30/11/14

Il Fuoco dell’Altare


... Chi di noi potrà resistere al fuoco divorante? Chi di noi potrà resistere alle fiamme eterne? Isaia 33:14

È una domanda che lo Spirito Santo sta facendo per mezzo del profeta Isaia, e la risposta è semplice:

Abita con il Fuoco chi è Fuoco!

Fuoco è colui che è sull’Altare.

Questo Fuoco consuma tutto, meno il sacrificante. Quando l’Altare è in rovina, non vi è fuoco.

Se per questo Dio, che è Fuoco, tutto è possibile, tutto è possibile per colui che è sull’Altare, poiché, chi è sull’Altare, è con Dio.

L’Altare non è un luogo solo per essere visitato ma si, per restare permanentemente in Lui.

Una domanda: Tu sei nella Fede dell’Altare?
Perché se lo sei, darai la testimonianza!

Blog del Vescovo Macedo
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29/11/14

Dall’inferno al Cielo

Dall’inferno al Cielo

Vescovo Macedo,
Io arrivo dalla Chiesa Battista, e dai cinque agli 11 anni fui abusata da mio padre, che era il pastore della chiesa. Nel giorno che lui predicava, io avevo voglia di vomitare. Poiché s’innalzava sempre come “profeta” lo elogiavano, dicendo che per Dio, lui era come Davide. E io dicevo tra me e me: “Com’è possibile? Questo Dio è ingiusto!”

Sono cresciuta in questo modo.
A causa di questo, non credevo più in DIO.

Arrivai a servire gli “spiriti”. Iniziai anche a drogarmi tutti i giorni. Una volta sninfai così tanta cocaina che ebbi un serio problema di epistassi. Ma quel che è peggio è che tutte le volte che mi drogavo, avevo la consapevolezza che se GESÙ fosse tornato, sarei andata all’inferno.

Una volta, quando andai ad un corso di spagnolo, svenni. Entrai in una Universale (non vi ero mai entrata prima), e lei, vescovo, pur non conoscendomi, pregava come aveva sempre fatto, per coloro che si trovavano dalla parte inversa della vita. Per questo credo che il proprio DIO, per mezzo delle preghiere, aveva preparato questo momento per me.

Grazie, vescovo! Sono frutto delle sue preghiere.

Quando lei prega per i persi di questo mondo infernale, DIO risponde alle sue preghiere e ha tolto anime dalle mani del diavolo.

Non so come ringraziarla!

Oggi sono collaboratrice qui in Recife - PE, nella regione di San Martin, e imprenditrice. Sono sposata con un collaboratore e ho un figlio che è anche collaboratore. Noi tre facciamo l’Opera nella Casa di DIO. Inoltre abbiamo altre due figlie, una di 12 anni, che fa parte della SBI, e la più giovane, di otto anni.

Tutti i miei figli hanno piacere di stare nella Casa di DIO, e mostriamo questo come nostra testimonianza. Abbiamo appreso con lei, vescovo Macedo, nostro padre nella FEDE.

Famiglia de ANGELIS.
SERVIAMO SULL’ALTARE DI DIO IN SAN MARTIN, RECIFE - PE

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28/11/14

Dall’inferno al Cielo


Vescovo Macedo,
Io arrivo dalla Chiesa Battista, e dai cinque agli 11 anni fui abusata da mio padre, che era il pastore della chiesa. Nel giorno che lui predicava, io avevo voglia di vomitare. Poiché s’innalzava sempre come “profeta” lo elogiavano, dicendo che per Dio, lui era come Davide. E io dicevo tra me e me: “Com’è possibile? Questo Dio è ingiusto!”

Sono cresciuta in questo modo.
A causa di questo, non credevo più in DIO.

Arrivai a servire gli “spiriti”. Iniziai anche a drogarmi tutti i giorni. Una volta sninfai così tanta cocaina che ebbi un serio problema di epistassi. Ma quel che è peggio è che tutte le volte che mi drogavo, avevo la consapevolezza che se GESÙ fosse tornato, sarei andata all’inferno.

Una volta, quando andai ad un corso di spagnolo, svenni. Entrai in una Universale (non vi ero mai entrata prima), e lei, vescovo, pur non conoscendomi, pregava come aveva sempre fatto, per coloro che si trovavano dalla parte inversa della vita. Per questo credo che il proprio DIO, per mezzo delle preghiere, aveva preparato questo momento per me.

Grazie, vescovo! Sono frutto delle sue preghiere.

Quando lei prega per i persi di questo mondo infernale, DIO risponde alle sue preghiere e ha tolto anime dalle mani del diavolo.

Non so come ringraziarla!

Oggi sono collaboratrice qui in Recife - PE, nella regione di San Martin, e imprenditrice. Sono sposata con un collaboratore e ho un figlio che è anche collaboratore. Noi tre facciamo l’Opera nella Casa di DIO. Inoltre abbiamo altre due figlie, una di 12 anni, che fa parte della SBI, e la più giovane, di otto anni.

Tutti i miei figli hanno piacere di stare nella Casa di DIO, e mostriamo questo come nostra testimonianza. Abbiamo appreso con lei, vescovo Macedo, nostro padre nella FEDE.

Famiglia de ANGELIS.

SERVIAMO SULL’ALTARE DI DIO IN SAN MARTIN, RECIFE - PE


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27/11/14

CercarLo oggi!

 
Solo in Gesù troverai il riposo per l’anima, perché solo in Gesù troverai il perdono che ti permetterà di avere finalmente Dio nel tuo cuore. Solo in Gesù Cristo troverai l’acqua viva, l’acqua che disseta veramente l’anima tua.

Gesù disse: “Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha detto la Scrittura, da dentro di lui sgorgheranno fiumi d’acqua viva.” (Giovanni 7:37-38)

Se Lo cercherai con tutto il tuo cuore, Gesù ti promette che si farà trovare e ti darà la vera gioia, la gioia del perdono, l’unica cosa che potrà colmare il vuoto della tua anima. Gesù ti darà la vera pace, la pace con Dio, che soddisferà il tuo cuore e che non troverai mai altrove. Solo allora la tua anima sarà dissetata!

Cerca Dio con tutto il tuo cuore mentre c’è ancora tempo!
L’eternità arriverà ben presto, e allora, sarà troppo tardi.
CercarLo oggi!

26/11/14

Ama il tuo prossimo come te stesso

"Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro." (Matteo 7:12 )

"Il secondo è questo: Ama il tuo prossimo come te stesso. " (Marco 12:31)

" Non ti vendicherai, e non serberai rancore contro i figliuoli del tuo popolo, ma amerai il prossimo tuo come te stesso..." (Levitico 19:18)

Allora... :  Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te!

Come Dio si occupa del peccato

Come Dio si occupa del peccato

Nel deserto di Sin, il popolo era assetato e non vi era acqua da poter consumare. Le persone iniziarono a lamentarsi con Mosè, che pregò Dio per una soluzione, e il Signore gli ordinò di parlare alla roccia perché uscisse da lei l’acqua che avrebbe saziato la sete di tutti. Numeri 20.

Immagina un leader che, per 39 anni, guidava circa tre milioni di persone nel deserto, i quali, successivamente, lo incolpavano per qualunque difficoltà e frustrazione! Oltre a questa grande responsabilità, Mosè soffriva anche in silenzio per la morte della sorella, Miriam.

Per un istante d’ira, egli batté due volte sulla roccia invece di parlarle. Quest’attitudine rattristò notevolmente Dio, che gli impedì di entrare nella Terra Promessa.

Probabilmente, starai pensando che l’atto di Mosè non fosse stato così grave e che sicuramente Dio avrebbe compreso la sua debolezza, Non è vero? No, non è vero. Le cose furono molto brutte per Mosè e suo fratello, Aaronne. Perché Dio giudica la radice del peccato e penetra dove gli occhi umani non riescono a valutare. Per l’Altissimo non importano i giustificativi dati da una persona per difendere il suo errore, poiché Lui non si convince con nessuna scusa usata per praticare il peccato. Egli guarda il peccato in se.

Avventatamente, Mosè disobbedì ciò che gli era stato ordinato di fare. L’acqua sgorgò per saziare la sete del popolo, però, Dio riprese severamente lui e Aaronne: Poi il SIGNORE disse a Mosè e ad Aaronne: Siccome non avete avuto fiducia in Me per dare gloria al Mio Santo Nome agli occhi dei figli d'Israele, voi non condurrete questa assemblea nel paese che Io le do. Numeri 20:12

Bada che il peccato di Mosè non fu carnale, commesso per una debolezza o una tentazione, ma spirituale. Lui disobbedì perché fu incredulo. E provenendo questo da Mosè, Dio lo considerò un duro colpo, come il tradimento di un amico, visto che Egli l’onorava davanti a tutti e adesso stava essendo disonorato di fronte al Suo popolo. Il Suo Nome non sarebbe stato santificato e non avrebbe neanche ricevuto la gloria dovuta. Mosè e Aaronne si ribellarono contro Dio e usarono la loro posizione di leader con una motivazione errata. Deuteronomio 32:51

L’incredulità produce un comportamento tanto insolente e dilagato che pone nello sceicco l’affidabilità nella Parola Divina, come se l’Onnipotente non fosse in grado di compiere ciò che promette.

Il peccato rese a Mosè ciò che lui desiderava di più: terminare la sua missione. Lui ebbe il piacere, o il pesare, di vedere da lontano la Terra Promessa, ma non vi poté entrare, pur avendo insistito molto, con l’Altissimo. Per un leader come lui, non poteva esistere nulla di più doloroso.

Di fronte a ciò che avvenne con Mosè, possiamo considerare una lezione preziosa: quanto più conosciamo Dio e la Sua Parola, più timore e tremore dobbiamo avere, poiché Egli tratterà i nostri sbagli con criteri giusti e individuali, e nessuno resterà immune dalle conseguenze degli sbagli commessi.

