14/09/13
13/09/13
✎Se tu hai problemi di autostima, cioè se pensi di valere poco, leggi la storiella
Uno studente andò dal suo professore con un problema:
- Mi sento una nullità, non ho la forza di reagire.
Dicono che sono un buono a nulla, che non faccio niente bene, che sono un idiota.
Come posso migliorare?
Che posso fare perché mi stimino di più?
Il professore senza guardarlo rispose:
- Mi spiace, ragazzo, ma ora non posso aiutarti. Devo prima risolvere un problema mio. Poi, forse.
E facendo una pausa aggiunse:
- Se mi aiuti, posso risolvere il mio problema più rapidamente e poi forse posso aiutarti a risolvere il tuo...
- Certo, professore! - balbettò il giovane, ma ancora una volta si sentì mortificato.
Il professore si tolse un anello dal mignolo e lo diede al ragazzo:
- Monta a cavallo e va’ al mercato. Devi vendere questo anello perché devo pagare un debito. Occorre ricavarne il più possibile. Ma non accettare meno di una moneta d’oro. Va e torna con la moneta al più presto!
Il giovane prese l’anello e partì. Appena giunto al mercato cominciò ad offrire l’anello ai mercanti. Essi guardavano con qualche interesse, finché il giovane non diceva quanto chiedeva per l’anello.
Quando il giovane menzionava la moneta d’oro, alcuni ridevano, altri se ne andavano senza nemmeno guardarlo, solo un vecchietto fu abbastanza gentile da spiegare che una moneta d’oro era troppo per quell'anello.
Tentando di venire incontro al giovane, arrivarono ad offrirgli una moneta d’argento e una coppa di rame, ma il giovane seguiva le istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro e rifiutava ogni offerta.
Dopo aver offerto il gioiello a tutti quelli che passavano per il mercato, abbattuto dal fallimento salì a cavallo e tornò.
Rimpiangeva di non avere una moneta d’oro per poter comprare egli stesso l’anello, liberando così dalle preoccupazioni il suo professore e poter così ricevere i suoi consigli.
Entrò in casa e disse:
- Professore, mi spiace tanto, ma è impossibile ottenere quello che mi ha chiesto. Forse potrei ottenere due o tre monete d ’argento, ma non si dovrebbe ingannare nessuno sul valore dell’anello.
- E’ importante quello che dici, giovanotto - rispose sorridendo.
Dobbiamo prima saper il valore esatto dell’anello.
Riprendi il cavallo e vai dal gioielliere.
Chiedigli a quanto si può vendere l’anello.
Ma non importa quanto lo valuterà, non venderlo.
Riportalo qui.
Il giovane andò dal gioielliere e gli chiese di valutare l’anello.
Il gioielliere esaminò l’anello con una lente, lo pesò e disse:
- Di’ al tuo professore che se vuole venderlo subito non posso dargli più di 58 monete d ’oro.
- 58 MONETE D ’ORO!? - esclamò il giovane.
- Sì, rispose il gioielliere, in un altro momento potrei arrivare ad offrire anche settanta monete, ma se ha urgenza di vendere...
Il giovane corse emozionato a casa del professore per raccontare quel che era successo.
- Siediti, disse il professore.
E dopo aver ascoltato tutto il racconto, parlò con calma:
- Tu sei come questo anello, un gioiello prezioso e unico.
Può essere valutato solo da un esperto.
Pensavi forse che qualunque persona fosse in grado di scoprire il suo vero valore?
Così dicendo, si rimise l’anello al dito.
Tutti noi siamo come quel gioiello.
Preziosi e unici, andiamo per tutti i mercati della vita pretendendo che persone inesperte ci valutino.
Solo lo specialista, Gesù, il Grande Gioielliere, conosce il tuo vero valore.
Perciò, non accettare mai che la vita smentisca questo...
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✑ Qualcun altro ha già pagato per te, ha pagato un prezzo alto, ha dato la sua vita per te per me per tutti noi... Sì... Ha pagato il prezzo più alto che chiunque possa pagare. Perché?
-Perché ci ama e vuole il meglio per noi!
Di chi parlo?
Sto parlando di GESÙ CRISTO!
✎"Poiché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unico Figlio affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna." (Giovanni 3.16.)
✎“Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo."
( Isaia 43:4)
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Gesù non è una religione
Gesù non è una religione umana o una teoria!
Leggi il Vangelo di Giovanni (Bibbia) e lo scoprirai da te...
Il clamore dei morti / Blog Vescovo Macedo
Il clamore dei morti / Blog Vescovo Macedo
Le nostre scelte sbagliate ci conducono a cattivi risultati, per questo, ognuno deve imparare a pensare prima di decidere qualsiasi cosa, principalmente riguardo l’eternità.
