoltava. Così, girovagando per le spiagge di San Paolo, presi la decisione di ritornare alla mia terra, BH, perché mia figlia stava terribilmente malata.
Ma tornando davanti a quella situazione, sprofondai ancora di più nelle droghe.
Così un giorno, davanti a un overdose, nell’ansia della morte, ascoltai la Voce di Dio. Lui diceva: “Ecco che pongo dinanzi a voi la vita o la morte, la scelta è tua. ADESSO!”
E nella disperazione, urlai dentro di me: “Io scelgo la vita!”
Dopo quella sofferenza, Dio mi liberò, poi presi la decisione di cambiare vita, e non tardò molto tempo perché io ricostruissi la mia vita. Tornai da mia moglie, mia figlia, e al più importante, tornai nelle braccia di Gesù, e Lui mi accettò.
Oggi ho ribaltato la situazione e sto tornando nel luogo da dove non sarei mai dovuto uscire: come pastore, l’ALTARE.
FORZA! PERCHÉ C’È ANCORA L’OPPORTUNITÀ PER VOI CHE UN GIORNO SIETE USCITI E CHE VOLETE RICOSTRUIRE LA VITA CON DIO.
Reginaldo Ferreira Nabuco
Blog Vescovo Macedo
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Il valore dell’Altare
Salve, vescovo!
Qui è Igor, il ragazzo che lei ha ricevuto quest’ultimo martedì.
Voglio informarla attraverso di questa e-mail che ho già messo in pratica l’orientamento che mi dato durante la nostra conversazione quest’ultimo martedì. E mi sto sentendo veramente meglio. Ho telefonato a Jessica davanti a mia moglie e le ho parlato. Le chiesi perdono per tutto ciò che accadde e le dissi che sarei felice se lei, come me, lottasse per ribaltare la situazione. Lei mi rispose che sta lottando per la sua Salvezza e che è decisa in chiesa. Anche lei mi ha chiesto scusa e, grazie a Dio, mi sto sentendo meglio.
Non avrei mai immaginato che un giorno avrei passato tutto questo. Sono sempre stato uno dell’altare, non ho mai avuto molti amici – principalmente se la persona aveva un comportamento sbagliato – non sono mai stato un donnaiolo, neanche quando stavo nel mondo, e in chiesa non avevo l’abitudine di ricevere donne. Per pensare che io non sarei mai caduto a causa di una donna, sottovalutai il diavolo, e nell’unica volta che io feci questo tipo di controllo, caddi in questa trappola.
Ho sempre cercato di dedicarmi alle cose di Dio, e non capisco perché ho lasciato il diavolo derubarmi in questo modo. Ho sofferto molto a causa di tutto questo. Ho sofferto con le accuse della mia coscienza, ho sofferto con le accuse e rifiuto di molti che si mostravano miei amici – so di meritarmi questo, ho sofferto, principalmente, nel sapere che ho ferito il mio Signore che si è sempre preso cura di me, e ho sofferto per aver deluso persone che mi amavano e credevano che io fossi un uomo di Dio.
Non c’è stato un giorno che non abbia pianto, un dolore gigantesco prese la mia anima. Fu come lei predicò uno di questi giorni: le persone restano con un buco dentro loro, che non vi è nulla che riesce a colmare il vuoto che resta dentro al nostro cuore. Per questo, ho deciso insieme a mia moglie di fare una pazzia sull’Altare, nel Fuoco Santo. Abbiamo fatto e chiesto a Dio che Egli riparasse questa tragedia e che Lui non si allontanasse da me, e che in futuro, mi desse le condizioni di serviLO nuovamente.
Approfittai di questo momento di tristezza e angoscia per umiliarmi davanti a Dio, cercarLO come mai cercai, misi tutta la mia forza.
Quello che ho sofferto in quest’ultimi tre mesi, non li ho sofferti neanche quando non conoscevo Gesù, ma in nessun momento ho mai pensato di abbandonare la fede o di andare in chiesa, anche se apparivano sempre gli inviti del diavolo, perché il mio cuore è sull’Altare dell’Universale.
La mia vita si sta assestando, stiamo già lavorando e organizzando la nostra vita, ma resta un vuoto, il vuoto dell’Altare. Sono felice per aver riconquistato la fiducia del mio Dio e la mia Salvezza, ma sento un dolore, il dolore di aver perso una delle cose che più amavo, che era il privilegio di predicare l’Evangelo. Non desidero questo dolore per nessuno, ma sarebbe buono che molti pastori passassero ciò che io sto passando perché loro possano dare più valore all’Opera di Dio, poiché sto imparando a dare valore alle minime cose. Non permetterò mai più che il diavolo faccia ancora questo con me, perché adesso so che non posso chiudere gli occhi neanche per un secondo.
Sono maturato molto, e a volte sembra perfino che tre mesi siano poco tempo, ma io le dico che qui fuori un giorno è come se fosse un anno. Perfino oggi io non riesco ad approfittare di questa “libertà” che abbiamo qui fuori. Quando io stavo come pastore, vedevo i pastori raggianti quando guadagnavano tre giorni di riposo, incluso io stesso ero felice, e adesso sono qui dalla parte esterna e ho tutto il tempo per fare ciò che voglio, ma non riesco, non è divertente. Io darei tutta questa libertà per diventare nuovamente schiavo di Gesù.
Quando uscii dall’Opera, decisi che avrei affrontato tutto per avere la mia Salvezza di nuovo e, in futuro, una chance di poter fare di nuovo l’Opera, ed io sono in questa fede, vescovo. Siamo nel gruppo di evangelizzazione e nell’aula di ex-pastori. Mi sto ponendo a disposizione di Dio, poiché ho compreso in questa domenica, che dobbiamo stare ai piedi del grande IO SONO, e oggi riconosco che ho bisogno di Lui perché l’opera sia fatta. Ed io credo che sarà!
La ringrazio per avermi considerato, pur non meritarlo, e di aver letto questa e-mail.
Sto inviando lo stesso con l’unico obiettivo di chiarire ciò che mi è accaduto, perché so che l’Opera è dello Spirito Santo, e se l’uomo non mi ha abbandonato, quanto più Lui!
Confesso di esser rimasto sorpreso e molto felice del modo di come lei ci ha ricevuti in quest’ultimo martedì, perché non merito questo tipo di trattamento. Ancora una volta lei mi ha dimostrato di avere lo Spirito di Dio.
La ringrazio, vescovo!
Igor (E-mail inviata al vescovo Gonçalves)
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