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25/11/14

La vita dipende dall'Altare


L’Altare è l’unico Luogo del mondo dove si celebrano i matrimoni.

Per più semplice che sia l’Altare, anche così, è richiesto da tutti come prassi per formalizzare definitivamente l’unione degli sposi.

Questo perché l’Altare è ciò che sigilla l’unione;
Che garantisce la benedizione della santificazione, dell’accettazione e, finalmente, dell’alleanza eterna.

Il Signor Gesù insegna che l’Altare è quello che santifica l’offerta.
Il fallimento del matrimonio accade solo perché la consegna degli sposi sull’Altare, questa è “l’offerta” non è valida, non è accettata da Dio, l’esempio dell’offerta di Caino.

Ma quando l’impegno della parola degli sposi è seguita dalla pratica, allora l’Altare li accetta e li santifica.

Quindi, il matrimonio è fin che morte non li separi.

Di fatto, il destino del matrimonio è sigillato sull’Altare.

Dipende dalla disposizione congiunta dei due nell’obbedire al giuramento fatto sull’Altare.

Lo Spirito di Dio valuta se le offerte (i coniugi) compiranno o no la parola impegnata.

Essendo così, Egli accetta le offerte e santifica quell’unione oppure no.

Lo stesso vale per quanto concerne la Salvezza dell’anima.

Molti si sono offerti sull’Altare con lacrime di rimorso.
Il rimorso non è accetto dall’Altare.

L’Altare accetta soltanto l’offerta (persona) pentita veramente.

Perciò l’altare è restaurato e i sacrifici accettabili, TUTTO NELLA VITA DIPENDE DA QUELLO CHE SI OFFRE SULL’ALTARE.

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24/11/14

Le Braccia di Dio


Non vi è un’altra parola più appropriata per esprimere la grandezza del Luogo d’Incontro con l’Onnipotente Dio di Abraamo quanto la parola ALTARE.

Dio non creò l’altare per fungere da palcoscenico di musica gospel o corale;

Non creò l’Altare per servire da palco politico improvvisato;

Non creò l’Altare perché il popolo esaltasse gli uomini che fanno il suo uso durante la predicazione;

Non ha neanche creato l’Altare per trasmettere sentimenti o fede emotiva;

No, mille volte, no!

L’Altare fu creato per il sacrificio.

Si, fu creato esclusivamente perché l’offerente venisse a risolvere il suo più grande problema con Dio: ritornare a Lui.

Tutte le volte che l’Altissimo Si rivelava ai patriarchi, profeti e servi, loro immediatamente erano sospinti nell’ergere un Altare e sacrificavano.

Dopo il sogno meraviglioso, Giacobbe prese la pietra che serviva come cuscino, eresse un Altare e vi sacrificò sopra l’olio che gli rimase nel deserto. In seguito, fece il suo voto di fede. Genesi 28

Pertanto, l’Altare è il Luogo d’Incontro con Dio, di consegna incondizionata, di sacrificio …

Lui fu creato per ricevere offerte che rappresentavano coloro che sono disposti a obbedire.

Offerte sante e pure, simboli del Primogenito di Dio, Gesù.

L’Altare è l’abitazione di Dio sulla Terra.

La persona che si è consegnata in sacrificio sull’Altare diventa l’Altare mobile dello Spirito Santo.

Come l’Altare rappresenta Dio sulla Terra, l’offerta rappresenta la vita dell’offerente sull’Altare.

Essendo così, l’altare diventa le Braccia di Dio per l’offerente fedele;

Soltanto l’altare ha l’autorità per santificare l’offerta e validare la presenza dell’offerente davanti all’Altissimo.

D’altra parte, se l’offerta è immonda,l’offerente non è accetto davanti a Dio.

Il Signor Gesù considera ciechi coloro che hanno valorizzato maggiormente l’offerta dell’Altare, più l’oro dell’altare che santifica l’oro.

Perché loro sono così? Perché sono carnali. I loro occhi sono maliziosi e riescono soltanto a vedere l’offerta come valore economico. Non riescono a discernere i valori spirituali perché il dio di questo mondo li mantiene ciechi.

E se non riescono a vedere le offerte come simboli della vita sull’Altare, come vedranno l’Altare come simbolo di Dio?

Per questo il Signor Gesù li chiama ipocriti ciechi.

Ciechi! Che cosa è più grande: l'offerta o l'altare che santifica l'offerta? Matteo 23:19

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23/11/14

Non cercare fuori, lui potrebbe essere dentro!


Stava chiuso in casa sua, per questo perse la visione… la sua natura era traditrice, per questo invitò Neemia per andare al Tempio, ma non era per
sacrificare …

Per nascondersi, si, per nascondersi… Semaia era un uomo, un supposto sacerdote che tuttavia, non doveva essere, necessariamente, una persona.
Chi sarebbe allora, questo Semaia spirituale?
 È il nostro e il tuo “Io”. Che cosa fa il nostro “Io”?
Lui tenta continuamente di nascondersi, perché lui rappresenta la nostra debolezza, il nostro punto debole, le nostre paure, la paura di sbagliare, di essere chiamato all’attenzione, di fallire, di non avere la forza sufficiente, di essere paragonato agli altri… è per questo motivo che la tendenza del nostro “Io” è di nascondersi, fuggire, e non affrontare il pericolo, come disse Neemia:

“Può un uomo come me darsi alla fuga?
Potrebbe un uomo simile a me entrare nel tempio per salvare la vita?
No, io non entrerò.” Neemia 6:11

Che cosa disse il Signor Gesù?

“Andate; ecco, io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi.” Luca 10:3.

Ossia, la nostra vita è, messa in rischio, ogni giorno. Siamo letteralmente, messi a morte tutti i giorni, realtà che il nostro “Io”, ovviamente, non desidera affrontare. “Non andare a Gerusalemme, perché Ti uccideranno…”, disse Pietro al Signor Gesù Cristo, ispirato da satana ...

Molto bene, questo è il nostro “Io”, il Semaia che esiste dentro di noi, la cui tendenza è nascondersi, fuggire, allontanarsi da dove è presente il pericolo. Per questo, il Signor Gesù riprese non a Pietro, ma a satana, che stava usando il suo “Io” di Pietro.

È QUESTO SEMAIA, IL NOSTRO “IO” che cerca di nascondersi dietro ad un titolo, ad un’apparenza di supposta religiosità, santità, parole, e perfino dentro all’Opera di Dio (Semaia invitò Neemia a nascondersi nel Tempio). Quindi, il nostro “Io”, molte volte, cerca di nascondersi dietro di ciò che appare, presumibilmente, fu, designato. Non ti dimenticare che Semaia fu un profeta, che eventualmente, si sviò da ciò che era stato designato.

Per questo presta attenzione, perché a qualunque altezza, il tuo Semaia tenterà di agire con quello che tu nascondi davanti alle sfide, alle difficoltà, alle scelte … in verità, lui cercherà di fare modo che davanti a tutto, tu tema per la tua vita e che cominci a pensare nel futuro. Era, esattamente questo che Semaia stava cercando di fare quando invitò Neemia a nascondersi nel Tempio, ossia, voleva portare Neemia a pensare in se stesso, nel suo futuro, nel mantenersi vivo il più tempo possibile. Ed è questo che tenta di fare il nostro “Io”: sviare la nostra visione dall’Opera e dalla Parola di Dio, che è: morire(figurativamente) tutti i giorni per noi e per il mondo, per vivere per il Signor Gesù!

Per questo, non cercare Semaia fuori da te, guarda al tuo “Io”, poiché è là che si trova … e si nasconde!

Non fu a caso che il Signor Gesù disse:

“Se qualcuno Mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e Mi segua.” Matteo 16:24

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22/11/14

Il vangelo secondo la propria persona


Poi là eresse un altare e lo chiamò El-Elohey-Israel. Genesi 33:20

Com’era questo Altare eretto da Giacobbe? Immagina …

Nel modo come tu lo immagini così deve essere l’ALTARE dentro di te. Esistono molte persone che dicono: “Dio è con me”, ma con l’altare che hanno dentro loro, è logico che Dio non lo è!

Avere un altare dentro se no dice nulla, poiché, sul Monte Carmelo, anche i profeti di Baal avevano un altare. Tutti hanno un altare (Ebrei 13:10), ma quest’altare può essere per altri dei,o, se la persona è orgogliosa, è per se stessa, come nel caso di Saul, che eresse un monumento per se sul Monte Carmelo (1 Samuele 15:12).

Vi sono molte persone che sono autrici del 67° libro della Bibbia, che è l’evangelo secondo ciò che lei pensa, interpreta, piace ecc.

Loro seguono rigorosamente questo evangelo, e anche così, di tanto in tanto aggiungono e tolgono virgole, accenti e perfino intere parole, sempre adattandosi a ciò che pensano, interpretano e che gli garba. Dicono che “non” capiscono ciò di cui Dio parla nella Bibbia o attraverso i Suoi servi, ma, in verità, capiscono si.

Il fatto è che, come ha detto il vescovo Macedo, è questione di obbedienza o disobbedienza. Obbedire è sacrificio posto sull’Altare di Dio; disobbedire è “sacrificarsi” sull’altare che non è di Dio. Per questo la vita dei disobbedienti è nel modo che è, perché Dio è stato escluso e, non può fare nulla.

Giacobbe e tutti gli uomini che eressero altari per il Dio d’Israele sapevano che, per ergerli, sarebbe stato necessario molto più che porre pietre su pietre. Come puoi notare nel versetto sottostante, quando fosse cosciente Giacobbe di che cosa era ergere un Altare per il Dio d’Israele:

DIO disse a Giacobbe: Levati, sali a Bethel e dimora là; e fa' in quel luogo un altare al Dio che ti apparve, quando fuggivi davanti a tuo fratello Esaù. Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a tutti quelli che erano con lui: Rimuovete dal vostro mezzo gli dei stranieri, purificatevi e cambiate le vostre vesti; poi leviamoci e andiamo a Bethel, ed io farò là un altare al Dio …” Genesi 35:1-3

Prima di fare l’ALTARE a Dio, lui si preoccupò di “pulire l’area”, togliendo le immagini dei falsi dei dal mezzo della sua famiglia, purificando tutti e perfino cambiando le vesti contaminate con il sudiciume di questo mondo. Dopo, sarebbe “salito” (e non sarebbe “sceso” - facilità) per fare l’Altare. Dopo aver costruito l’Altare, Dio fu con Giacobbe come Lo fu con Abraamo e Isacco. Infine, Giacobbe glorificò Dio con la sua propria vita, poiché Dio (L’Altare) era in lui.

