09/05/15

Ti senti sempre al punto 0?


    Tutti i giorni danno passi, ma sentono che non usciranno mai dallo stesso posto o che sono letteralmente persi, poiché, le loro vite continuano nella più (im)perfetta (a)normalità….

Esisteva una maledizione sulla famiglia della Tera, che contraddiceva che la stessa avesse discendenti. Iniziò con l’uccidere il figlio più giovane, Aran, mentre suo padre era ancora vivo e impedì anche che il figlio più anziano della Terra, Abramo, avesse figli.

    “Questa è la discendenza di Tera. Tera generò Abramo, Naor e Aran; Aran generò Lot. Aran morì in presenza di Tera, suo padre, nel suo paese natale in Ur dei Caldei. Abramo e Naor si presero delle mogli; il nome della moglie d’Abramo era Sarai; e il nome della moglie di Naor, Milca, che era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca. Sarai era sterile; non aveva figli.”
    Gn 11:27-30

Per rendersi conto che una maledizione incombeva sulla sua famiglia, Tera decise di prendere i suoi figli, nuore e nipote e abbandonare quel luogo. Così, partì da Ur dei Caldei, con l’obiettivo di andare a Canaa. Ossia, lui tentò di risolvere un problema spirituale, soprannaturale, facendo uso di armi fisiche, naturali. E che cosa accadde?

    “Tera prese Abramo, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, cioè figlio di suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie d’Abramo suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Canaan. Essi giunsero fino a Caran, e là soggiornarono. Il tempo che Tera visse fu duecentocinque anni; poi Tera morì in Caran.”
    Gn 11:31-32

Conviene porre in evidenza che Tera era un uomo al quale mancavano due cose molto importanti:
1° La Promessa di Dio;
2° La manifestazione di una Fede Soprannaturale.

Lui stava lì con molta paura, angosciato, triste per dover seppellire i suoi figli più giovani, triste per il suo secondo figlio che si era accomodato con la situazione e non voleva seguirlo e triste per avere il suo primogenito sposato con una donna sterile … per tutto questo, Tera rimase a metà percorso.

Ed è questo che accade quando la persona non usa le sua Fede Soprannaturale, ossia, per quanto più buone possano essere le sue intenzioni, per quanto possano essere maggiori le sue capacità e mezzi, lei resterà sempre a metà percorso. E Abramo assistette a tutto questo nella sua famiglia:
– Alla morte di suo fratello più giovane;
– All’angoscia di suoi nipote Lot;
– L’infelicità di suo fratello Naor;
– All’impotenza di suo padre, che morì a metà del percorso, non riuscendo a giungere a Canaa.

E  cosa è accaduto?
Dio ordinò a Abramo che uscisse dalla sua terra, dal suo parentado e dalla casa di suo padre per una terra che ancora gli avrebbe dovuto mostrare, caso contrario, lui sarebbe stato il prossimo ad essere seppellito. E che cosa fece Abramo? MANIFESTÒ UNA FEDE SOPRANNATURALE e CREDDE NELLA PROMESSA DI DIO!

La sua Fede era Intelligente, poiché si mostrava insoddisfatta con la sua situazione fisica, economica, famigliare e spirituale. Se lui fosse rimasto in Aran, anche lui sarebbe morto…
Per questo Dio lo chiamò, poiché vide in Abramo una Fede SOPRANNATURALE, una INSODDISFAZIONE!

Non c’è come conquistare, senza sapere dove … se aspettiamo, come non fece Abramo, ma lo fecero tutti i suoi famigliari, resteremo a metà del percorso, come accadde ad ognuno di loro.

Dio diede ad Abramo l’opportunità, al quale lui si aggrappò “con unghie e denti” … ed Egli continua a dare questa stessa opportunità ad ognuno di noi, individualmente, perché non veniamo a fermarci a metà percorso, diventando uguali ai nostri avi, fratelli, zii, cugini, madre o padre…
Ma differenti, chiaramente SOPRANNATURALI!

