13/07/15

La parabola del grano e della zizzania

La parabola del grano e della zizzania

Ma mentre gli uomini dormivano, venne il suo nemico e seminò le zizzanie in mezzo al grano e se ne andò.

Quando l'erba germogliò ed ebbe fatto frutto, allora apparvero anche le zizzanie.

 E i servi del padrone di casa vennero a dirgli: "Signore, non avevi seminato buon seme nel tuo campo? Come mai, dunque, c'è della zizzania?".

Egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo".
I servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a coglierla?".

Egli disse loro: "Un nemico ha fatto questo".
I servi gli dissero: "Vuoi che andiamo a coglierla?".

Lasciate che tutti e due crescano insieme fino alla mietitura; e, al tempo della messe, dirò ai mietitori: Cogliete prima le zizzanie, e legatele in fasci per bruciarle; ma il grano, raccoglietelo nel mio granaio".
( Matteo 13:25-30)

Messaggio debole

Messaggio debole

L’impressione quotidiana, i problemi della vita, la sensazione d’impotenza, che stai facendo tutto sbagliato o che nulla andrà bene finisce con il soffocare le tue forze. Non sai più cosa fare. Sembra d’essere sempre sulla lama del rasoio. L’impressione è che nessuno si interessa e che i tuoi problemi sono peggiori di quegli degli altri. Nessuno sa. Nessuno vede. Nessuno è lì.

Lacrimante e sconvolta, sentendoti l’ultima delle creature, strisciando nel fango della sofferenza, aspetti realmente che per lo meno Dio ti compatisca. Che Egli abbia pena. Metti una canzone carina e aspetti che Dio ti prenda in braccio e ti nasconda da questo mondo per non sentire più dolore. Sei debole, sei stanco, e ti ricordi della Parola in cui Egli invita i stanchi e sovraccaricati per andare fino a Lui ed essere alleviati dai lori fardelli. Però, che cosa si possono aspettare una volta giunti fino a Lui? Qual è il messaggio di Dio ai deboli? Sarà che Dio proverà pena per te? Sarà che Lui piangerà insieme a te? Sarà che ti dirà che il tuo problema è realmente il peggiore? Sarà che tu sei realmente la vittima?

Fabbricate spade con i vostri vomeri, e lance con le vostre roncole! Dica il debole: Sono forte! Gioele 3:10

Questo è il messaggio di Dio.

In altre parole: “Ok, sei arrivato fino a Me. Io rimuovo il tuo fardello. Fino a d’ora hai piantato e raccolto, ti sei preso cura del giardino e ti sei ferito con le spine. Ma, a partire di oggi, tu diventi un soldato. La fuori, figlio mio, è una guerra. Trasforma i tuoi strumenti di lavoro in armi, perché siamo in questo mondo in una guerra contro l’inferno. Non c’è tempo per piangere, neanche per lamentarsi e ne per fare la vittima. Tu adesso sei con Me. Non ti devi preoccupare più di nulla, ma devi lottare. Nel caldo della battaglia, non si sente il dolore. Sviluppa i tuoi talenti, le tue capacità e usale in battaglia. Sii forte.”

Dio non ti farà sentire forte. Il debole non smette di essere debole quando si sente forte. Il debole smette di essere debole quando decide di essere forte. Lui prende possesso della sua forza quando prende possesso della sua posizione nell’esercito. La nostra lotta non è contro le persone, ma a favore delle persone, contro lo spirito di ingiustizia che domina in questo mondo. La nostra guerra è spirituale. La nostra forza viene da dentro, indipendentemente dalla struttura fisica o condizioni esterne. Quando il debole decide di essere forte, nessuno può trattenerlo. Nessuno riesce a fermarlo. Nessuno lo distrugge. Tutto ciò che lui è dentro si riflette fuori dopo qualche tempo. Lui smette di perdere. Smette di essere coda. Ma, prima, lui necessita cambiare dentro. Ha bisogno di decidere di essere forte. Ha avuto bisogno di smettere di piangere e di sentirsi inutile, forgiare le sue armi e andare in guerra.

Io sono forte quando decido di essere forte. Io sono forte quando comprendo che la mia mente è un campo di battaglia e che ho il Signore degli Eserciti come alleato. Decido di obbedire, forgiando le armi e riemergendo. La guerra è stata dichiarata e vincere non è una opzione, è una questione d’onore.

http://blogs.universal.org/bispomacedo/it

Visione dell’Altare

Visione dell’Altare

In che modo dovrai andare in Chiesa nel giorno del tuo incontro con l’Altare?

Domenica, ad esempio, sarà il giorno dell’incontro più grande, il giorno della tua vittoria completa. Per questo, quando tu varcherai la soglia della porta della tua Chiesa e guarderai verso l’Altare, non guardarlo come, lo vede normalmente una persona incredula, come un palcoscenico fatto in granito, cemento o legno, ma guardalo come Dio, per quanto più passa essere semplice o sofisticato, poiché l’Altare LO rappresenta. GuardaLO aspettando ansiosamente il suo arrivo, così come lo sposo aspetta la sposa nel giorno del matrimonio.

Quando tu salirai sull’altare, con la tua vita nelle mani espressa nel sacrificio, anche Dio sarà là con una nuova vita nelle Mani espressa nella liberazione, cura, battesimo con lo spirito Santo, trasformazione della tua famiglia, infine, con la tua vittoria da consegnarti. Tu salirai con la tua vecchia vita e scenderai con una nuova vita.

Questo incontro avvenne sul Morià. Dio era là in quell’altare e consegnò la vittoria nelle mani di Abraamo:… Io ti colmerò di benedizioni e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; e la tua discendenza s’impadronirà delle città dei suoi nemici. Genesi 22.17

Per questo lo Spirito Santo ci orienta a mantenerci inquadrati e concentrati in questo incontro meraviglioso, che ci darà una nuova vita in ogni senso.
Lui ci dice come ci dobbiamo avvicinarci dell’altare:

Avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché Fedele è coLui che ha fatto le promesse. Ebrei 10:22-23

Deve essere questa la tua visione giungendo in Chiesa nel giorno del tuo incontro con l’Altare.

Dio vi benedica!

.

.