Così avverrà anche con noi. Tu credi?

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21/11/14

Spirito Santo

I ciechi e quelli di visione


Stolti e ciechi! Poiché, cosa è più grande, l'offerta o l'altare che santifica l'offerta? Matteo 23:19

Quando una persona vede l’offerta superiore all’Altare, oltre al fatto che sta disprezzando Dio, Lo considera minore, di ciò che lei ha da offrire, ed è per questo che non arriva all’Altare.

È come pensare che la vita che ha è più grande di Dio.

In altre parole, lei dice: Dio è piccolo, io e ciò che ho siamo grandi.

Questo disprezzo per l’Altare la fa restare in rovina, e resta in rovina tutta la sua vita. Per questo Gesù la definisce cieca!

Però quando la persona considera l’Altare superiore dell’offerta, lei sta considerando Dio superiore a lei e a tutto ciò che ha, e questo fa restaurare il suo Altare. Ed è in questo Altare, lei sacrifica, e da lì provengono le risposte e inizia una nuova vita.

Quando ci fu il diluvio, tutti gli esseri umani che esistevano morirono; restarono solo otto persone. La prima cosa che Noè fece prima di piantare e iniziare la moltiplicazione degli esseri umani, così come degli animali, fu innalzare un Altare, e in lui sacrificò la vita di animali e uccelli in olocausto a Dio.

Noè comprese che non poteva dar inizio a nulla senza prima innalzare un Altare, perché lui voleva iniziare tutto con Dio. Lui sapeva che se avesse iniziato senza Dio sarebbe andato tutto storto. E non è ciò che è accaduto con molte persone? Molti hanno iniziato qualcosa e hanno perso, perché hanno iniziato senza Dio, ossia, non hanno iniziato dall’Altare.

Lo Spirito Santo ha aperto spiritualmente gli occhi dei ciechi, perché possano vedere che l’Altare, che simbolizza Dio, santifica l’offerta.

Quel che è interessante è che dopo che Noè restaurò l’Altare e manifestò la sua fede attraverso il sacrificio, Dio consegnò tutto nelle sue mani:

Dio benedisse Noè e i suoi figli, e disse loro: Crescete, moltiplicatevi e riempite la terra. Avranno timore e spavento di voi tutti gli animali della terra e tutti gli uccelli del cielo. Essi sono dati in vostro potere con tutto ciò che striscia sulla terra e con tutti i pesci del mare. Genesi 9:1-2

Dio vi benedica molto di più!

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20/11/14

Affrontò uomini e fuggì dalla donna


Affrontò uomini e fuggì dalla donna

Il profeta Elia fece scendere fuoco dal cielo.

Lui sfidò centinaia di profeti che servivano il diavolo mettendo la sua stessa vita in rischio.

Lui sapeva che se il fuoco non fosse sceso lo avrebbero annientato, ma cosa gli ha dato tanta sicurezza che Dio avrebbe risposto inviando fuoco dal cielo?

Semplice. Elia non stava pensando in se.

Il motivo per il quale egli decise di fare quella sfida è che lui vide che il POPOLO era diviso.

Il popolo si stava perdendo. Quelle anime stavano essendo ingannate e qualcuno aveva bisogno di fare qualcosa per aiutarle.

Come avrebbe mai potuto Dio non rispondere a un uomo che stava mettendo la sua vita in pericolo in favore del popolo?

Impossibile!

Ma subito dopo, vediamo che lo stesso Elia, l’uomo che fece scendere fuoco dal cielo, fuggire da Jezabel.

Perché?

Perché il profeta aveva messo la sua vita in rischio davanti a centinaia di uomini e non era disposto a fare lo stesso davanti a quella donna?

Lui aveva già provato a quelle persone che Dio d’Israele era il Vero Dio.

Le persone sanno già che decisione prendere a chi servire - Elia aveva fatto la sua parte.

Adesso lui stava pensando a se stesso. Per questo motivo fuggì.

Quando sentì questo, Elia si levò e se ne andò per mettersi in salvo. Giunse a Beer-Sceba, che appartiene a Giuda, e vi lasciò il suo servo. 1 Re 19:3

Nel frattempo che il pastore vive la sua vita preoccupato con il benessere delle sue pecore, il fuoco scenderà sempre dal cielo.

La risposta di Dio verrà sempre a consumare il sacrificio presentato da lui.

Però, quando il “pastore” smette di preoccuparsi delle pecore e inizia a pensare a se stesso, nel suo futuro, nel suo benessere … Questo è, quando l’intenzione del suo cuore passa ad essere sbagliata, il fuoco di Dio si spegne anche nella sua vita. E colui che una volta uccise centinaia di uomini a lama di spada finirà fuggendo anche dalle donne.

Custodisci il tuo cuore con ogni cura, perché da esso sgorgano le sorgenti della vita. Proverbi 4:23

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19/11/14

Sembrava impossibile cambiare


Segnata da un trauma della mia infanzia, quando fui violentata all’età di 9 anni da un amico di mio padre, crebbi depressa e con un odio profondo per tutti, soprattutto per gli uomini, perché, mi aspettavo che un giorno qualcuno vi avrebbe sempre fatto male..

Pensando a questo timore, insistetti nel fare amicizie, però sempre sospettosa, al fine di facilitare i miei complessi e dimenticare un po’ del mio dolore. Fu lì che, al compimento dei 16 anni, mi presentarono la marijuana. In primo acchito dissi no, perché avevo paura del male che poteva causarmi, però, percepivo che in verità la mia vita, non andava bene già da molti anni, e che il “basilare” non avrebbe fatto alcuna differenza, così ci andai di testa. Presto, non soddisfatta, mi diedi alla cocaina.

Vescovo, è sempre così, quanto più la persona ha, più vuole. Quanto più prova, più cerca avventure.unnamed-19

In sequenza venne il crack, questo fu il più terribile; mi schiavizzò in tal modo che tutti i giorni non era sufficiente. Già arresa, e in un certo qual modo “felice” per mantenermi momentaneamente sconnessa dai miei traumi, arrivarono gli alcolici portando nuove amiche e, tra queste nuove amiche, il risveglio del desiderio delle donne. Pensai: “L’uomo è una droga, ma la donna è la mia fantasia!”

Decisi di coinvolgermi con una qui, un’altra lì, mentre il mio modo effeminato esteriore un po’ per volta andò essendo sostituito da quello maschile. Cambiai il mio abbigliamento, comportamento, il parlare e,ben presto, mi convinsi letteralmente, di essere un uomo.

Quella era una pazzia per me. Per la prima volta, mi sentii “meglio” ed era incredibile come attraevo le donne. La mia famiglia rimase scioccata dal mio cambiamento e subito pensò che stessi diventando pazza. Mi ricoverarono due volte in centri psichiatrici, ma non risolsero nulla. Poi fu, la volta del centro di recupero e, ancora una volta niente.

In una delle mie avventure, conobbi una donna per la quale provai una passione senza misura. Così andai via di casa e, andammo a vivere insieme. Questa relazione durò circa 15 anni, fino a quando scoprii che lei mi stava tradendo. Mi disperai, quel trauma che era addormentato riaffiorò in un attimo.

Vescovo, non serve, è come lei stesso insegna: Non serve a nulla lottare contro la causa se non si vince il provocatore! Questo mi fece soffrire ancora molto. Il mio mondo crollò e pensai perfino che fosse la mia fine. Nel pensare alla mia delusione, decisi di vendicarmi ripagandola con la stessa moneta. Trovai subito un tizio e, come se non bastasse, decisi di restare incinta di lui. Ero talmente cieca che sentii più disgusto in quel rapporto che nella mia convivenza con lei. Fu la mia unica esperienza con uomini.

Devastata da tutta questa situazione, decisi di cercare aiuto per mezzo di un invito che ricevetti per conoscere l’Universale. Non ci pensai due volte. Alla prima riunione al quale partecipai, mi ricordo che ciò che attrasse la mia attenzione fu una rappresentazione teatrale che stavano inscenando in quel giorno. Sembrava che stavano narrando la mia vita e mostravano come potevo esser felice veramente. Cercai aiuto dal pastore che, prontamente, si mise a disposizione per seguirmi. Rapidamente, decisi di cambiare, i immediatamente abbandonai la mia omosessualità, tornai in famiglia. Cambiai abbigliamento, le mie abitudini, le mie poche amicizie, partecipando fedelmente alle riunioni di liberazione. Vinsi i miei traumi, i vizi e oggi dico con fierezza che sono una nuova donna, collaboratrice, sposata con un uomo meraviglioso che mostra tutti i giorni come farmi felice.

Lindinalva - Rio de Janeiro

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18/11/14

L'impossibile


"Ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio"
(Luca 18:27)

L’Altare è per tutti


Quasi tutti conosciamo la storia di Giacobbe, la grande angoscia che lui visse uscendo da casa sua minacciato e, perseguitato da suo fratello il quale, nel sentirsi oltraggiato, lo voleva uccidere. Lui andò via con solo gli abiti che indossava, con una mano avanti e l’altra dietro, portando con se solo un po’ di olio. Per la strada, in Bethel, prese una pietra e la usò come guanciale. Ebbe un sogno e, al risveglio, innalzò un Altare per Dio e versò l’olio sulla pietra facendo una promessa: se Dio lo avesse benedetto, facendolo tornare in pace a casa sua e non gli facesse mancare nulla, egli Gli avrebbe dato la decima di tutto.