E ripensaci se pensi che per il fatto di stare nella Comunità Cristiana dello Spirito Santo tu non ti sei fermato a metà strada, perché, se tu ti dici Battezzato con lo Spirito Santo, ma non evangelizzi, non guadagni anime, non lotti per la tua famiglia, non cerchi continuamente nuove conquiste in tutte le aree, significa che ti accontenti con la tua vita naturale…
TU TI SEI LETTERALMENTE FERMATO A METÀ STRADA, perché non hai manifestato la tua INSODDISFAZIONE, la tua FEDE SOPRANNATURALE …
Questo senza parlare di coloro che neanche un graffio escono, perché non si sono liberati, non si sono convertiti, ossia, ancora non sono nati di nuovo.

Il nostro cammino termina soltanto quando il nostro ultimo respiro, ossia, quando arriverà il nostro giorno per andare al Signor Gesù.

Per questo, sii un “insoddisfatto per natura”, non accettare il naturale nella tua vita, manifesta la tua FEDE SOPRANNATURALE!

Vescovo Júlio Freitas.
http://iurditalia.org

08/05/15

Il Cambiamento (1 Parte)

 
Dice così il Sacro Testo, parole del Signor Gesù:
 “Le Ho dato tempo perché si ravvedesse, ma lei non vuol ravvedersi della sua fornicazione”.
È l’atto sessuale al di fuori del matrimonio. I sigle per esempio, chi non è sposato e si prostituisce, ha rapporti sessuali con una persona, sempre differente, un compagno, senza l’impegno del matrimonio, questo è definito “fornicazione”.

“Adulterio” è quando la persona è già sposata, la persona ha già un’alleanza con qualcuno, e rompe questa alleanza. Questo si definisce “adulterio”.

Quindi la fornicazione, qui, Egli parla per quelli che non si sono ravveduti!
Quando la persona sbaglia, come noi, gli esseri umani sbagliamo, e noi non riconosciamo il nostro errore, noi entriamo in uno stadio molto grave!
Peggio di te che sbagli, peggio di te che pecchi, peggio di te che fornichi, spiritualmente parlando, fornicare sarebbe: mentire, mantenere una ferita, praticare l’idolatria, desiderare la morte di qualcuno, pianificare l’omicidio di qualcuno, pianificare la tua stessa morte, il suicidio, prostituirti fisicamente con una persona cercando il piacere sessuale ma compromettendo la tua vita spirituale, la tua coscienza pulita.

Quando la persona lo fa, questa persona, ancor peggio dell’errore che ha commesso, che è una fornicazione agli occhi di Dio, perché la persona conosce già la verità!
Quando noi disconosciamo la Verità, Dio prende questo come un peccato, un peccatore che disconosce la Verità, vive in accordo con ciò che sente, in accordo con ciò che vede, in accordo con ciò che ascolta.

Ma, una volta che tu ed io conosciamo la Verità, noi la dobbiamo vivere e non in accordo, con ciò che ascoltiamo, vediamo o sentiamo!
Ma in accordo con ciò che Dio dice!

Perché è ciò che è meglio!
Quello che ci dice, quello che Egli ci insegna, sono insegnamenti pratici, liberatori e realizzatori!
Ma tu come me, dobbiamo praticarli!
E quando tu ed io li rifiutiamo, allora, stiamo fornicando!
Spiritualmente parlando.

Riuscite a capire?
Io credo in Dio, vado in chiesa, voglio le benedizioni di Dio, voglio essere felice (…) ma tu, vuoi fare le cose a modo tuo!
È come, cercare Dio la domenica e, vivere gli altri sette giorni della settimana per servire te stesso! Non funziona!

Così, Dio lascia ben chiaro, che peggio di te che sbagli sei tu che non riconosci il tuo errore!
Peggiore che tu commetta un peccato, e tu che non lo confessi!
E chiedere perdono a Dio e abbandonarLO!