Dobbiamo curare e risolvere le necessità di questo mondo, ma dobbiamo imparare a dare priorità alla nostra vita spirituale, e il segreto è: “Cercate prima il regno e la giustizia di Dio…” Matteo 6.33, questa deve essere la base delle nostre vite.
Pur avendo problemi, attraversando difficoltà, anche difficilissime,la cosa più importante è fare attenzione alla nostra vita spirituale e non ai problemi che ci circondano. Non ha senso essere perfetti esteriormente, se nell'interiore c’è depressione,solitudine, paura e rancore. In questo caso, non ci sarà niente e nessuno che ci possa aiutare. Non serve a niente riempire il vuoto interiore con le cose di questo mondo, perché non produce ciò di cui ha bisogno.
Gesù ci dice una cosa in particolare, e che ci serve come riferimento per il futuro della nostra anima. Il testo sacro dice: “C'era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente; e c'era un mendicante, chiamato Lazzaro, che stava alla porta di lui, pieno di ulceri, e bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; e perfino i cani venivano a leccargli le ulceri. Avvenne che il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abraamo; morì anche il ricco, e fu sepolto.” Luca 16.19-22
Quando una persona muore, però nella vita rimase nella giustizia; ossia, dentro la volontà di Dio, non per il fatto di avere una religione, ma per l’obbedienza alla Parola di Dio – anche perché non tutti quelli che frequentano la chiesa sono obbedienti a Lei - non importa la classe sociale o qualsiasi altra posizione. Avendo camminato nella giustizia, al momento della morte, gli angeli vengono immediatamente per portare la sua anima al Regno della Giustizia. Questa è una ricchezza inestimabile, vale più di tutto l’oro del mondo, perché è una certezza che accompagna la persona fino alla morte.
“E nell'Ades, essendo nei tormenti, alzò gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno.” Luca 16.23
Quando la persona vive nel peccato, nel furto, nell'odio, nell'amarezza, infine, tutto ciò che non va bene, nel momento della morte, non verranno gli angeli a riscattare la sua anima, perché lei è morta nell'ingiustizia. Dio porta i giusti in un luogo speciale, ma coloro che non hanno voluto consegnarsi a Gesù saranno portati direttamente alla sepoltura. Sappiamo che la persona, morendo senza Gesù, viene portata all'inferno, che è il luogo degli ingiusti.
Chi vuole conservare l’anima deve proteggersi dall'ingiustizia, perché non è la strada giusta per chi vuole la salvezza eterna. L’anima di coloro che si trovano all'inferno si lamenta, perché sono tormentati. Chi è nato da Dio non teme la morte, anzi, la deride perché lei non ha più potere sulla sua vita, però, quando manca questa sicurezza, la persona vive e morirà tormentata. Quanto più tempo passa, più paura della morte avrà la persona.
Dio ha permesso che dall'inferno il ricco vedesse Abraamo, che era l’esempio di fede, l’amico di Dio, per evidenziare la differenza tra chi vive nella giustizia e chi no.
“Ed esclamò: Padre Abraamo, abbi pietà di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell'acqua per rinfrescarmi la lingua, perché sono tormentato in questa fiamma". Luca 16.24
Il tormento è infinitamente peggiore della sofferenza, perché il dolore fisico si può alleviare con le medicine, ma niente è in grado di alleviare il tormento. Egli si trovava all'inferno non perché era ricco, ma perché si è affidato solo alla ricchezza, come molti si affidano solo nella forza delle loro braccia.
Tu a chi ti sei affidato?
Alla religione?
Ai familiari?
Al patrimonio?
Alle persone?
“Ma Abraamo disse: "Figlio, ricordati che tu nella tua vita hai ricevuto i tuoi beni e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli è consolato, e tu sei tormentato.” Luca 16.25
Nel testo può sembrare che i ricchi vadano all'inferno e i poveri in cielo, ma non è così. Tanto il povero quanto il ricco possono andare all'inferno, e questo dipende soltanto dalla persona, che decide di vivere una vita di giustizia o ingiustizia.
Quando la persona muore, lei andrà dove le piace. Se qui nella vita lei vive per l’ingiustizia, l’inferno grida per la sua anima.