La cosa interessante è che dopo che Giacobbe fu benedetto e prospero, Dio che compì le promesse fatte sull’Altare nella sua vita e di essersi riconciliato con suo fratello senza essergli mancato nulla, Dio gli appare nuovamente e gli fa ricordare a proposito dell’Altare.

Dio lo fa ritornare a Bethel e innalzare di nuovo un Altare perché possa ricordare che fu sull’Altare che Dio lo liberò nel giorno dell’angoscia.

In quel momento, Giacobbe non era più disperato e bisognoso come prima. Lui era ricco e aveva già superato quella fase difficile, ma Dio gli ricorda da dov’era uscito, dall’angoscia, e che fu sull’Altare che un giorno il suo problema fu risolto.

A volte la persona non innalza più un Altare per Dio perché pensa di non averne più bisogno, che non necessita più tanto, che è già benedetta. Ma Dio face questione con Giacobbe perché tornasse a Bethel e innalzare un Altare, che un giorno lui fece quando si trovava in angoscia.

E Giacobbe disse: poi leviamoci e andiamo a Bethel, e io farò là un altare al Dio che mi esaudì nel giorno della mia avversità e che è stato con me nel viaggio che ho fatto. Genesi 35:3

Non ci possiamo dimenticare mai dell’Altare, anche se stiamo bene. Fu lì che Dio ci liberò dall’angoscia.

Dio vuole la persona sull’Altare indipendentemente dalla situazione che lei sta vivendo.

L’Altare è per tutti.

L’angosciato troverà liberazione e chi sta bene si ricorderà di ciò che Dio ha fatto.

L’Altare libera dall’angoscia e fa la persona mantenersi nella fede.

Ha collaborato: Pastore Marcelo da Silva

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17/11/14

Credi nella forza dei tuoi sogni...


Gli approvati e i non approvati

Gli approvati e i non approvati  (Parte 1)

Perché Lui è Padre, Lui corregge i Suoi figli … e chi accetta, è disciplinato e, successivamente, approvato! Ma, e chi non accetta?

Voi non avete ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato, e avete dimenticato l'esortazione che si rivolge a voi come a figli: Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d'animo quando sei da lui ripreso, perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce (Ebrei 12:4-6)

Questo passaggio significa che esistono figli che sono corretti, disciplinati, però, non accettano. Perché se avessero accettato, sarebbero stati approvati. Questo è visibile nel ministero di molti che, fisicamente, è approvato, ma, spiritualmente, no, e molti hanno smesso di desiderare, ma soltanto Dio sa il motivo.

Secondo lo Spirito di Dio in questo Passaggio, ci sono persone che sono riprovate in piccole prove e si sentono nel diritto di restare demotivate, quando in realtà, dobbiamo essere approvati nelle piccole, per essere approvati nelle grandi. Perché, è ovvio che, essendo riprovati nelle piccole, immagina in rapporto alle grandi prove?

E se non sei stato provato, se lo Spirito Santo non ha confermato che sei pronto per essere consacrato, è perché tu, purtroppo, sei com’è scritto: “avete dimenticato l'esortazione che si rivolge a voi come a figli”. Questo è il discorso di Dio per te!

Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? (Ebrei 12:7)

Questo significa che non come bastardi ma si come figli, Dio ha corretto tanti di voi come a me, come a tutti noi, perché Lui è Padre.

Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. (Ebrei 12:8)

Non è il nostro caso! Ma, io ti domando: Tu sei stato corretto, disciplinato? Se si, grazie a Dio, allora, sei approvato. Però, valuta, se in qualche modo, in alcuni momenti, qualche disciplina, qualche correzione è rimasta senza essere applicata o è rimasta senza essere accettata, poiché, a volte la persona può perfino accettare verbalmente, ma non applica! A volte, lei non accetta e, anche per questo non l’ha applicato!

Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? (Ebrei 12:9)

Il nostro vivere, il nostro respirare è l’Opera di Dio. La nostra allegria è l’Allegria di Dio, del popolo, molto di più.

Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. (Ebrei 12:10)

Il “loro”, si riferisce ai nostri genitori terreni, biologici. Ma, Dio ci disciplina non solo perché siamo partecipi della Sua Opera che è Santa e Gloriosa, ma della Sua Santità, che è Eterna.
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Gli approvati e i non approvati (Parte 2)

Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo. (Ebrei 12:11)

Dopo che la disciplina viene applicata e accettata, produce frutti pacifici, ossia, la persona resta in pace. Ma, affermo nuovamente, vi sono coloro che neanche accettano, e vi sono quelli che accettano, ma non praticano. Non può essere solo una cosa o solo l’altra, deve essere entrambe!

Devo accettare e praticare! Non posso solo accettare e non praticare, e non posso rifiutare, perché comunque non praticherò!

Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti. (Eb 12:12)

Voglio dire, le opere sono deboli, perché ciò che la persona sta facendo, presentando a dio, non è con tutta la sua forza. Molti hanno presentato, per questo, si trovano nella posizione in cui sono - di Collaboratore, Pastore, Moglie di Pastore - nonostante tutto, non hanno messo tutta la loro forza, ed è questo che Dio sta esigendo, ossia, che tu ristabilisca le mani cadute e le ginocchia barcollanti, deboli. Le mani parlano rispetto all’Opera di Dio, l’evangelizzazione, al lavoro con il popolo, l’uso dell’autorità spirituale.

Con le mani benediciamo, curiamo, liberiamo, sfidiamo, facciamo il lavoro di Salvatori, l’Opera. Puoi osservare che Egli Ordina che si Ristabilisca, questo vuol dire che, un giorno, l’opera delle mani di questa persona è stata forte, ma, con il passare del tempo si è indebolita e oggi è decaduta. Caduta, si è fermata di crescere, sviluppare, liberare e salvare.

Le ginocchia sono rapportate al nostro lavoro, la nostra Comunione con Dio. La tua Comunione con Dio non è come dovrebbe, e le tue mani, il lavoro che si sta facendo, non è svolto come è stato orientato, o come Dio si aspetta.

e fate dei sentieri diritti per i vostri piedi, affinché l'arto zoppo non divenga slogato, ma sia piuttosto risanato. (Ebrei 12:13)

Voglio dire, matura, disciplinati, cresci, sviluppa, non camminare in strade che non ti conducono a nulla, ma cammina sulla retta via. Sei tu che devi correggere i tuoi cammini, perché gli zoppi, voglio dire i deboli non vengano a cadere con i cattivi esempi, egoismo e peccati.

Sei tu che devi fortificare le opere delle tue mani, le tue ginocchia, che è la tua Comunione con Dio e anche aggiustare i cammini che non sono giusti perché gli altri che sono zoppi nella Fede siano curati per mezzo della tua testimonianza, esempio di devozione, perseveranza e santità al Signore.

Continua …

15/11/14

✎Se tu hai problemi di autostima, cioè se pensi di valere poco, leggi la storiella:


Uno studente andò dal suo professore con un problema:
- Mi sento una nullità, non ho la forza di reagire.
Dicono che sono un buono a nulla, che non faccio niente bene, che sono un idiota.
Come posso migliorare?
Che posso fare perché mi stimino di più?

Il professore senza guardarlo rispose:
- Mi spiace, ragazzo, ma ora non posso aiutarti. Devo prima risolvere un problema mio. Poi, forse.
E facendo una pausa aggiunse:
- Se mi aiuti, posso risolvere il mio problema più rapidamente e poi forse posso aiutarti a risolvere il tuo...

- Certo, professore! - balbettò il giovane, ma ancora una volta si sentì mortificato.

Il professore si tolse un anello dal mignolo e lo diede al ragazzo:
- Monta a cavallo e va’ al mercato. Devi vendere questo anello perché devo pagare un debito. Occorre ricavarne il più possibile. Ma non accettare meno di una moneta d’oro. Va e torna con la moneta al più presto!

Il giovane prese l’anello e partì. Appena giunto al mercato cominciò ad offrire l’anello ai mercanti. Essi guardavano con qualche interesse, finché il giovane non diceva quanto chiedeva per l’anello.

Quando il giovane menzionava la moneta d’oro, alcuni ridevano, altri se ne andavano senza nemmeno guardarlo, solo un vecchietto fu abbastanza gentile da spiegare che una moneta d’oro era troppo per quell’anello.

Tentando di venire incontro al giovane, arrivarono ad offrirgli una moneta d’argento e una coppa di rame, ma il giovane seguiva le istruzioni di non accettare meno di una moneta d’oro e rifiutava ogni offerta.

Dopo aver offerto il gioiello a tutti quelli che passavano per il mercato, abbattuto dal fallimento salì a cavallo e tornò.
Rimpiangeva di non avere una moneta d’oro per poter comprare egli stesso l’anello, liberando così dalle preoccupazioni il suo professore e poter così ricevere i suoi consigli.

Entrò in casa e disse:
- Professore, mi spiace tanto, ma è impossibile ottenere quello che mi ha chiesto. Forse potrei ottenere due o tre monete d ’argento, ma non si dovrebbe ingannare nessuno sul valore dell’anello.
- E’ importante quello che dici, giovanotto - rispose sorridendo.
Dobbiamo prima saper il valore esatto dell’anello.
Riprendi il cavallo e vai dal gioielliere.
Chiedigli a quanto si può vendere l’anello.
Ma non importa quanto lo valuterà, non venderlo.

Riportalo qui.
Il giovane andò dal gioielliere e gli chiese di valutare l’anello.
Il gioielliere esaminò l’anello con una lente, lo pesò e disse:
- Di’ al tuo professore che se vuole venderlo subito non posso dargli più di 58 monete d ’oro.
- 58 MONETE D ’ORO!? - esclamò il giovane.
- Sì, rispose il gioielliere, in un altro momento potrei arrivare ad offrire anche settanta monete, ma se ha urgenza di vendere...