Peggio di te che sbagli, sei tu che non riconosci e non confessare e non abbandonare l’errore!
Sbagliare è umano!
Gesù lo sa! Gesù ha detto, ascolta per favore!
Che nessuno di noi è perfetto, Lui non esige perfezione da nessuno!
Ciò che Lui chiede è obbedienza e santità!
Che significa… Separarsi.

Tu hai sbagliato?
Ti sei prostituito, tu hai mentito, tu hai praticato la stregoneria, l’idolatria, tu hai tentato il suicidio, tu hai tentato un omicidio, tu hai rubato, tu hai imbrogliato?

Pazienza, confessa!
Tu confessi, Egli ti perdona, tu abbandoni quell’errore, tu ti rialzi e continui la tua giornata in questa vita!
A testa alta!
Senza vergognarsi del passato. Come?
Esiste solo un modo perché tu non ti senta in vergogna del passato, è un nostro pensiero, e voi che siete più maturi, mi potete correggere.

Io sono abituato a dire che non ci dobbiamo vergognare del passato, quando il nostro presente è completamente differente!

Vescovo, io parlo differente, penso differente, agisco differente, reagisco in modo differente.
Allora, tu non ti devi vergognare del tuo passato!
Ciò che è stato è stato! Quel che importa realmente, è adesso!
Quel che importa è che a partire da oggi, quindi vedi che Dio, quindi vedi che Gesù disse: “Io Le Ho dato tempo”.
Grazie!
Cos’è che ci da Dio?
Tempo!
Io vi ho lasciato fare la vostra volontà. Guarda cosa abbiamo avuto … solo frustrazioni, delusioni, amarezza, accuse.
Adesso sei qui in casa Mia, ascoltando la Mia Parola, “IO” ti sto dando tempo.

Tempo per cosa?
Tempo perché tu possa ascoltare, analizzare, confessare, abbandonare!
Ma, tu non approfitti di questa opportunità!

Il tempo sta passando, tu stai invecchiando, e la tua vita sta essendo peggiore!
Perché?

Perché tu aspetti che gli altri cambino, quando invece sei tu che devi cambiare!

Tu stai aspettando che le circostanze, cambino, quando sei tu, che devi cambiare!

Tu non puoi aspettare che il nuovo partito politico, cambi la tua vita!
Che una nuova religione, cambi la tua vita!
Che un libro cambi la tua vita!
Che una nuova relazione cambi la tua vita!
Che un viaggio cambi la tua vita!
Tu non puoi aspettare che gioielli, feste, cambino la tua vita!
Perché il cambiamento della vita è da dentro verso l’esterno!
Non è da l’esterno verso l’interno!

Vescovo Júlio Freitas - (IURD/Portogallo)

Comunità Cristiana dello Spirito Santo
http://iurditalia.org/

05/05/15

Che cosa ha fatto il vizio nella tua vita?

Il Giorno Nazionale del Combattimento al Vizio

Che cosa ha fatto il vizio nella tua vita?

Qual è il tuo limite per mettere un punto finale a ciò che ti sta distruggendo?

Il vizio ha cura?

In cerca di una riunione specifica per aiutare e orientare i viziati e i suoi familiari è nato questo Trattamento. L’esperienza che ebbe nel mondo delle droghe, sommata all’enorme desiderio di salvare i viziati, ispirò il vescovo Rogerio Formigoni ad offrire, gratuitamente, questo Trattamento!

La cura dei vizi è una lotta che, quando si decide di combattere fino alla fine, è vinta da ogni persona che fa parte di questo Trattamento. Ogni vizio è uno spirito, e ogni spirito può essere scacciato, per questo la cura è reale!

5 Passi per la famiglia del dipendente

1° PASSO
Capire che la dipendenza del famigliare non è mancanza di carattere, uno sviamento di condotta o una questione di comportamento, ma uno spirito che domina la mente del viziato.
Una volta che si sa questo, si passa a capire che la battaglia è prettamente spirituale e che la famiglia deve lottare con tutte le sue forze per liberare il suo famigliare dal dominio di questo spirito.