“Oltre a tutto questo, fra noi e voi è posta una grande voragine, perché quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, né di là si passi da noi". Luca 16.26
Dopo esser morto, non è possibile un trasferimento dall'inferno al cielo. “Ed egli disse: "Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli, affinché attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento". Abraamo disse: "Hanno Mosè e i profeti; ascoltino quelli". Ed egli: "No, padre Abraamo; ma se qualcuno dai morti va a loro, si ravvedranno". Abraamo rispose: "Se non ascoltano Mosè e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscita". Luca 16.27-31
Infatti chi è già morto ed è andato all'inferno sta gridando, disperatamente, affinché coloro che sono vivi non vadano a finire là. Sono disperati per evitare che anche i familiari siano lanciati all'inferno e debbano avere il tormento che stanno avendo loro.
Lavoriamo ogni giorno per la tua anima, ma non siamo responsabili della tua vita là fuori, non siamo responsabili delle decisioni che prendi.
Le nostre preghiere non servono a niente per quelli che sono già morti, perché ognuno decide dove andrà ancora in questa vita. Questa è razionalità, intelligenza!
http://www.bispomacedo.com.br/it/
12/09/13
Accion Social Monterrey - (IURD Monterrey)
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Accion Social Monterrey -
Operación Nuevo León. (IURD Monterrey)
En ayuda con ABC (Asociación Beneficente Cristiana), la IURD (Iglesia Universal del Reino de Dios / Pare de Sufrir) Se llevaron alimentos de primera necesidad a los afectados en el Estado de Nuevo León por el huracán Alex en el mes de julio.
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Operación Nuevo León. (IURD Monterrey)
En ayuda con ABC (Asociación Beneficente Cristiana), la IURD (Iglesia Universal del Reino de Dios / Pare de Sufrir) Se llevaron alimentos de primera necesidad a los afectados en el Estado de Nuevo León por el huracán Alex en el mes de julio.
La mujer de Lot
La esposa del sobrino de Abraham oyó a su corazón y se convirtió en una estatua de sal.
¿Qué podemos aprender con este triste ejemplo?
Imagine la siguiente situación: usted tiene muchos amigos, le gusta salir a todos lados, disfruta de la compañía de personas que aparentemente son buenas, pero en el fondo sabe que no le traen tanta alegría y paz como se fuerza a creer. Pasado un tiempo, conoce a alguien que es muy especial, que está listo para liberarlo de un tormento inesperado. Sin embargo, cuando esa persona le pide que deje las malas amistades, que abandone su vida anterior, que suelte esas angustias que nadie fue capaz de arrancar y que siga adelante; usted, sin más, le dice que no.
Eso fue lo que le pasó a la mujer de Lot. Lot era el sobrino de un hombre rico llamado Abraham, cuya riqueza crecía vertiginosamente. Dado que sus posesiones se multiplicaban día a día, los pastores de sus rebaños empezaron a tener conflictos. Por los problemas que surgieron entre los administradores, decidieron separarse.
Entonces, Lot tomó su esposa, a sus dos hijas y todas sus posesiones, junto con su rebaños, y partieron a una tierra donde tenían todo, allí estaba Sodoma.
La mujer de Lot tenía todo allí, por eso, debería tener privilegios y disfrutar de las mejores cosas del lugar. Los bienes de la familia estaban allá; el marido, probablemente era considerado y honrado en la ciudad, pues era uno de los que se sentaba en sus puertas (como solían hacerlos los alcaldes); sus yernos también eran de Sodoma. Pero la ciudad estaba llena de corrupción, perversidad sexual y tan inundada de pecado que el propio Dios decidió destruirla.
Sin embrago, antes, tenía que sacar a Lot y a los suyos de allí. Uno de los mensajeros de Dios, que avisaron sobre el fin de la ciudad, dijo: “…Escapa por tu vida; no mires tras ti, ni pares en toda esta llanura; escapa al monte, no sea que perezcas” (Génesis 19:17) Pero su esposa hizo exactamente lo contrario: “Entonces la mujer de Lot miró atrás, a espaldas de él, y se volvió estatua de sal” (Génesis 19:26).
La mujer de Lot no retuvo el aviso de no mirar atrás, prefiriendo arriesgarse y matar el sentimiento de nostalgia de sus errores, de sus antiguas amistades, sus pésimas actitudes. Ella necesitó mirar hacia atrás para ver con sus propios ojos la promesa de Dios cumplida.
Alerta
Esta mujer es citada solo dos veces en la Biblia y no aparecen registros de su nombre. Pero aun así su acto rebelde fue suficiente para que Jesús la recordara y nos advierta: “Acordaos de la mujer de Lot” (Lucas 17:32)
Eso fue una alerta que Cristo hizo a todas las mujeres y hombres. Es un aviso para todos nosotros del peligro que significa mirar hacia atrás, y es un llamado de atención a la inutilidad de volver al pasado y buscar revivirlo siempre. La mujer de Lot de hoy puede ser Juan, José, María, Ana o tantas otras personas que buscan en lo que pasó la fuerza motora para continuar viviendo una vida amargada, sufrida y engañadora.