Il giovane corse emozionato a casa del professore per raccontare quel che era successo.
- Siediti, disse il professore.
E dopo aver ascoltato tutto il racconto, parlò con calma:
- Tu sei come questo anello, un gioiello prezioso e unico.
Può essere valutato solo da un esperto.
Pensavi forse che qualunque persona fosse in grado di scoprire il suo vero valore?
Così dicendo, si rimise l’anello al dito.

Tutti noi siamo come quel gioiello.
Preziosi e unici, andiamo per tutti i mercati della vita pretendendo che persone inesperte ci valutino.
Solo lo specialista, Gesù, il Grande Gioielliere, conosce il tuo vero valore.
Perciò, non accettare mai che la vita smentisca questo...

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✑ Qualcun altro ha già pagato un prezzo alto, ha dato la sua vita per te, per me, per tutti noi... Sì... Ha pagato il prezzo più alto che chiunque possa pagare. Perché?
-Perché ci ama e vuole il meglio per noi!
Di chi parlo?
Sto parlando di GESÙ CRISTO!

✎"Poiché Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unico Figlio affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna." (Giovanni 3.16.)

✎“Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo."
( Isaia 43:4)

- Cosa aspetti?
- Che ti costa?
- È gratis... Prova!
- Hai solo da guadagnare e nulla da perdere!

≧◔◡◔≦

14/11/14

Tutto inizia sull’Altare!


La maggior parte delle persone che giunge fino a noi porta con se un carico e problemi che hanno fatto gemere e piangere per anni. Quando queste persone arrivano in chiesa, portano dentro loro l’idea che tutta la sofferenza è dovuta a quel problema, e questo le porta a iniziare la loro lotta per risolvere la suddetta situazione. Sono catene, preghiere, digiuni, veglie, propositi, e infine loro fanno di “tutto”, e il peggio è che nella maggior parte delle volte queste persone restano frustrate perché non vedono il risultato sperato nel tempo sperato, poiché ciò che ricevono è molto poco.

Qui sorge la domanda: Dove sto sbagliando? Perché Dio non mi risponde?

La risposta è semplice: Il loro problema più grande non è quello che hanno portato, sennonché il problema riguardo a Dio! Il loro Altare è in rovina! E se loro non risolvono il loro problema con dio, non risolveranno il loro problema nel matrimonio, con il figlio, il denaro ecc.

La separazione da Dio fu ed è la causa maggiore della disgrazia umana. Ma, purtroppo, le persone restano così cieche dalle loro tribolazioni che non riescono a vedere che sono perse.

Israele fu avvertito per più di 23 anni dal profeta Geremia che i suoi peccati lo avrebbero condotto alla distruzione, ma per la sua ribellione insisteva ad non prestare ascolto, ciò lo portò a perdere tutto: la sua libertà, la sua dignità, la sua pace e, quel che è peggio, il Tempio fu distrutto, Gerusalemme massacrata e il popolo ridotto in schiavitù, dove gemette per settant’anni. Leggi Geremia 25:3-11.

Passati settant’anni, Dio nella Sua infinita misericordia innalzò un re, Ciro, il quale liberò Israele dalla sua prigionia e lo fece ritornare a Gerusalemme per ricostruire il Tempio e la città. Dio gli diede un’opportunità!

Nel suo ritorno, il popolo comprese qual era l’origine del problema più grande: La sua separazione dall’Altissimo! Sapeva che non sarebbe servito a nulla ricostruire la città, le mura, le sue case, se prima non restaurasse il suo rapporto con Dio, che era in rovina.

Fu così che il popolo d’Israele non perse tempo. La prima cosa da fare era restaurare l’Altare, perché, come poter avere un rapporto con Dio senza l’Altare? È impossibile!

Come giunse il settimo mese e i figli d'Israele erano nelle loro città, il popolo si radunò come un sol uomo a Gerusalemme. Allora Jeshua, figlio di Jotsadak, assieme ai suoi fratelli sacerdoti e a Zorobabel, figlio di Scealtiel con i suoi fratelli, si levarono e costruirono l'altare del DIO d'Israele, per offrirvi olocausti, come sta scritto nella legge di Mosè, uomo di DIO. Ristabilirono l'altare sulle sue basi, benché avessero paura a motivo dei popoli delle terre vicine, e su di esso offrirono olocausti all'ETERNO, gli olocausti del mattino e della sera. Celebrarono pure la festa delle Capanne, come sta scritto, e offersero giorno per giorno olocausti, in base al numero richiesto per ogni giorno. In seguito offersero l'olocausto perpetuo, gli olocausti dei noviluni e di tutte le feste stabilite dall'ETERNO, e quelli di chiunque faceva un'offerta volontaria all'ETERNO. Dal primo giorno del settimo mese cominciarono a offrire olocausti all'ETERNO, ma le fondamenta del tempio dell'ETERNO non erano ancora state gettate. Esdra 3:1-6

Non vi era ancora il Tempio, ma l’Altare fu restaurato. Questo mostra che l’inizio del cambiamento non è per il fatto di andare i chiesa, tutto inizia sull’Altare!

Tutti quelli che vogliono cambiare vita non possono perdere tempo, devono iniziare dal loro altare, ossia, dal loro rapporto con Dio, poiché, fin quando questo è distrutto, la vita sarà in rovina.

Com’è il tuo Altare? Restaurato o in rovine? La tua vita mostra questo!!!

Che Dio ci illumini per capire questo!

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Razza eletta


… e sopra Questa Roccia Io edificherò la Mia Chiesa e le porte dell'inferno non la potranno vincere. Matteo 16:18

Perché le porte dell’inferno hanno prevalso nella vita di alcuni collaboratori, come anche nella vita delle persone che hanno un incarico in chiesa o sono membri? Poiché per molti è una difficoltà vincere il diavolo, il peccato e i loro problemi.

Ti sei già soffermato a pensare al fatto che non sei ancora Chiesa del Signor Gesù? Esiste, la chiesa istituzionale e quella spirituale. L’istituzionale è composta di membri, collaboratori, pastori, vescovi, mogli, diaconi, presbiti ecc. Dentro dell’istituzione, come per esempio l’Universale del Regno di Dio, esiste un gruppo scelto e piccolo che non fa parte solo dell’istituzione, ma si della:

… stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di Colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla Sua mirabile luce. 1 Pietro 2:9

Razza eletta: razza significa un gruppo d’individui appartenenti a un ceppo comune e che presentano particolarità somiglianti tra i membri della stessa specie. Penso che queste particolarità somiglianti siano i frutti dello Spirito Santo.

Sacerdozio reale: è un gruppo di sacerdoti, ossia, sacrificanti. Persone che consegnano le loro vite sull’Altare come “sacrificio vivo e gradevole a Dio” e permangono fino la morte.

Nazione santa: il significato di nazione è un insieme d’individui, collegati dalla stessa lingua, interessi e aspirazioni comuni; questo insieme d’individui è stato “santificato”, ossia, separato dal mondo, dal peccato e dai propri interessi e progetti personali per rispondere a quelli di Dio.

Popolo di priorità esclusiva di Dio: così come per identificare il bue che ha il suo padrone ed è necessario mettere un marchio con le iniziali del proprietario, chi fa parte di questo popolo di priorità esclusiva ha il marchio dello Spirito Santo, ossia, il Suo battesimo, il quale è riconosciuto dalle porte dell’inferno. Per questo, il male mai più potrà toccare neanche nei suoi resti mortali.

Proclamare le virtù di Colui che vi chiamò dalle tenebre: questo popolo è stato chiamato per proclamare (annunciare) l’Evangelo, ossia, guadagnare anime, lottare per loro, spopolare l’inferno e popolare il cielo.

Questi sono i nati da Dio, la “CHIESA DI GESÙ” sopra il quale le porte dell’inferno non possono prevalere. Perché tu faccia parte di questa Chiesa non esiste un altro modo se non attraverso il SACRIFICIO di rinunciare tutto ciò che è e che pretende essere; tutto ciò che hai e che pretendi avere; rinunciare alla propria vita in favore della vita con Dio. E questo non ha nulla a che vedere con le posizioni che si occupa della chiesa istituzionale.

PENSA!

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13/11/14

Dove si trova il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.

✎ "Dove si trova il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore."

"Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano, e dove i ladri scassinano e rubano; ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non scassinano né rubano. Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore." (Matteo 6,19-21)

I tesori sulla terra non sono solo i soldi, ma tutto ciò a cui noi siamo attaccati in maniera particolare... Pensiamo solo a quello, ci preoccupiamo di quello, stiamo attenti a non perderne neppure una parte, la cosa che è più importante per te, questo è il tuo dio, il tesoro si trova lì dov'è il cuore...

✎ Gesù è il tesoro più prezioso del mondo!

Siamo il buon odore di Cristo

Siamo il buon odore di Cristo

Sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento è inequivocabile il dovere che ciascun cristiano deve osservare verso il mondo che attende un barlume di speranza: la buona testimonianza.

“Noi siamo per Dio il buon odore di Cristo fra quelli che sono salvati, e fra quelli che periscono” (2 Corinzi 2:15)

La nostra vita deve parlare di Gesù, dell'opera salvifica e redentrice della grazia, che conduce il salvato nel regno della luce, una volta riscattato dalla potestà delle tenebre. Il comportamento, la grazia delle parole pronunciate devono raccontare di Gesù, la rispondenza dei gesti a quanto proclamato deve attestare la presenza della divinità nella propria vita. Il profumo che la vita di Cristo produce è un qualcosa che deve spandersi intorno, sia tra i salvati che non.

La testimonianza deve produrre un effetto tangibile, vita ed edificazione per gli altri credenti e convinzione di peccato per i perduti. Rendere una buona testimonianza è un dovere che ciascuno deve attendere, come onore e riverenza verso colui che non si è risparmiato verso di noi, donando tutto se stesso.

Il nostro comportamento parla più che parole, le nostri azioni dimostrano chi siamo davvero!