2° PASSO
Non aspettare che il dipendente chieda aiuto perché tu inizi ad agire. Anche perché, nella maggior parte delle volte, lui dice che non vuole aiuto e nega di essere viziato, ciò lascia la famiglia impossibilitata di agire, giacché tutte le terapie esigono che il dipendente sia presente.
“Il trattamento per la Cura dei Vizi” è l’unico trattamento in cui la famiglia può cercare la cura senza che il dipendente sia presente.

3° PASSO
Non lasciarti mai condizionare dalle parole del dipendente, come “io non voglio aiuto”, “mi piace farne uso e non voglio smettere”, “ ne faccio uso perché voglio e smetto quando mi pare”, “non serve a nulla cercare aiuto, perché non voglio smettere …”

Queste parole, per quanto possano essere convincenti, sono condizionate dallo spirito del vizio per demotivare la famiglia di lottare. La miglior cosa da fare è aspettare il momento giusto per convincerlo a venire al trattamento. Questo accade quando lui inizia a percepire le perdite che sta avendo e i danni. La cosa che la famiglia può fare è di aiutarlo a percepire questo.

4° PASSO
Differente da ciò che molte famiglie fanno, il famigliare dipendente deve essere trattato con amore e comprensione. Evita di accusarlo o condannarlo per le cose che fa. Per quanto più possa essere difficile, questo è l’unico modo di tenerlo legato alla famiglia, perché, quando si agisce in modo contrario, si finisce con l’allontanare il famigliare, situazione questa che crea una barriera tra lui e la famiglia e fa in modo che lui si senta accolto dagli altri dipendenti che affrontano anche loro le stesse difficoltà famigliari.

5° PASSO
Non conformarti con l’idea diffusa dai trattamenti che il vizio non ha cura e che tu dovrai convivere con il tuo famigliare viziato per il resto della vita. Questo non è vero!

Serve solo per demotivare la famiglia nel lottare per il dipendente.
Il Trattamento per la Cura dei Vizi ha dimostrato che c’è cura!

Sono già migliaia le persone curate definitivamente!
Ciò di cui la famiglia ha bisogno, è di venire al trattamento, credere, perseverare e obbedire. Così, lei avrà indietro il suo famigliare trasformato.
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 Tratamento per la cura dei vizi.
12 Maggio alle ore 20.
Viale di Porta Tiburtina 18/20 Roma.
Presenza confermata del Vescovo Rogerio Formigoni.

Info:
- 06 44702566
- 02 45494940
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Se sei stanco di soffrire, partecipa al Trattamento per la Cura dei Vizi


Se sei stanco di soffrire, partecipa al Trattamento per la Cura dei Vizi, il 12 maggio, nella Chiesa Cristiana.

Il Giorno Nazionale del Combattimento al Vizio


    Che cosa ha fatto il vizio nella tua vita?
 Qual è il tuo limite per mettere un punto finale a ciò che ti sta distruggendo?

Se sei stanco di soffrire, partecipa al Trattamento per la Cura dei Vizi, il 12 maggio, nella Chiesa Cristiana.

Chi vede il vescovo Rogerio Formigoni che realizza la Riunione del “Trattamento della Cura dei Vizi”, non immagina le storie di molta pazzia, piena di vizi, sesso e adrenalina che lui ha vissuto. Cocaina, colla, anfetamine, LSD, tè allucinogeni, crack e tutto ciò che dava una sensazione di euforia o potere, Rogerio l’ha provato. Fu così che conobbe tutti i piaceri che il mondo può offrire. A causa delle droghe e dei soldi del traffico, non mancavano donne e notti fuori casa, frequentava case di prostituzione, si relazionava con molte donne sposate, single, accompagnatrici, ecc. Fu invitato ad andare nella Chiesa Cristiana, dove scoprì il responsabile del vizio delle droghe, e distruzione della sua vita, che era circondata dall’angoscia, paura e depressione. Il suo cambiamento fu talmente grande che iniziò a voler aiutare gli altri.