En resumen, ella fue emocional. La mujer de Lot logró obedecer a Dios por un momento, pero, como sus emociones estaban a flor de piel, su razón quedó perturbada y la desobediencia fue inmediata. Con su corazón en el pasado, lo que atinó a hacer fue mirar para atrás como buscando rescatarlo.
Pero, lo que la mujer de sal no sabía era que el corazón es atraído por el error, y es tan seductor y tan fuerte que solo la razón puede neutralizarlo. Lo que la mujer de sal ignoraba era que usando la fe racional estamos capacitados para obedecer hasta el final– preservando nuestra vida, aunque sea momentáneamente, en una cueva.
Cosa c'è la dentro? Blog Vescovo Macedo
Se tu vedi una scatola avvolta nella carta da regalo con un bel fiocco, immagini subito che là dentro ci sia qualcosa di bello, speciale e forse molto prezioso.
Non è a caso che le imprese cerchino di esagerare nelle confezioni al fine di impressionare i clienti. C’è una vera guerra nella presentazione dei prodotti. Esistono cose che non valgono niente, ma la brillantezza, il colore, è così irresistibile che la persona lo prende, anche senza sapere se servirà a qualcosa.
Quante persone si sono lasciate trasportare dall'apparenza, hanno visto la pelle, gli occhi, si sono incantate con il corpo e hanno dimenticato di fare attenzione al contenuto? Quanti cadono nei discorsi dei truffatori solo perché sembrano seri? E altri che riescono a ingannare solo perché sembrano così buoni?
Quando il pregiudizio causato dall'inganno è solo materiale, economico o fisico, meno male. Il problema è quando la distruzione è spirituale.
La Bibbia dice: “Non c'è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce.” 2 Corinzi 11.14
E’ indiscutibile il successo di Satana di ingannare. Lui ha portato con sé un terzo degli angeli del cielo, ha ingannato Adamo ed Eva, ha corrotto la Terra al tempo di Noè, ecc.
Oggi lui usa tutti i modi possibili per ingannare e distruggere. I suoi demoni possono apparire come buone persone, intellettuali, giuste e anche religiose.
Perché pensi che la società sia stravagante, esagerata e piena di sfarzo?
Abbiamo già visto persone che sono arrivate in Chiesa senza niente e che hanno conquistato aerei, palazzi, macchine importate, e sono state soffocate dalle proprie conquiste.
Altre, nel frattempo, a prescindere da tutte le conquiste, tutto il successo economico, capiscono che tutto è per la gloria di Dio, e non si ingannano con le meraviglie di questo mondo.
L’apostolo Paolo disse:
“Ma temo che, come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti vengano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purezza nei riguardi di Cristo.” 2 Corinzi 11.3
Non è peccato che la persona abbia tutto il meglio, poiché il Signore Gesù è venuto a portare vita con abbondanza.
La questione è rimanere nella semplicità, come un bambino disposto a seguire e ad obbedire alla voce del Signore Gesù. Rimanere nella semplicità delle riunioni, della comunione con chi è salvo, dell’obiettivo di guadagnare anime, dei propositi, dei digiuni, delle preghiere, della lettura della Bibbia, della fedeltà nel matrimonio, dei discorsi spirituali, ecc.
Only for those who have the right /Blog Bishop Julio freitas
This is not for everyone, it’s for those who can!
When we want to have control over our lives we have to exercise our AUTHORITY, which is the dominion over everything that might threaten us or that which we want to achieve!
The right or power to demand obedience, supremacy, dominance … human beings, in general, always like to have some sort of control or power over the events surrounding them, especially about your own life! But, is it really possible to have control over the events that surround us?
Obviously, only God is Omniscient, and knows all things, however, He gave to man this same AUTHORITY, provided that he lives his life by God’s Principles (His Word). Adam had the AUTHORITY conferred to him by God, but ended up losing it when he stepped away from His Presence.
Under what circumstances can we use this AUTHORITY?
Firstly, only those who are not in debt can use the AUTHORITY!
What kind of debt?
In debt to whom?
We’re not talking about financial debts, but rather, when we are at fault with our neighbor, society and especially with God.
When we owe someone or an entity, we live in fear, we get complacent, we feel intimidated and, eventually, we just gave up … But not the faithful tithers! Because they are not in debt with their faithfulness to God, nor do they owe man in their responsibilities.
That’s why, while we are FAITHFUL tithers, not only can we use ALL OF OUR AUTHORITY, both physically and spiritually, as this is not only our right, but also our duty, as it will all result in our testimony that will glorify God!
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