✎ "Voi siete il sale della terra;
… Voi siete la luce del mondo;
… Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli."
(Luca 5,13-16)

✎ "… la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio." (1 Corinzi 2, 1-5)

Un giorno,quando saremo davanti al tribunale di Cristo dovremo rispondere se siamo stati sale in questo mondo, se con la nostra vita abbiamo onorato il Signore!

✎ "Amate i vostri nemici;
fate del bene a quelli che vi odiano;
benedite quelli che vi maledicono,
pregate per quelli che vi oltraggiano.
A chi ti percuote su una guancia, porgigli anche l'altra,
a chi ti toglie il mantello non impedirgli di prenderti anche la tunica.
Da' a chiunque ti chiede; e a chi ti toglie il tuo, non glielo ridomandare.
E come volete che gli uomini facciano a voi, fate voi pure a loro"
(Luca 6:27-31).

✎ “Ecco, io vengo presto e il mio premio è con me, per rendere ad ognuno secondo ciò che sarà l'opera sua.” (Ap 22:12)

12/11/14

Non c’è adorazione distanti dell’Altare


Benché fosse Figlio, imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì, e, reso perfetto, divenne Autore di Salvezza eterna per tutti coloro che Gli ubbidiscono …
Ebrei 5:8-9

Anche il Signor Gesù, per obbedire alla Parola di Dio, ha dovuto sacrificare. Non c’è stata, non c’è e mai ci sarà obbedienza senza sacrificio.

Mentre molti vogliono una vita perfetta solo per mezzo di una preghiera, il nostro Signore fu perfezionato attraverso il sacrificio fatto sulla croce, e per questo che salva tutti quelli che Gli ubbidiscono.

Ed è qui la differenza tra la fede soprannaturale e la fede religiosa. Quella soprannaturale obbedisce, la religiosa non obbedisce.

L’obbedienza vale più dell’adorazione. Anche perché l’adorazione valida è quella che è fatta sull’Altare.

Se sono sull’Altare è perché sto obbedendo alla Parola di Dio.

Servirebbe a qualcosa adorare restando fuori dall’Altare, nella disobbedienza?

Fuori dall’Altare esistono solo belle parole, che sono vuote.

L’adorazione fatta sull’Altare è quella che è fatta nel sacrificio di obbedire alla Parola di Dio.

Dio è Spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità. Giovanni 4:24

Ossia, sull’Altare, nel sacrificio dell’obbedienza.

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11/11/14

Sfogo di Dio


È molto comune che le persone piangano, si lamentino e si sfoghino con Dio a causa di una vita sofferente. In alcuni casi, questi smettono perfino di fare questo per incolparLO per tutta questa sofferenza, distruzione e schiavitù. Di conseguenza, si riempiono anche di proteste, tipo come: “Dov’era Dio durante i 430 anni della schiavitù d’Israele in Egitto?”

Molto bene, oggi chi si sfoga è LUI! Alla fine dei conti, anche il nostro Signore merita, e inizia così:

Ma più i profeti li hanno chiamati, più si sono allontanati da loro, hanno sacrificato ai Baal e hanno bruciato incenso alle immagini scolpite. Osea 11:2

Ossia, Io indico un Altare di vita e loro insistono nel deporre la loro fede in un altare di tenebre e inganno. “QUALE COLPA HO IO?”

“Ascolta, o popolo mio, e ti ammonirò. O Israele, se tu mi ascoltassi! Non vi sia in mezzo a te alcun dio straniero e non adorare alcun dio forestiero. Io sono l'Eterno, il DIO tuo, che ti ha fatto uscire dal paese di Egitto; apri la tua bocca e io la riempirò. Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce e Israele non mi ha ubbidito. Perciò li abbandonai alla durezza del loro cuore, affinché camminassero secondo i loro consigli. Oh, se il mio popolo mi ascoltasse, se Israele camminasse nelle mie vie! Umilierei subito i suoi nemici e volgerei la mia mano contro i suoi avversari. Quelli che odiano l'Eterno gli sarebbero sottomessi, e la loro sorte sarebbe segnata per sempre. E io lo nutrirei (Israele) con fior di frumento e lo sazierei di miele che stilla dalla roccia.” Salmi 81:8-16

Insomma, non accadrà mai a una persona di essere infelice e sofferente per essere molto invidiata, perseguitata o perché i suoi problemi e i nemici sono molto forti, poiché agendo il nostro Dio, chi impedirà?

Terminiamo rispondendo a una domanda che mi ha fatto una persona: “Quand'è, che non avrò più bisogno di parlare più di una volta con Dio su ciò che voglio?”

Gli ho risposto: “Quando anche LUI non avrà più bisogno di parlare più di una volta per essere obbedito.”

Dio vi benedica abbondantemente!

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Gesù è la via.


✎ Gesù non è solo una persona che indica la via, ma è personalmente la Via.

Nessuna chiesa, nessuna religione può salvarti, nessun'altro nome può portarti a Dio. Solo Cristo può portarti a Dio.

Egli è la via.

Che tu abbia Cristo o no; che tu confidi in Lui o meno, Egli resta la unica Via!

✎ "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me" (Giovanni 14:6).

✎ Gesù è l'unica via per la salvezza, perché Egli è il solo che ha pagato il prezzo del nostro peccato (Romani 6:23).

✎ La salvezza si trova solo attraverso la fede in Cristo Gesù:
"E in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun altro nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati»." (Atti 4:12)

Tu sei figlio di Dio?


Tu sei figlio di Dio?

Il figlio di Dio non è chi è nato in una famiglia cristiana, o chi ha genitori che si chiamano figli di Dio.

Forse qualcuno si domanderà, " - Non siamo tutti figli di Dio, per caso non è Dio il Padre di tutta l'umanità?"

D'accordo con la Bibbia, Dio è il Creatore di tutta l'umanità, ma non è il Padre di tutta l'umanità. C'è molta gente che non desidera Dio come Padre.

Il padre dell'umanità è Adamo e come ben sappiamo ebbe i suoi figli e tutta la sua discendenza (l'umanità intera) sotto la maledizione del peccato, separati da Dio.

Il Signore Gesù Cristo disse:
✎ " Chi non nasce di nuovo, non può vedere il regno dei cieli"
(Giovanni 3:3).

Che cosa significa questo?

Quando siamo nati, non abbiamo dovuto fare alcuna decisione per nascere. (Questa è una nascita fisica)

Ma per diventare figlio del nostro Padre celeste, devi sperimentare una nascita spirituale. (Questa nuova nascita avviene quando ci pentiamo dei nostri peccati e mettiamo la nostra fede e fiducia in Gesù Cristo e nel suo sacrificio) È una nascita dovuta alla nostra decisione.

Ogni anno le persone celebrano la loro nascita fisica con feste e regali.
Ma ti ricordi della tua seconda nascita?

Se non hai questa seconda nascita, oggi devi prendere una decisione. Vuoi diventare parte della famiglia di Dio ricevendo Cristo nel tuo cuore?

La Bibbia, parlando di Gesù Cristo, dice:
✎ "A tutti quelli che lo ricevono, Egli dà il diritto di diventare figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome" (Giovanni 1:12).

"Se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio...
Bisogna che nasciate di nuovo".

Come dire: Se vuoi entrare nel Regno di Dio devi morire, morire per il peccato...
Una delle prove più convincenti che si è nati di nuovo è l'odio verso il peccato e rinascere un'altra volta, devi essere rigenerato, devi diventare una nuova creatura.

- Non puoi mettere "un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio; altrimenti la toppa nuova porta via del vecchio, e lo strappo si fa peggiore... " o "del vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino fa scoppiare gli otri; ma il vino nuovo va messo in otri nuovi."

Devi accettare l’opera di Cristo che è nuova:
✎ "Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie son passate: ecco, son diventate nuove" (2 Corinzi. 5:17)

✎ "Se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha resuscitato dai morti, sarai salvato"
(Romani 10:9).

✎ "Tutti voi infatti siete figli di Dio per la fede in Cristo Gesù...
(Galati 3, 26)

✎ "Tutti quelli infatti che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio.
-Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui."
(Romani 8,14)

10/11/14

COMO SER ABENÇOADO ?































Como conquistar as bênçãos de Deus?

Será que você consegue indo para a igreja todo dia?

Será que é através da imposição de mãos de um homem de Deus?

Será que para alcançar as benção de Deus a pessoa tem que orar e jejuar todo dia?

No vídeo a seguir o Bispo Macedo explica a única maneira que existe para ser abençoado em TUDO. Em um trecho de uma reunião realizada em São Paulo, ele conta como ser abençoado. Assista e preste muita atenção, vale muito a pena:

Como você tem feito a obra de Deus?









- Perché è difficile sentirsi in pace quando non perdoniamo?

- Perché è difficile sentirsi in pace quando non perdoniamo?

Chi perdona, spezza la catena che lo tiene legato...

✎ Quando noi odiamo una persona siamo legati a lei da un legame emozionale più forte dell’acciaio. Il perdono è l’unico modo per rompere tale legame e ritornare liberi. La persona odiata diventa, pian piano, il nostro padrone; ci viene in mente di giorno e di notte; ci toglie sonno e serenità e ci priva della gioia di vivere.

✎ L'orgoglio ed il rancore, siano i peggiori nemici della nostra conoscenza... Il rancore intossichi l’anima e che l’orgoglio rende soli...

✎ Credo che portare rancore è come gettare nel nostro cuore della sabbia che lasciata lì fa male, ferisce e diventa come il cemento...
E... L’unica medicina che ci guarisce è il perdono.

✎ Il perdono è una decisione: non è un sentimento, ma un atto della nostra volontà. Decido di perdonare anche se non me la sento. È la scelta di amare gli altri così come sono.

✎ Il perdono ci porta la pace e rende capaci di amare e di crescere, riconcilia con gli altri, cura lo spirito e il corpo. Il perdono è sorgente di guarigione, guarisce infatti le ferite provocate dal risentimento, rinnova le persone, i matrimoni, le famiglie, le comunità, la vita sociale.