Il vizio ha cura?

In cerca di una riunione specifica per aiutare e orientare i viziati e i suoi familiari è nato questo Trattamento. L’esperienza che ebbe nel mondo delle droghe, sommata all’enorme desiderio di salvare i viziati, ispirò il vescovo Rogerio Formigoni ad offrire, gratuitamente, questo Trattamento!

La cura dei vizi è una lotta che, quando si decide di combattere fino alla fine, è vinta da ogni persona che fa parte di questo Trattamento. Ogni vizio è uno spirito, e ogni spirito può essere scacciato, per questo la cura è reale!
Il piacere ingannevole dei vizi

I vizi possono anche provocare una sensazione di piacere, ma in poco tempo questo piacere finisce per diventare una schiavitù e avere un effetto devastante.
Come funziona la mente del viziato?

Lo spirito del vizio “PARLA” nella mente del viziato: “oggi sarà l’ultima sigaretta, l’ultima dose…” Il viziato, senza percepirlo, ascolta e accetta, ancora una volta questa voce che viene nella sua mente e lo domina […]

Il consumo di droghe causa danni estremi. Lei compromette la mente, annichilisce la coscienza e deteriora il corpo.

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Tratamento per la cura dei vizi.
12 Maggio alle ore 20.

 Viale di Porta Tiburtina 18/20 Roma.

Presenza confermata del Vescovo Rogerio Formigoni.

Info:
- 06 44702566
- 02 45494940

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04/05/15

Cura dei vizi 12 Maggio !!!

Lui è il Cervello

Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; è lui il principio, il primogenito dai morti, affinché in ogni cosa abbia il primato. Colossesi 1:18

Non c’è nulla di sbagliato nel dire che siamo membri di tale chiesa, alla fin dei conti, tutti noi facciamo parte di una chiesa, ma ciò che dobbiamo realmente valutare è se siamo membri del Corpo del Signor Gesù. Poiché, dinnanzi ai fatti, abbiamo osservato che non basta, per esempio, che la persona sia membro della Chiesa Universale, e non esserlo del Corpo di Gesù.

Per essere membri del Suo Corpo è necessario essere collegati alla
Testa. Puoi osservare che quando il nostro cervello da un ordine perché il dito mignolo del piede si muova, immediatamente, lui obbedisce. Perché, nonostante la distanza, il dito è collegato 24 ore al giorno al comando che proviene dal suo “signore cervello”.

Ma se questo stesso dito per qualche motivo fosse fuori dal corpo, anche se il cervello gridasse perché lui si muova, lui ubbidirebbe? In nessun modo! Quindi, il corpo umano funziona nello stesso modo armonioso e molto ben sincronizzato con il cervello, perché l’obbedienza è qualcosa presa molto seriamente dai suoi membri, arriva ad essere automatico. Il cervello da gli ordini e, immediatamente, tutti ubbidiscono, così vi è vita in quel corpo. Così deve essere con il Corpo di Cristo, i Suoi membri non potrebbero mai rifiutare un ordine che il Cervello chiamato GESÙ da per mezzo della Sua Parola.

Ma, seguendo la verità nell’amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. Da lui tutto il corpo ben collegato e ben connesso mediante l’aiuto fornito da tutte le giunture, trae il proprio sviluppo nella misura del vigore di ogni singola parte, per edificare se stesso nell’amore. Efesini 4:15-16

Se il “Cervello Gesù” dice:
Consegna la tua vita sull’Altare, è da consegnare.
Pregate, è pregare.
Perdonate, è perdonare.
Prendete un comportamento di fede, ed è ciò che è da prendere.
Abbandonate il peccato, è da abbandonare.
Sacrificate, è sacrificare.

Se un membro del corpo umano è tranciato, in poco tempo ammuffirà, si secca e sparisce. Molti pastori, collaboratori un giorno erano collegati al Corpo di Cristo, ma, con la loro disobbedienza alla Parola del loro “Cervello Gesù”, si sono scollegati, e oggi si trovano in una situazione disastrosa, quasi irreversibile.

Dove vi è l’attuazione immediata degli ordini del “Cervello Gesù”, i membri cresceranno, saranno salubri e prosperi e avanzeranno nelle conquiste e, soprattutto, della Salvezza. Caso contrario, tu sarai solo membro di una denominazione, del corpo dei pastori o dei collaboratori, ma non fai parte, almeno per ora, del Corpo del Signor Gesù.

PENSATE!

Ha collaborato: Vescovo Sergio Correa


Blog: Vescovo macedo.
http://blogs.universal.org/bispomacedo/it

Quando il servo diventa re

Vediamo continuamente nei notiziari i disastri provocati dagli effetti dei terremoti in varie parti del mondo. Le immagini sono impressionanti: persone disperate, sbilanciate da una parte e dall’altra, tentano di afferrarsi a qualcosa senza riuscire a fermarsi. Molti finiscono sotto le macerie degli edifici, che crollano a causa dei terremoti. Crateri e crepe si aprono nella terra. Pregiudizi giganteschi e vite perse all’improvviso e inaspettatamente. Hai mai immaginato quale possa essere la sensazione di sentir tremare il pavimento sotto ai tuoi piedi? Questa è una situazione disperata in cui nessuno desidera vivere.

Ma, purtroppo, molti che sono nell’Opera di Dio hanno provocato un terremoto devastatore nelle loro vite. La Bibbia afferma che, quando il servo diventa re, la terra freme Proverbi 30:21-22. Il terreno è scosso, in modo tale che non si riesce a restare più in piedi. Un vero terremoto avviene sotto i piedi dei servi che passano ad essere signori di se stessi. E tutto ciò che hanno costruito nel corso degli anni di servizio crolla in un batter d’occhio.

Questo accade perché ciò che ci sostenta nel Regno e nell’Opera di Dio è il fatto di avere realmente, Gesù come nostro Signore. La Sua signoria è responsabile per la nostra stabilità e equilibrio. Così, quando qualcuno lascia la sua condizione di servo e si pone al posto del signore, questi non può più essere sostentato da Dio, e né può sostenersi da se per molto tempo. Lì iniziano le scosse: orgoglio, peccato, autosufficienza, rancore, rilassamento, avidità, malizia … Tutti loro danni provocano grandi danni. E chi riuscirà a restare in piedi con loro?

È per questo motivo che molti pretendono di abbandonare l’Opera per cose molto piccole. Molte volte per una parola detta male, un ordine più severo, un richiamo che non ha fatto piacere, un consiglio opposto al suo volere o una ingiustizia, sono sufficienti perché questi cadano. Ma in verità, cadono a causa di queste cose, ma perché stava già avvenendo un terremoto sotto i loro piedi, e le loro strutture erano già crollate. Sono passati da servi a signori, hanno smesso di servire perché hanno voluto esser serviti. E dato con non sono stati e neanche potevano essere, hanno abbandonato ciò che Dio gli aveva affidato, come se stessero facendo un favore all’Altissimo.

I servi di Dio si mantengono in piedi, ma i signori di se stessi vengono inghiottiti dalla terra che calpestano. Siamo stati chiamati per servire, non per essere serviti. Tutti coloro che si caricano questa seconda finalità dentro di se, perdono la visione di ciò che è l’Opera, e non rimangono in lei e neanche nel Regno di Dio – perché che regna le loro vite sono loro stessi, e non più il Signor Gesù.

Blog: Vescovo macedo.
http://blogs.universal.org/bispomacedo/it

01/05/15

Segreti e Misteri della Fede

Quando parliamo di fede non stiamo pensando di rimuovere le persone dalle loro rispettive religioni. Anche perché, religione per religione, qual è la differenza?
Gesù non ha mai predicato la religione. Egli annunciava il Regno di Dio, dove le persone hanno il diritto di vivere una vita degna; dove la Giustizia, la Misericordia e la Fede sono abbondanti.