✎ La Bibbia ci dice che dobbiamo perdonare coloro che peccano contro di noi, incondizionatamente. Rifiutare di perdonare davvero una persona mostra risentimento, amarezza e rabbia, caratteristiche queste che non appartengono a un cristiano.

✎ Nel “Padre nostro” chiediamo a Dio di rimetterci i nostri debiti così come noi li rimettiamo a coloro che peccano contro di noi (Matteo 6:12).

✎ In Matteo 6:14-15, Gesù disse: “Perché se voi perdonate agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonate agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”.

✎ Il perdono è una necessità: non possiamo fare a meno di perdonare. Se non perdono non posso essere perdonato!

✎ Il perdono è la chiave dei nostri rapporti con Dio, col prossimo e con noi stessi.

08/11/14

Unzione x titolo

Unzione x titolo

l'Eterno disse a Samuele: «Non badare al suo aspetto né all'altezza della sua statura, poiché io l'ho rifiutato, perché l'Eterno non vede come vede l'uomo. 1 Samuele 16:7

Questa istruzione fu data al profeta Samuele, quando iniziò il processo di unzione del nuovo Re d’Israele.

Due cose qui, hanno chiamato la mia attenzione:

 Primo, il fatto che Dio, enfaticamente, classificava come errore la visione umana, quanto la percezione nel definire chi è Lui di fatto. Dio vuole dire che la natura umana non è attenta per la vera Unzione e, quindi, propensa a seguire e definire erroneamente per ciò che vede, per saziare se stesso. È il proprio Dio che afferma questo concetto! Da qui si capisce già il pericolo di questa mancanza di discernimento con tragiche conseguenze.

 Come esempio, mi ricordo di un ex-magnate della droga, un colombiano chiamato Pablo Escobar, più conosciuto come il “Re della Cocaina”. Lui godeva di grande popolarità per aver costruito scuole, ospedali e case per i poveri in Colombia. Caritatevole, no? Se non fosse per il fatto che lui, ha distrutto ripetutamente così tante vite e famiglie nel mondo a causa delle droghe da non riuscire a contarle. Come puoi vedere, l’apparenza di “fare” può ingannare.

La seconda è il fatto, che in Israele, l’Unzione per il re era più importante della corona in se stessa. Infatti, la corona visibile come ornamento, era pensata solo dopo l’Unzione. L’ordine di Dio per Samuele era “portare l’Unzione” fino a Davide e non restare preoccupato con i presupposti.

L’Unzione era, per altro, l’approvazione del suo Signore per il servo usato per la finalità esclusiva di Dio - l’autorità di Dio per realizzare la Sua volontà; una capacità Divina concessa dallo stesso Spirito di Dio. L’Unzione non era proprietà dell’unto, ma del Rimuneratore!

L’Unzione è concessa fino a quando il servo permane disponibile al suo Signore. Non esiste di smettere d’essere servo e “portare l’unzione” con se. Fu il caso di Saul, che “perse” l’unzione dopo esser stata data dal proprio Dio. L’Unzione non fu mai di priorità per Saul.

Nella mia adolescenza, sentii un pastore che io ammiravo molto, ma che purtroppo uscì dall’Opera. Così, come lui andò via, io rimasi un po’ insicuro. Ero molto giovane nella fede. L’ex-pastore, già fuori dalla Chiesa, ogni tanto ci s’incrociava ancora e, io non riuscivo a chiamarlo per nome, ma solo come “pastore”. Il suo modo di parlare era sempre da vittima. Le persone intorno a me alludevano che io stessi commiserando l’ex-pastore e lamentandomi della Chiesa. Opera del diavolo!
Fino a quando un “Unto di Dio”, con educazione e senza criticare l’ex-pastore che era uscito, m’insegnò sul meccanismo dell’unzione e perché io non avrei mai più dovuto chiamarlo pastore.

In 1 Samuele 15, questo è documentato dettagliatamente. In questi quasi 30 anni che conosco l’Universale, ho avuto il privilegio di apprendere questo immediatamente e mi aiutò davvero. La Parola di Dio fu la mia bussola e sostentatrice. Lo Spirito Santo mi insegnò perfino a rispettare un “caduto”, ma non essere mai più condizionato o abbindolato da lui e, quanto più seguirlo!
Oggi esistono molti “caduti” che pensarono di poter portare un titolo di pastore o vescovo anche dopo aver perso l’Unzione. Avere l’aspetto e la parola di servi esentando l’Unzione. Quello che hanno è il desiderio proprio di “provare che sono ancora servi”, ma per il proprio beneficio e per l’adulazione della vanità, poiché se volessero salvare anime, non sarebbero mai usciti da dove un giorno contemplarono la Luce.

Quel che è peggio, sono quelli che ancora non sono nati di nuovo, perché sono ingannati da questi. Prego e lavoro per chi, come me che ho avuto questa misericordia, possano anche molti altri trovare lo Spirito di Discernimento.

Ha collaborato: Vescovo Macelo Cardoso

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07/11/14

L’esempio del servo


E il suo signore rispondendo, gli disse: "Malvagio e indolente servo, tu sapevi che io mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso.
Matteo 25:26

Stavo meditando in questo versetto e pensavo: Perché questo servo non moltiplicò il suo talento? Perché gli altri possono e lui no? Nel momento in cui notai che Gesù disse: “Servo malvagio”. Lui non era soltanto negligente, lui era anche MALVAGIO.

Come avrebbe potuto salvare gli altri se lui stesso era perso? Molti hanno avuto un carattere MALVAGIO, hanno avuto un marito MALVAGIO, una moglie MALVAGIA, un figlio MALVAGIO, un impiegato MALVAGIO, un datore MALVAGIO, uno studente MALVAGIO, un MALEDUCATO. Come può una persona così convincere l’altro che Gesù è buono?

Credo che qui risieda uno dei più grandi fallimenti di molti cristiani, il CATTIVO esempio ha impedito le persone di voler cercare Dio, incluso i loro famigliari.

Se vogliamo salvare, dobbiamo mostrare il perché vale la pena seguire Gesù, dobbiamo mostrare quanto è buono questo, dobbiamo esalare il BUON profumo di Cristo.

È qui che entra la nostra testimonianza personale, poiché le persone che ci circondano sappiano chi eravamo prima di Cristo e chi siamo dopo di Lui, e questo ci fa moltiplicare i nostri talenti.

Dobbiamo essere un BUON esempio per tutti, poiché il nostro esempio parla più forte delle nostre parole. A chi non piace ciò che è buono? Tutte vogliono avere un BUON marito, un BUON padre, un BUON dipendente, una BUONA moglie, un BUON figlio, infine, a tutti piace e vogliono avere ciò che è BUONO.

I due primi servi furono chiamati di BUONI. Loro avevano una BUONA testimonianza, tanto per quelli di fuori come per lo stesso Gesù.

Dinanzi a questo, sorge la domanda: Come ci guardano Dio e coloro che ci circondano, servi BUONI o MALVAGI?

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04/11/14

Che tipo di servo sei?

Che tipo di servo sei?

Quale bene il Signore ha affidato ai servi?

La Salvezza dell’anima è il BENE MAGGIORE affidato all’essere umano.

Il Signor Gesù lo paragona al Regno dei Cieli nella parabola dei talenti (Matteo 25:14)

Oltre ad una conquista, anche la Salvezza dell’anima è un talento naturale di ogni servo di Dio.

Nella parabola, il Signore avvisa che al Suo Ritorno riunirà i Suoi servi per fare i conti con loro (Matteo 25:19).

In questo giorno, Lui chiederà ciò che si aspetta da ogni servo buono e fedele (Matteo 25:21).
Ossia, la moltiplicazione dei talenti di ognuno.

Come Giusto Giudice, Dio non chiede mai ciò che non si può dare. I talenti sono dati in accordo con le capacità di generare di ognuno, nel minimo un altro talento.

È il criterio giusto dell’Altissimo.

Tutti i servi hanno le condizioni per moltiplicare i loro talenti perché sono stati rivestiti di autorità per questo.

Chi è veramente servo, obbedisce, si dedica e moltiplica i suoi talenti.

I servi cattivi, negligenti e inutili sono lanciati fuori dal Regno, ritornano nelle tenebre. E lì avrà pianto e stridor di denti. Matteo 25:14-30
N.B. Per favore, leggi il Sacro Testo con la dovuta attenzione che merita.


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La sfida per migliorare ogni giorno

La sfida per migliorare ogni giorno

Sono pastore da 8 anni. Prima del Progetto IntelliMen ero una persona orgogliosa; pensavo che, solo per il fatto d’essere pastore, fossi al disopra di tutto, che non avevo bisogno di cambiare e che l’IntelliMen fosse per “ragazzini” che stavano entrando adesso e non per me. Lo vedevo inoltre come un qualcosa in più senza futuro, che sarebbe cessato subito.

Quest’orgoglio non mi lasciava vedere i miei difetti, che erano gravi. Restavo più o meno mille minuti al mese in radio, stavo tutto il giorno in radio, parlando degli altri, lamentandosi dei problemi; passavo gran parte del tempo prendendomi cura della vita degli altri la sciando la mia rilassata. Ricordo che mia moglie mi metteva in guardia sul pericolo che io stavo correndo, però, non prestavo la minima attenzione, e inoltre ero grossolano con lei.

Quando non ero in radio, ero in internet, guardando film e serie che non davano nulla alla mia vita. Dopo la visione, andavo direttamente a fare la riunione e dopo aver terminato, erano ancora film, serie e di nuovo radio.

Senza parlare che commettevo una grande mancanza di rispetto con il popolo, iniziando le riunioni in ritardo; aspettavo che arrivassero le persone e iniziavo la riunione con 5, 10 minuti di ritardo.

Fino al Progetto IntelliMen, erano già tre anni che non leggevo un libro del vescovo Macedo, leggevo la Bibbia soltanto per passare un proposito. Nelle riunioni di pastori il giovedì, ascoltavo il vescovo allertare, insegnare e nulla cambiava.