La fede tratta della certezza che Dio compirà tutto ciò che ha promesso.
Cerchiamo di trasmettere questa fede raggiunta per condurre le persone al Suo Regno. La Fede tratta di Vita di qualità, generata e trasmessa dal Trono dell’Altissimo.

Primo, Gesù disse di essere la Vita, in seguito disse che la Vita viene per la fede.
Ma, che tipo di fede?
Tutto il mondo ha fede, e non per questo ha vita…
Perché?

La qualità della fede che si ha riflette la stessa qualità di vita che si possiede. Se il tipo di fede di una persona è soggetta agli obblighi della sua religione, allora lei non ha diritto di esigere una vita di qualità.

Perché nessuna religione è in grado di rispondere alle necessità della vita di qualità.
Questa è possibile soltanto per mezzo della fede esercitata nella Parola dell’Autore e Creatore della Vita: Gesù Cristo.
Unire questa regola con gli obblighi religiosi è pura perdita di tempo.

Una cosa o l’altra.
O tu pratichi la Parola di Dio e lasci subito le abitudini religiose per vivere nella fede e per la fede o dimentichi della nuova vita proposta dal Signor Gesù.

La vita religiosa non ha nulla a che vedere con la vita per la fede. Nella vita religiosa il fedele obbedisce a ciò che detta la sua religione. Nella vita per la fede, il fedele obbedisce a ciò che detta la Parola di Dio.

Di fatto, è molto più facile obbedire alla religione che a Dio. I sacrifici della religione non coinvolgono tanto sacrificio quanto la Parola di Dio. In compenso, nessuna religione risponde ai desideri umani. Ma la fede, si! La fede da accesso all’impossibile. Marco 9:23

Perché tutto è possibile a colui che crede?
Primo, perché il Signor Gesù ha promesso;
Secondo, perché la fede è il soffio dello Spirito di Dio nei Suoi fedeli.

La fede tratta dell’obbedienza alla Parola del Dio Altissimo. Solo così si comprendono i Suoi segreti e misteri.

Chi ha fede progetta, determina e realizza i suoi sogni. Arriva dove vuole.
Non dipende dalla fortuna, non è soggetto alle maledizioni ne alle piaghe nemiche …
Non cammina in accordo con i consigli degli empi e ne si siede in compagnia degli schernitori.

Prima, credi che la piaga del condor magro non uccide il cavallo grasso.

Il soffio della Vita di Dio è la fede.
Lo Spirito di Dio è Vita e senza Lui non c’è fede, non vi è soffio, non vi è vita...
Gesù è l’Autore e Consumatore della fede. Ossia, Egli è l’Autore della Vita.

Subito dopo della Sua resurrezione, Gesù apparve ai discepoli e soffiò in loro il soffio del Suo Spirito. Immediatamente, loro abbandonarono i dubbi, paure, preoccupazioni e il rifugio per uscire nelle vie e annunciare la Resurrezione di Gesù.

A questo motivo, si esposero alle persecuzioni mosse dai capi religiosi. Ai giorni odierni abbiamo visto l’opposto tra molti credenti, presumibilmente sigillati con lo Spirito Santo. Loro sono fuggiti dal confronto con l’inferno. Fuggono perché non credono in Chi dicono di credere.

Come l’ossigeno è l’aria della vita terrena, così è la fede di Dio: è il soffio Divino per la vita terrena e eterna.

La Parola di Dio rivela il carattere di Dio, il Suo onore, la Sua dignità, la Sua Grandezza, la Sua Giustizia, la Sua misericordia e la Sua fede.

Lo stesso vale per quanto concerne il carattere di una persona; coinvolge la sua parola, onore, dignità.
I valori morali umani ritraggono i tuoi valori spirituali.


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