Per pigrizia, non facevo nessuna attività fisica, la mia salute era una sciatteria.

Incolpavo mia moglie per tutto: se dimenticavo il portafogli, se il tablet non fosse carico ecc. Per me lei era la responsabile di tutto ed era motivo di litigio con lei. Andavo così a fare le riunioni, litigato con lei.

Oggi comprendo che il mio ministero era con il pilota automatico, ed ero perso.

Iniziai a fare le sfide pur non credendo completamente, ma capii che il cambiamento doveva partire da me. Diedi un voto di fiducia al Progetto e a me e compresi che la misura con la quale le sfide sorgevano, erano tutte come una spada che entrava nel mio midollo, conforme andavo realizzando ognuna di loro. Le cose andarono cambiando; uno dopo l’altro stavo vivendo.

Oggi vedo che il mio tempo e quello degli altri è qualcosa di prezioso e non lo spreco. Mi sono impegnato a migliorare ogni giorno di più.

Non faccio le sfide tanto per fare. Leggo, medito e fino a quando non assorbo lo spirito di quella sfida, non passo a quella successiva. A metà strada il mio socio si ritirò, trovai un altro socio e continuai fermo con lui. Vado avanti, fermo. Sono cambiato, come marito, come pastore e come uomo.

Ho compreso che quando non miglioriamo, peggioriamo. Mi stavo indebolendo poco alla volta e, se non avessi accettato questa sfida, oggi starei peggio, e probabilmente, avrei anche perso la mia Salvezza, o sarei fuori dall’Opera, nella strada dell’amarezza.

Pastore Welligton

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03/11/14

La terra sterile e per i ribelli


In una delle mie prime visite al Tempio, passò sul telone un versetto al quale non avevo mai notato.

DIO fa abitare il solitario in una famiglia, libera i prigionieri e dà loro prosperità; ma i ribelli dimorano in terra riarsa. Salmi 68:6

A pensarci bene, questo da un taglio con quella teoria religiosa che una vita miserabile è una prova di Dio e getta nelle braccia di ognuno di noi la responsabilità della nostra vita. La Bibbia è molto chiara riguardo al ruolo di Dio. Non vi è alcun dubbio su ciò che Egli desidera fare nella vita di coloro che LO servono: la promessa non è solo per la vita dopo la morte, ma per oggi, adesso.

Dio sopperisce tutte le nostre necessità. Per lo meno, questo è ciò che Egli desidera fare. Sei solo? Il desiderio di Dio è che tu viva in famiglia. È questo che Lui vuole fare per te. Stai vivendo una vita meschina, di miseria, di schiavitù? Dio ti vuole dare prosperità (interessante, no? Quelli che ci criticano quando parliamo di prosperità, stanno criticando chi ha scritto la Bibbia …).

Per questo che non è accaduto nella vita di tutti? Perché abbiamo tanta brava gente che soffre, vivendo di fallimento in fallimento? Perché tanti credenti qui non conoscono la prosperità in nessun’area e continuano a vivere di briciole, in una vita miserabile?

L’ultima frase ci colpisce come un colpo dritto: Solo i ribelli abitano in terra sterile.

Restai fissando quella frase sul telone e, anche quando scomparve dal mio campo visivo, non uscì dalla mia mente. “Solo i ribelli abitano in terra sterile”… Il versetto non da scappatoie. Non dice che alcuni di quelli che abitano in terra sterile sono ribelli. Se dicesse “ i ribelli abitano in terra sterile” io avrei potuto pensare che ci sia più gente là con loro, ciò allevierebbe il peso di molti cristiani. Mentre, al dire che “solo i ribelli abitano in terra sterile”, la Bibbia è dura e tagliente. “Solo” è un termine esclusione. Nessuno oltre ai ribelli abitano in terra sterile. È il luogo esclusivo per loro.
Così, ricorsi alla Bibbia, per vedere se il contesto confermava la mia comprensione. A volte un versetto isolato può dare un’idea sbagliata di ciò che il testo vuole dire, e leggendo i versetti precedenti o successivi, notiamo che quello che significa qualcosa completamente differente. Ma, molti contrariamente, confermano soltanto ciò che diceva il versetto. L’intero capitolo parla di come Dio sia in modo impressionante potente, parla dell’attenzione che Lui ha con il Suo popolo. Solo chi si da al male è chi non è con Lui. Semplice.

La persona che partecipa ai culti tutte le settimane, fa le sue preghiere frequentemente, dà offerte e a volte ha perfino un titolo in chiesa, ma sta abitando in terra sterile, in una vita miserabile, infelice e oppressa può non comprendere … “perché mi sta capitando questo? Sto facendo tutto giusto! Non faccio nulla di sbagliato!” Lei non si considererebbe mai una ribelle. Come può essere ribelle qualcuno che vive sempre in chiesa?

Però, ciò che Dio considera è qualcosa che nessuno mai vede. È qualcosa nel più profondo dell’essere. Il suo modo di guardare le persone … i malocchi, la lingua perfida, a volte con tono scherzoso … il rancore, la mancanza di controllo, la menzogna, la mancanza di timore, la mancanza di riverenza, la mancanza di rispetto ai genitori, al marito, alla legge … Il dizionario italiano definisce “ribelle” nel seguente modo:

1. Che si rivolta o insorge contro l’autorità, la legge. 2. Che rifiuta di sottomettersi alla disciplina, di ubbidire all’autorità. 3. Ostile, nemico.

Il ribelle è quello che non si sottomette all’autorità di Dio e non rispetta le autorità qui sulla Terra. È chi si rifiuta di obbedire. Non si soggetta alla disciplina dell’Altissimo. Vuole fare tutto con la forza del suo braccio. Pensa di poter farsi gioco delle regole, vuole che le cose siano nel modo come lui pensa che debbano essere, e non gli importa neanche ciò che Dio pensa al riguardo.

Il ribelle pensa d’essere un rivoltato, ma il rivoltato teme Dio e LO rispetta. Il rivoltato è contro la situazione e non contro l’Autorità. Giustamente, per sapere che Dio è potente, lui, non accetta una situazione che và contro a ciò che è scritto.

Il ribelle non dà ascolto a Dio, non ubbidisce, poiché non vuole sacrificare veramente. Può avere facilità nel mettere il denaro sull’Altare, ma non vuole depositare la sua volontà sull’Altare. Che mi scusino i religiosi, ma chi ha abitato in terra sterile è nella categoria dei ribelli. È buona cosa correggere il tuo cammino fin quando si ha tempo. È l’unico modo per il solitario vivere felice in famiglia e dei prigionieri essere liberati, ottenendo prosperità. È questo che Dio vuole. Lui sta solo aspettando l’attitudine di reprensione di colui che è sincero, anche se fino ad oggi possa esser stato ribelle.


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01/11/14

Sembrava impossibile cambiare


Sono cresciuta in mezzo ad una turbolenza spirituale. Mio padre, per servire gli spiriti, ci obbligava a convivere quotidianamente con tali pratiche macabre. All’età di 5 anni, soffrivo già vedendo volti e sentendo voci. Anche se questo era un qualcosa naturale, giacché gli spiriti facevano parte della famiglia, questo mi scombussolava molto. Avevo continui svenimenti, dolori diffusi nel corpo ai quali i medici restavano stupiti non riscontrando nulla nelle loro diagnosi. Lo scombussolamento in me aumentava conformemente alla mia crescita.

Ricordo che le notti erano terribili a causa degli incubi. Sognavo dei morti che volevano divorarmi e, come se non bastasse, durante il giorno mi seguivano, chiamando il mio nome rendendo la mia vita, un inferno.

In quel periodo, la mia famiglia stava peggiorando sempre di più. Mio padre dal tanto bere diventò un’alcolista, tanto da rientrare in casa ubriaco e aggredendo tutti noi. Vescovo, era spaventoso, era già scontato che ci avrebbe aggredito. Questo avveniva di continuo e abbastanza doloroso. Piangevo molto perché volevo essere come le altre bambine, che avevano un’infanzia normale, cosa che io non conoscevo.

In una determinata occasione, lui mi portò a una consulenza, e uno dei medium della casa di stregoneria disse che dovevo sviluppare la mia dote mediale. Anche se ancora una bambina, dovetti dedicare tutto il mio tempo agli spiriti, ricevendo responsabilità e un’entità che avrei dovuto servire tutta la vita. È chiaro che con tutto questo non migliorò nulla. Lei crede che dovessi perfino vestirmi come loro?

Già adolescente, iniziai ad odiare mio padre. Avevo il gusto del sangue in bocca e il desiderio di morte, una volta che divenni molto complessata a causa di quella situazione. Chiede tutti i giorni di avere pace alla mia entità, e in cambio ricevevo l’inferno nella mia vita. Allo stesso tempo che pianificavo la mia morte, desideravo ardentemente la stessa fine per mio padre. Quest’odio crebbe tanto in me che non riuscivo più a dormire. Questo non usciva dalla mia testa.



Così decidemmo di andare all’Universale, dovuto all’insistenza di una collaboratrice che non si era mai arresa e, che per un periodo lottò per la mia liberazione. Fu molto difficile. Pur sembrando che non volevo niente, io volevo si, ma quell’entità non voleva perdermi. Pian piano, inizia a cambiare, i dolori continui svanirono e anche, gli svenimenti e i turbamenti, ma mi dava ancora fastidio il conflitto dentro di me.

Sapevo che dovevo decidere, ed è ciò che feci. Fu l’esperienza più meravigliosa che abbia avuto nella mia vita. Ciò che io chiesi tutta la vita alla “mia entità”, Dio mi diede in un unico atto di decisione: la Pace!
Ah, che giorno! Un giorno che ha cambiato radicalmente la mia storia, e oggi, come collaboratrice, riesco a trasmettere questo a tante persone.

Aline Lima - Alto Vera Cruz/MG

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